domenica 11 giugno 2017

M. Jackson: "cosa abbiamo fatto al mondo, guarda cosa abbiamo fatto.."

Un articolo del 2012 che riassume l'essenza di EARTH SONG..


Michael Jackson: cosa abbiamo fatto al mondo, guarda cosa abbiamo fatto..

Il grido di allarme sul futuro del pianeta, minacciato dal saccheggio e l’abuso dell’uomo, sale da questa canzone di Michael Jackson: cosa abbiamo fatto al mondo, guarda cosa abbiamo fatto.

Nessuno era allora e sarebbe mai stato dopo più efficace di lui nel lancio di un canto ecologista. Perché MIchael Jackson è stato la più grande e insuperata pop star della storia musicale mondiale. Nessuno ha mai avuto dubbi sul fatto che Jackson ha inventato, condizionato, esaltato quanto di meglio poteva esserci nella composizione musicale e nella sua traduzione in spettacolo nel corso di tre decenni: dalla fine degli anni 70 fino alla sua morte, tragica e prematura avvenuta nel 2009.

Talento assoluto, il cantante nato a Gary nell’Indiana, davvero rappresentava e anticipava sensibilità e gusti, tendenze e opinioni. Ed anche l’impegno sociale e, soprattutto, quello ecologico corrispondeva pienamente al maturare della coscienza di gran parte dell’umanità. Nel 1992 aveva fondato la “Heal the World Foundation”, per combattere la fame e la povertà soprattutto dei bambini, che aveva un carattere ecologista. A questa fondazione aveva devoluto tutto l’incasso di uno dei tour più clamorosi e spettacolari della sua carriera, il Dangerous World Tour (1992). La fondazione interviene con finanziamenti e donazioni laddove nel mondo ci sono bambini che soffrono, attività che ha fatto di Jackson una della più grandi figure umanitarie di tutti i tempi, entrando nel guinness dei primati per aver donato in beneficenza più di chiunque altro.

Il canto della terra (Earth Song) rappresenta come il punto di incontro fra la sua attività di talentoso inventore di spettacolo pop e la sua sensibilità ecologistica. Fra l’altro, l’intera sua esistenza, costellata di disavventure e vere e proprie avversità del destino (pensiamo all’incendio che gli procurò ustioni gravi mentre girava uno spot per la Pepsi Cola nel 1984 e che lo rese per anni dipendente dagli antidolorifici), confrontandosi drammaticamente con gli effetti negativi di un tale immenso successo, è stata l’espressione di una costante ricerca più o meno riuscita, più o meno gestita dalla sua personalità, di un equilibrio fra desideri, affetti, passioni e spinte alla solidarietà umana.

“Did you ever stop to notice the crying Earth the weeping shores?”, ti sei mai fermato a osservare la Terra che piange, queste coste che piangono?. E’ un canto disperato quello che esce dal cuore di Michael, “dove sono tutte le cose che avevi detto che ci saremmo guadagnati? Il video creato dallo stesso Jackson, David Foster e Bill Bottrell e girato in quattro diverse regioni del mondo è impressionante per la sua forza drammatica: si vedono gigantesche macchine che distruggono una foresta, carcasse di animali uccisi in modo indiscriminato, scene di distruzione e di dolore provocate dalla guerra (la ex Yugoslavia), ciminiere inquinanti, il paesaggio desolato dell’Africa. Ma non si tratta di affermare un’apocalissi del pianeta.
Questi animali rinasceranno, le foreste risorgeranno e l’uomo riconquisterà il suo rapporto ragionevole con il suo ambiente: è un messaggio di speranza e di impegno quello che il cantante lancia alla fine e al quale, con tutte le contraddizioni che caratterizzano l’età contemporanea, si è attenuto per il resto della sua vita. 

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