domenica 4 novembre 2018

Michael Jackson, il poeta del ritmo

2010
Poco o quasi nulla è stato detto del suo talento come cantante, compositore e ballerino, intrattenuti com'eravamo dalle zone ombrose della sua vita e dalla sua morte.

Ma vale la pena parlarne... Jackson era (ed è tuttora) uno dei più grandi nella storia della musica popolare. E ce ne sono stati pochi. Tipi come Frank Sinatra, Elvis, i Beatles, Johnny Cash, Dylan, i Byrds, Wilco, persone capaci di disegnare nuove mappe del tesoro nel libro di canzoni del pianeta della musica pop.

E vederlo da bambino con i Jackson lascia intuire che il ragazzo indicasse i modi di vivere l'arte che suo padre trasformò in un'impresa più o meno familiare. Michael Jackson era uno di quei privilegiati in grado di assimilare la tradizione del soul, rhythm and blues, funky e anche dello stile 'white' dei Fab Four di Liverpool o di Presley.
Ma quintali di tradizione non sono abbastanza. Quindi dobbiamo dare un corso a quella saggezza, rifondarla e ricostituirla in qualcosa di nuovo, personale, non trasferibile, qualcosa che segna percorsi, che apre porte, che illumina nuove strade. E Michael lo ha fatto. Fu tra i primi ad apprezzare il potenziale dei video musicali, fu (come Elvis) qualcuno che sapeva che muoversi (e in che modo!) è anche un modo di comunicare.


Era il poeta del ritmo, il grande poeta del ritmo. Con Elvis, la musica pop ha preso forma, con Bob Dylan l'anima e Michael ci ha messo il resto con un senso visivo della canzone che molto probabilmente quasi nessuno aveva usato così fruttuosamente fino ad allora. Ha ballato, sì, ma ha composto ottime ballate e canzoni come "Billie Jean", il picco del pop ballabile. La sua musica era un po' 'stemperata' (forse i suoi fratelli di razza preferivano qualcosa di più viscerale come Sam Cooke o James Brown) ma i bianchi l'hanno lautamente assaporata.

Il Pop è un bellissimo giocattolo e Jackson l'ha sventrato mille volte per rivelare tutti i suoi segreti. Con molti di loro se n'è andato.. ma fate una prova. Scegliete qualsiasi album di Michael, guardatelo su Youtube se preferite. Le sue canzoni sono ancora pulsanti, il giocattolo è ancora funzionante, il ritmo del poeta continua a verseggiare i nostri sensi e le nostre emozioni. Manuel de La Fuente

ORIGINAL SOURCE


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