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lunedì 19 novembre 2018

Che cosa ha imparato la cultura pop da Michael Jackson?

Michael Jackson aveva 50 anni quando se n'è andato, e con lui i beat pop, balli e costumi innovativi.
“Don’t Stop ’til You Get Enough”, “Billie Jean”, “Beat It”, “Thriller”, “I Just Can’t Stop Loving You”, “We Are the World”, “Bad”, “Black or White”. La lista dei successi con la firma di Michael Jackson è infinita.


Interpretazioni espressive, piene di singhiozzi e sospiri - con intonazione singolare - tra battute contagiose e danzanti hanno reso gli album di Michael delle vere playlist per la musica che voleva diventare pop dalla fine degli anni '70 in poi. Da allora, l'intero universo pop è venuto dopo quello che ha stabilito. Cammina avanti e indietro allo stesso tempo. Fu con il passo della danza del moonwalk che l'artista promettente divenne famoso. Durante lo speciale 'Motown di 25 anni' - trasmesso dalla NBC nel 1983 - Michael ha cantato la nuova canzone, "Billie Jean", e durante la performance ha mostrato per la prima volta il ritmo che è diventato un marchio.
Inoltre, le svolte improvvise e le coreografie, che sposavano magistralmente i ritmi pop, entrarono praticamente nel DNA dell'umanità.

Prima che i marchi dei telefoni cellulari sponsorizzassero tutto, la capacità di mettere insieme danza, costumi e musica rendeva il video musicale un'arma - usata da Michael Jackson come nessun altro. Storie come "Thriller" (forse il clip più famoso di tutti i tempi) e "Black or White" hanno aperto le porte a nuovi modi per sfruttare il concetto di video musicale. Vestiti costosi, location insolite, ballerini e scene complesse aumentavano i costi di produzione dei video di Michael, collocandoli nella lista dei più costosi di tutti i tempi.

Inoltre, le clip di Michael hanno riunito una varietà di celebrità e grandi registi (come Martin Scorsese e Spike Lee). Pochi artisti nella storia hanno curato con dedizione i costumi di scena. La sensibilità artistica di scegliere cosa e quando indossare era una delle risorse di Michael per andare oltre le canzoni.

La creatività del musicista perfezionista sarebbe stata pienamente esercitata solo se oltre ai passi di musica e danza, anche Michael avrebbe eternato i suoi costumi nell'immaginazione popolare. Oltre alla classica combinazione di guanto bianco e calzini di strass, il re indossava abiti, occhiali da sole, pantaloni e pezzi vivaci che diventavano sempre più audaci con il progredire della sua carriera.

La travagliata vita personale di Michael Jackson non è sempre vista con simpatia, tuttavia, il Re del Pop si è dimostrato impegnato con cause umanitarie in diverse occasioni nel corso degli anni (non fu certamente il primo artista a farlo, ma dopo quello è diventata una pratica più comune tra le celebrità). Il secondo tour di Michael, il 'Dangerous World Tour', ebbe luogo tra il 1992 e il 1993, con l'obiettivo di raccogliere fondi per la Heal the World Foundation, creata dallo stesso Michael per fornire risorse ai bambini bisognosi.

È impossibile non considerare che ogni musicista pop moderno non sia stato influenzato dalla carriera di Michael Jackson. Tuttavia, alcuni artisti sembrano aver assorbito più intensamente il lavoro di Michael. Oltre ad aver imparato ad usare la danza e i costumi per creare clip iconiche.

FONTE


Foto inedita di Michael Jackson pubblicata sul blog ufficiale di Whitney Houston su Instagram


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martedì 6 novembre 2018

FOCUS ON: Michael Jackson


Michael Jackson si è conquistato un titolo – quello di Re del Pop – che nessuno sembra in grado di portargli via. Con lui il tanto bistrattato pop è diventato una realtà in grado di cambiare la storia dei generi musicali, anche i più impensabili. E’ diventato un istinto irrefrenabile sapientemente coreografato e lanciato sul mondo per cambiarlo.


E se è importante ricordare che “Thriller” è l’album più venduto di tutti i tempi, è anche importante rammentare che quello di “Billie Jean” fu il primo video di black music ad essere trasmesso dalla bianchissima MTV – perché quel suo protagonista era semplicemente irresistibile, e generava un potente fascio di luce ovunque calpestasse, sia letteralmente che figurativamente.

Com’è noto, Michael aveva mosso i primi passi nel gruppo di famiglia: nel 1969 era l’undicenne frontman dei Jackson 5. Fiore all’occhiello della Motown anni Settanta, il quintetto cambiò il volto pop del decennio grazie a hit intramontabili come “I Want You Back,” “ ABC “o “Never Can Say Goodbye”. Ma fu in contemporanea con il passaggio alla Epic ed il cambio del nome in The Jacksons che Micheal cominciò sempre più evidentemente a brillare di luce propria.

“Destiny” fu pubblicato dai fratelli Jackson nel 1978: con le otto tracce dell’album (su tutte, vale la pena di ricordare “Blame It on the Boogie”) Michael si segnalava a livello internazionale come un autore da tenere decisamente d’occhio. L’anno successivo, infatti, avrebbe pubblicato il suo album di debutto da solista, genesi di un successo stellare che stava per cambiare il futuro del gruppo familiare. E del pop internazionale.

Sempre nel ’78 l’artista aveva recitato in “The Wiz”, musical che fornì le premesse per un incontro che si sarebbe presto rivelato storico: quello tra il giovane Michael con lo sguardo sempre più volto verso avventure soliste e l’esperienza del grande producer Quincy Jones. I due apprezzarono tanto la collaborazione in "The Wiz" da decidere di portare la loro complicità feconda al passo successivo.

“Off the Wall” fu pubblicato nel ’79 e, nonostante Jackson si fosse già cimentato in avventure “solitarie” senza i fratelli, è comunemente visto come sua prima vera prova da solista. La brillante collaborazione con Jones, la presenza di penne d’eccezione (su tutti Paul McCartney, Stevie Wonder e Rod Temperton, presenti in vesti di autori) , le performance stellari del giovane artista, fanno di “ Off the Wall” un disco che si prende di prepotenza la coccarda della perfezione, grazie ad una produzione ineccepibile, fine ed intelligente, e ad una varietà di esplorazioni che sono ancora oggi un autentico piacere per le orecchie.
“ Off the Wall “ rese Michael il primo artista ad avere ben quattro singoli (provenienti da uno stesso album) nella top ten statunitense. Tra gli altri, troviamo evergreen come l’irresistibile “Don’t Stop ’Til You Get Enough” e “Rock with You”, smooth soul in grado di flirtare con suggestioni elettroniche pop.

Nello spazio di tre anni la complicità tra Jackson e Jones si affinò tanto da risultare nell’album più venduto di tutti i tempi. “Thriller” uscì nel 1982 e cambiò per sempre il volto della cultura popolare.
Per capire quanto, basta menzionarne i singoli, perle indimenticabili che fanno ormai parte della coscienza collettiva, come fenomeno di massa e come sensazione condivisa, che si tratti della perfezione che ne distingue stesura e produzione o degli storici videoclip che li accompagnarono : “Wanna Be Startin’ Somethin’”, “The Girl Is Mine”, “Thriller”, “Beat It”, “ Billie Jean”,,”Human Nature”, “P.Y.T. (Pretty Young Thing)”. Quasi non si riesce a credere che simili classici si susseguano, uno dietro l’altro, all’interno dello stesso disco.

L’album raccoglie gli spunti più eterogenei in una sequenza di canzoni pensate per accontentare proprio tutti i gusti: mette insieme ritmo e melodia, graffi e carezze, Eddie Van Halen e Paul McCartney. Il successore di “Thriller” è un altro album dei record.

“Bad”, pubblicato nel 1987, raggiunse i trenta milioni di copie venduti grazie alla potenza di classici istantanei come “Bad”, “The Way You Make Me Feel,” “ Man in the Mirror,” “ I Just Can’t Stop Loving You” , “Smooth Crimina”l. Come accadeva con il predecessore, la sequenza di tracce offre una panoramica formidabile sullo stato della musica del tempo (e parecchio anche dei successivi): scariche di dance travolgente, pause di assoluta dolcezza, irresistibili attacchi rock. E’ l’ultimo album a poter contare sulla collaborazione di Quincy Jones, e la sua mano è avvertibile
ad ogni respiro: è in una ricerca quasi maniacale di perfezione creata in studio per essere goduta in giro per il mondo.

L’atteso nuovo capitolo della carriera di Michael Jackson si concretizzò nel 1991 con la pubblicazione dell’album “Dangerous”, prodotto insieme ad un team di navigati produttori. Su tutti spicca Teddy Riley, responsabile del respiro vivacemente giovane del disco. Fu infatti soprattutto merito suo se l’album – costellato di ospiti eccellenti – si dimostrò in grado di attirare un pubblico tutto nuovo. Riley rese possibile l’incontro tra Michael Jackson ed il genere detto “new jack swing”, da lui diffuso come vivace fusione di hip hop, pop e urban black music.
L’album arrivò a vendere trentacinque milioni di copie in tutto il mondo, producendo ben nove singoli di intramontabile successo e diventando presto uno dei dischi più venduti di tutti i tempi.
Tra i più clamorosi successi contenuti in 'Dangerous', meritano particolare menzione “Heal the Word”, “Will You Be There” e, sopratutto, “Black or White”. Oltre ad una rinnovata “fame” per influenze sonore vivaci e al passo coi tempi, l’album segnala anche una crescente attenzione verso tematiche di sensibilizzazione sociale ed umanitaria.

Dopo Dangerous, gli anni Novanta furono caratterizzati da una fortuna mutevole, fatta di scandali e controversie, ma non per questo dimentica dei fasti passati. Anzi, a metà decennio l’artista si dedicò alla rilettura e al ripensamento del suo vasto catalogo: il progetto “HIStory” rimetteva in ordine i successi più grandi insieme a cover, remix e rielaborazioni. Non mancavano gli inediti, e come sempre non potevano mancare hit elettrizzanti: il duetto con la sorella Janet “Scream”, la ballad scritta da R. Kelly “You Are Not Alone” e "They Don’t Care About Us” uscirono tutti a cavallo tra il ’95 e il ’96.

Per un nuovo album di inediti si dovette aspettare fino al 2001, quando fu pubblicato 'Invincible' – sarebbe stato l’ultimo della carriera di Jackson. Un inconsapevole canto del cigno – trascinato dal contagioso singolo “You Rock My World” – che alternava infuocati inviti al ballo a toccanti ballate, affrontando tanto tematiche universali quanto demoni personali.

La sconvolgente morte dell’artista, avvenuta il 25 giugno 2009, è stata seguita dalla pubblicazione di Michael Jackson’s “This Is I”t, colonna sonora dell’omonimo documentario che raccontava la preparazione di un atteso tour, un ritorno alle scene purtroppo mai concretizzato.
Non è mancato del materiale inedito, raccolto nei due album postumi “Michael” e “Xscape”, pubblicati rispettivamente nel 2010 e nel 2014. I brani provengono da cassetti sparsi lungo decenni, cassetti diversi in genere ed intenzione: c’è però, a legarli, il filo di un artista instancabile, capace di raccogliere istinto, vocazione e desideri dentro confezioni irripetibili, brillanti di una perfezione, di un’identità, che è semplicemente impossibile eguagliare.
Sfogliandoli ci si accorge ancora una volta della loro vastità: non sono scarti, non sono neanche semplicemente canzoni limitate alla loro durata, qualunque essa sia. Sono frammenti di una visione che ha per sempre cambiato la musica pop.

FONTE


MJ - Immagini inedite (o quasi)

FOTO RARA: 
Michael Jackson fotografato da Matthew Rolston per la prima copertina di Michael nella rivista 'Interview'. Ottobre 1982

Pubblicata:

SCROLL PAGES


Scott Christopher: storia di una foto di MJ

[...]
Nel mese di aprile del 1990 Michael Jackson era a Washington DC per ricevere un premio, l'Artista del Decennio, dal presidente George Bush Sr. Uno dei tanti eventi correlati era una visita al National Children's Museum. Jackson era con un grande entourage. Le sue guardie del corpo, manager e pubblicisti girovagavano con i funzionari del museo e gli ospiti selezionati. Il fotografo Scott Christopher era lì per documentare l'occasione. Il gruppo venne fermato mentre decine di scolari si stavano radunando nella stanza accanto. Michael Jackson colse il momento e sgattoiolò via.

Jackson si infilò in una piccola sala per mostre e Scott Christopher lo seguì. Il fotografo aveva sviluppato un rapporto con la pop star, erano a loro agio l'uno con l'altro. Christopher e la sua macchina fotografica erano diventati invisibili. Jackson si sedette, accanto a un tavolo a misura di bambino con sopra tre xilofoni giocattolo. Sopra di esso, sul muro, c'era una fotografia del grande del jazz Louis Armstrong. Il trombettista stava provando in un bagno prima di un concerto. Un fotografo lo aveva colto in un momento di distrazione.

Jackson prese il martello dello xilofono e cominciò a suonare. Ci fu un cambiamento nell'energia e Christopher lo percepì. Michael Jackson si stava perdendo nel suo piccolo mondo. Il fotografo ricorda: "Michael era nel profondo del suo cuore." Il suo volto cominciò a rilassarsi e gli occhi persero la concentrazione. L'uomo si stava divertendo. Stava suonando musica.

Un fotografo osserva gli elementi. Jackson stava giocando con una mano, l'altra era rilassata accanto a lui. Louis Armstrong teneva la sua tromba in un angolo. La pop star contemporanea era persa in se stesso, e così Armstrong. Scott Christopher voleva uno scatto in cui il braccio di Jackson andasse parallelo alla tromba. Poteva sperare. Inoltre poteva far partire un paio di scatti sicuri. Poteva anche rovinare il momento. Attese. Jackson continuò a suonare, per se stesso.

Dopo venti/trenta secondi, la pressione del dito del fotografo aprì l'otturatore della fotocamera per una frazione di secondo. La luce colpì la celluloide. L'immagine era stata catturata. Immediatamente un funzionario spuntò nella stanza e annunciò l'inizio della manifestazione. La realtà chiamava. Il momento era stato interrotto.
[...]

FONTE


lunedì 5 novembre 2018

Douglas Kirkland (Fotografo) - Backstage di ''Thriller'': Il suo sorriso..

Proiettava quel sorriso che poteva scaldare chiunque e ... Michael era Michael

Ho visto Michael per la prima volta una sera quando stavano girando al Palace Theatre, dovevo incontrarlo nella sua roulotte.
Onestamente, all'inizio ero un po 'intimidito. Era circondato da tanti miti. Mi chiedevo se sarebbe stato strano o pazzo - chi era questa persona con cui avrei lavorato e come potevo fare il mio lavoro nel modo migliore.

Quello che ho trovato era qualcuno che non era né lontanamente minaccioso né intimidatorio. Quando lo incontrai per la prima volta, aveva un bel sorriso caloroso ma era piuttosto timido.

Mi ha fatto sentire a casa. Aveva una voce dolce e un leggero sorriso, non una grande risata, solo un piccolo sorriso. La pressione della mano è molto leggera, se ricordo bene. Tutto in lui mi ha lasciato pensare che fosse una persona gentile. La mia preoccupazione era che volevo essere educato e non vado mai oltre certi limiti e non divento arrogante. In pochi minuti, ho provato a mostrargli il mio rispetto.
Come fotografo, ho cercato rapidamente di entrare nel più essenziale, il "ciao" significa sempre solo il riscaldamento. Ha funzionato bene, è stato molto ricettivo.

Quando sono arrivato alla sua roulotte, era già truccato e avendo finito prima che il suo team fosse pronto, usci e si sedette su una sedia da regista e parlò un po' con tutti. Quindi, ho fatto quello che faccio sempre quando inizio a lavorare con qualcuno, osservo. Gli ho chiesto cose di base all'inizio, così giusto per prendere confidenza.

Scattavo le foto a distanza focale mentre si sedeva sulla sua sedia. Ho avuto un flash quando era seduto al buio. C'è una foto di lui di profilo dove si morde la lingua e una luce da qualche parte sullo sfondo provoca una specie di bolla intorno al suo viso.

Mentre si preparava per la sua performance era il momento in cui si potevano davvero vedere le sue qualità stellari. In quei precisi minuti, poco prima delle fotografie. L'ho visto attraverso il teleobiettivo. Questo timido uomo ha improvvisamente acquisito sicurezza.
Il suo sorriso. Proiettava quel sorriso che poteva scaldare chiunque e ... Michael era Michael, e quelle erano le volte in cui creavo le mie foto migliori.

FONTE


domenica 4 novembre 2018

Michael con Vanessa Vallés (Pittrice)



Vanessa è un'artista che ha conosciuto personalmente Michael Jackson durante il soggiorno del cantante a Monaco ai World Music Awards. Ha anche dipinto una serie di lavori dedicati a Michael Jackson CHe sono stati presentati alla mostra delle farfalle in Spagna nel 2011. 



 Vanessa parla di Michael: La sua carriera è stata intensa, i suoi atteggiamenti sono stati sempre esposti a opinioni buone e cattive. Mi sento un po' triste e felice allo stesso tempo, perché quando alcune persone vengono a mancare è solo allora che diamo valore alle loro buone azioni e ci accorgiamo di quanto siano stati importanti nella nostra vita. 

 La vita di Michael è stata disturbata fin dall'infanzia e sappiamo che i bambini dovrebbero essere liberi nelle ricreazioni, nelle attività scolastiche, quindi possiamo immaginare quanto sia stato traumatico per un bambino crescere senza poter avere quel periodo di libertà e di gioia. 

 E così ha continuato la sua vita, essendo centralizzata nel lavoro e negli spettacoli. Nello stesso tempo, nelle varie fasi della sua vita, Michael, cantando sul palco, ha assaporato quel poco tempo che ha avuto della sua libertà. Era solito dire che erano in quei momenti quando si sentiva meglio. E penso che quando ci sentiamo bene, è quando siamo noi stessi e mostriamo la nostra vera essenza. È stato sul palco che abbiamo visto la brillante essenza di Michael Jackson. Nonostante i cambiamenti nel suo corpo e nella sua faccia e le accuse di presunta 'pedofilia', Michael era un essere umano buono e caritatevole. Ha espresso nelle sue canzoni la necessità di prendersi cura del nostro futuro preservando i bambini e il nostro ambiente. 

 Era uno dei grandi sostenitori della fine della fame in Africa, dei bambini con l'HIV e faceva grandi donazioni in denaro agli enti di beneficenza. Era una persona molto creativa, gli piaceva sempre esibire il meglio in musica, immagini ed effetti nei suoi spettacoli. E questo è ciò che lo ha reso Unico!

Alcuni suoi dipinti:







domenica 11 giugno 2017

Parlando di Michael ... storia dietro una foto

Singer/Songwriter Michael Jackson photographed in Los Angeles
for 'You Rock My World' promo in August 2001.
(Photo by Jonathan Exley/Contour)

La figura di Michael Jackson viene spesso discussa da persone appartenenti a tutte le età. Ma che il fan sia di vecchia data oppure in erbe secondo il mio punto di vista dovrebbe maneggiare con cura le foto del Re del Pop, comprendendone anzi tutto il significato. Perché Michael Jackson ha una lunga storia e va piano piano conosciuta..

Partiamo dal presupposto che abbinare una didascalia allegra ad una foto che possiede un bagaglio di informazione molto triste, sia come recarsi ad un funerale fischiettando. Dietro a questa foto ad esempio c'è una storia veramente triste e drammatica. Fatta di dure verità che i clienti di Hollywood, ovvero i personaggi famosi come Michael, conoscono molto bene.

Sei sempre li a dare il meglio di te stesso, ad imbellettarti, ed essere alla moda, ma non basta mai perché Hollywood vuole sempre di più. Molti di voi avranno sentito parlare di Karen Faye e Frank Cascio, figure estremamente vicine a Michael, che descrivono entrambi i terribili accadimenti verificatisi proprio durante il periodo rappresentato da quella foto.
Quel giorno uno dei produttori voleva parlare con Michael del suo aspetto considerato inadeguato e di come fosse necessario prima di registrare il video in questione, porvi rimedio, parliamo di 'You Rock My World', mi scuso con i veterani per questa precisazione ma dobbiamo assolutamente instradare nella giusta direzione chi conosce Michael Jackson in questi anni moderni.

Il Signor John McClain, da anni consulente dei Jackson, dopo un incontro con il regista, andò da Michael dicendogli che assolutamente bisognava fare delle modifiche al suo make up, che bisognava scurire la pelle e rimodellare il naso perché così era improponibile, perché così era brutto. Michael la prese malissimo, chiudendosi addirittura in bagno e facendo un fracasso tale da indurre Karen a chiamare subito Frank per farlo intervenire.
Quando Frank arrivò li, senti un rumore provenire dal bagno talmente forte da spaventarsi da cercare di buttare giù la porta. Dopo vani tentativi, finalmente lui gli aprì, Frank racconta che il bagno era completamente devastato e che Michael sconvolto gli disse :" Ci crederesti ?" poi continuò :" Dicono che sono brutto e che devo cambiare il mio aspetto" era sconvolto e aggiunse :" Io non vado a dire loro come dovrebbero essere, che si fottano". Karen lo vide con un paio di forbici in mano, aveva infierito contro i suoi capelli ed era rimasto con una capigliatura confusa. Ovviamente poi tutti avete visto il video dove è chiaro che c'è qualcosa che non va. Basta osservare l'eccessiva grandezza del cappello e l'utilizzo sotto lo stesso di un bandana, tra l'altro anacronistica.

Comunque il punto è questo, negli anni in cui Michael imperversava e cioè gli anni 80, ci si doveva accontentare di informazioni che ti venivano date punto e basta.
Adesso ci sono così tanti canali di comunicazione che il non sapere difficilmente può essere giustificato. Deve essere dura passare una vita sotto i riflettori e sotto lo sguardo e il giudizio attento della gente e nel caso di Michael Jackson, del mondo.
di Silvia Mizzon

Michael Jackson - i suoi anni di scuola..


Scuola elementare Garnett. Gary, Indiana
Michael e alcuni dei suoi fratelli hanno frequentato la scuola elementare Garnett. In passato è stato chiuso, poi riaperto come un centro di educazione per adulti di nome 'Martin Luther King, Jr. of the Academy'. In questa scuola è dove Michael ha cantato "Climb Ev'ry Moutain" da The Sound of Music . Erano presenti la madre, il padre e il nonno paterno.
E' stata la prima esibizione pubblica di Michael in un saggio scolastico in prima elementare nel 1963 [Garnett Elementary School di Gary]. La performance di Michael è stata così travolgente che ha fatto commuovere persino lo stoico nonno.
Michael ha raccontato:
"Quando ho finito la canzone, la reazione in sala mi ha sopraffatto L'applauso è stato fragoroso e la gente sorrideva, alcuni degli insegnanti erano in piedi e piangevano, non potevo credere che gli avevo fatto tutti felici ... . è stata una grande sensazione. Mi sentivo un po' confuso perché non pensavo di aver fatto nulla di speciale, ho cantato come facevo a casa ogni sera.”

[...]
Gladys Johnson, preside della scuola elementare a quel tempo, ricorda:
Ha richiamato la mia attenzione perché voleva cantare la canzone di Natale per la sua classe. Ad oggi, ricorda ancora il giovane Michael
¨ Non sapevo nemmeno che c'era. Se non avessi sollevato un tale putiferio alla scuola materna per cantare la canzone, non avrei saputo che Michael era lì."
Elenora Johnson:
Siamo stati compagni di classe nella scuola elementare di Garnett.. L'ha frequentata dal primo al terzo grado. Mi ricordo il “sock hops” (danza informale che si organizzava nella palestra delle scuole secondarie negli Stati Uniti negli anni '50. Veniva così chiamato perché dovevi toglierti le scarpe e ballare in calzini per non rovinare il pavimento lucido della palestra).
Durante la pausa pranzo, Michael era sempre quello che faceva scalpore. Dovevi vederlo danzare e nessuno poteva andare al centro della pista per ballare. Amava essere al centro dell'attenzione, anche allora... "

[...]
I fratelli maggiori di Michael, Rebbie, Jackie e Tito, hanno frequentato la 'Roosevelt High School'. Michael no, ma ha partecipato ai concorsi insieme ai suoi fratelli - e hanno vinto. La 'Roosevelt High School' ha ospitato anche le funzioni religiose per la famiglia Jackson.

Dopo aver firmato il contratto con la Motown, avevano un tutor che li ha accompagnava in tour, ma mentre vivevano a Los Angeles, frequentavano le lezioni in una scuola privata in cui i bambini erano famosi o figli di celebrità. Il nome e 'Gardner High School', situato al 7450 Hawthorn Ave (a Gardner Street) Hollywood, CA.
Michael ha studiato qui fino al 6° grado. Nel 1989, la 'Gardner High School' ha intitolato l'auditorium della scuola come il "Michael Jackson Auditorium". Quando MJ fu accusato di abusi su minori nel 2003, il nome e la targa furono prima coperti e poi rimossi.. ma (come molti di voi sapranno) dopo la sua scomparsa sono stati ripristinati a seguito delle numerose richieste dei fans.

Montclair College Preparatory School (1972-1973)
VAN NUYS, CALIFORNIA
Una scuola privata residenziale nascosta alla vista dei paparazzi. E' stato qui, nel campus della Montclair College Preparatory School, che Michael Jackson ha vissuto un assaggio della vita di un adolescente normale.
Montclair Prep, si trova nella valle di San Fernando, nel bel mezzo del nulla. Dall'esterno, la scuola potrebbe essere confusa con un bunker. I visitatori devono citofonare prima di poter entrare. Una volta dentro, è come essere trasportati in un episodio di Beverly Hills 90210.
Fondata nel 1953, ha accolto molti figli di ricchi e famosi, citando alcuni: Frank Sinatra Jr., i figli di Aaron Spelling e di Berry Gordy. Il figlio di Sylvester Stallone (con guardie del corpo sempre presenti) e Nicole Richie sono tra gli ex studenti più recenti.
Tuttavia, l'allievo più famoso è ancora Michael Jackson.
E arrivato in questa scuola quando aveva 14 anni e ci rimase due anni (classi 9 e 10).
I suoi genitori volevano avesse una parvenza di vita normale. Le lezioni costavano $ 5.000, circa $ 16.000 di oggi.
Jackson era già una stella allora , ma non si comportava come tale.

"Era un ragazzo stupendo", ha detto il preside della scuola, Mark Simpson. "Gli piaceva scherzare, voleva essere come tutti gli altri. Sembrava felice allora . Appena lasciava le mura scolastiche tornava ad essere la superstar..."

George Giannini, l'allenatore di calcio della scuola, ha cercato invano di convincerlo ad entrare in squadra. "Eppure, era bravo", ricorda Giannini. "Mi disse: 'Sai allenatore, sarebbe una delusione per la squadra perché devo andare in tour a Tokyo con la band. "Ho risposto: ' Michael, la tua carriera di cantante finirà presto e devi pensare a un piano B.' …. Ho preso una cantonata !"

Il giovane Jackson era un bravo studente, molto curioso e popolare tra le ragazze e si esibiva in alcuni passi di danza di tanto in tanto. "Michael indossava una divisa come tutti gli altri studenti, ma gli abbiamo dato una certa libertà. Poteva portare i capelli lunghi ", ha detto Simpson.
Era costantemente circondato da guardie del corpo, tranne quando era in classe. "Ogni mattina, un autista lo accompagnava a scuola un'ora prima dell'inizio delle lezioni” , ricorda Simpson sfogliando l'annuario del 1973. "Poteva andare a vedere il suo amico Jon Blosdale, che finiva i compiti all'ultimo minuto in auto. A volte ha dovuto cacciarlo via perché Michael premeva tutti i pulsanti e faceva troppe domande. "
L'annuario mostra un Jackson sorridente, con il suo famoso look afro, insieme agli altri studenti. Molto diverso da quello che sarebbe diventato. Allora cosa è successo? "Penso che in tutta la sua vita Michael non ha mai avuto un'infanzia. Sembra che abbia cercato di ricreare un'infanzia per se stesso", ha detto Simpson.

Ogni giorno, dopo cena andava a fare le prove con i J5. "Suo padre Joe Jackson era molto severo - non gli ha dato alcun margine di manovra", ha osservato Simpson. "Un giorno, Michael si era messo nei guai, niente di grave ma Joe Jackson arrivò in ufficio furioso e cominciò a urlargli contro.. Si vedeva che Michael era molto intimidito da suo padre. Mio zio (che era il preside di allora) è dovuto intervenire per calmare le acque." Ma Jackson era molto legato a sua madre Katherine. "Lui la idolatrava. Era una santa.”
MARIE-JOELLE.PARENT@SUNMEDIA.CA

California Preparatory High School (1976)
L'anno del diploma di scuola superiore di Michael sarebbe stato nel 1977, anche se alcuni fonti dicono che non l'ha conseguito in una scuola particolare. Principalmente educato da un insegnante privato, ha frequentato la California Preparatory High School per un po'.
Ecco alcune delle pagine dell'Annuario 1976 CalPre in cui Michael è stato votato: ¨ il più creativo, più timido ¨ e, naturalmente, il meglio vestito. E' incluso anche un bel disegno fatto da Michael.



CURIOSITA':
Nella stesura dell'annuario hanno scritto qualcosa che si è rivelato del tutto errato (fortunatamente per noi!). Secondo il documento del 1976, il cantante avrebbe potuto essere il più creativo e meglio vestito, ma (secondo i suoi compagni di scuola) Michael era quello che aveva meno "probabilità di successo" in futuro...

ORIGINAL TEXT - RISORSE

sabato 10 giugno 2017

Lavorando al video "You are not alone" foto inedite.


Una delle poche foto che MJ mi ha permesso di prendere mentre lavorava sul set di " You are Not Alone".Freccia e ali Dal Designer Tom Woodruff, Jr.



The wings we created for Michael Jackson video, "You Are Not Alone".
Le ali che avevamo creato per il video di MJ " You are Not Alone"



Working w/ MJ and temp art to decide what size wings for the video to his "You Are Not Alone". Lavorando con MJ, e mentre decidevamo temporaneamente, la dimensioni delle ali che avrebbe usato per il video " You Are Not Alone"





lunedì 8 febbraio 2016

(8° parte) MJ: Scritti,Citazioni,Dichiarazioni

MICHAEL JACKSON: CELEBRATION OF LOVE LOS ANGELES 29 AGOSTO 2003

"Vorrei ringraziare tantissimo i miei meravigliosi fan per questo evento. Non riesco ad immaginare quanti sforzi ed energie abbiate impiegato in tutto questo. Grazie per aver realizzato questo favoloso party e per aver partecipato da oltre 30 paesi. Sono profondamente commosso e toccato dal vostro amore.

Voglio che sappiate quanto apprezzo i miei fan, non solo in occasioni come questa, ma ogni giorno della mia vita. La vostra presenza, la vostra fedeltà e lealtà mi hanno dato una grande forza nei momenti più difficili e siete stati voi ad ispirarmi nel continuare a lavorare duramente, lo devo a voi.
Col passare degli anni siamo diventati una famiglia. Siete tutti parte della mia famiglia. I miei figli sono i vostri figli e tutti i bambini del mondo sono i nostri bambini, una nostra responsabilità.
Questo è il momento in cui una persona riflette sul bambino che vivrà sempre dentro di lui e, cosa più importante, l’uomo adulto che continua a crescere intellettualmente, senza mai dimenticare la sua genuina ed infantile innocenza.
Molto di quello che vi mostrerò in futuro celebrerà la mia immaginazione giovanile che da sempre fa parte della mia persona, affiancata dalla prospettiva adulta di padre, artista e membro della nostra comunità.

Il desiderio per il mio compleanno è che voi, i miei fan, vi uniate a me per alcuni nuovi progetti per poterci dirigere insieme verso un futuro più sereno. Mi sento abbastanza giovane da guardare al futuro con grande ottimismo.

Ho creato una nuova squadra di persone generose, leali e competenti con diverse esperienze alle spalle. Lavorano in grande armonia con il vero spirito di squadra. E loro hanno voi, i fan, in cima alla lista delle priorità.
Date loro un po’ di tempo e avrete:
Un nuovo sito web ufficiale, con una grande varietà di merchandise ufficiale, una collezione di vestiti firmati "MJ" per tutte le età, un centro di comunicazione per i fans e forse una sorpresa.
Promettiamo di rendere "Neverland" più accessibile ai fan e di trovare il modo per rimanere in contatto.
Vogliamo anche il vostro input, le vostre idee e critiche.
Ogni qualvolta ho subito un’ingiustizia, voi siete stati al mio fianco e vi amerò sempre per questo. Ho lasciato gli studi di registrazione proprio alcune ore fa. Sto lavorando a nuove canzoni... nuovi cortometraggi e film... e... vedrete!
Vi prometto che vi renderò orgogliosi di essere un fan di Michael Jackson.

Prima di salutarvi, vorrei rendervi partecipi di un nuovo progetto filantropico che mi sta a cuore:
il suo scopo è di aiutare i giovani, riguarda il ruolo del mentore.
Il mondo di oggi ha molti problemi, molti dei quali sono difficili da risolvere. Richiedono soldi, potere, esperienza, mezzi e via dicendo ma ciò di cui hanno più bisogno sono le persone che hanno la volontà di affrontarli. Persone che non si arrendono prima di aver compiuto il loro dovere.
Ho fiducia nelle giovani generazioni (chi oggigiorno ha meno di 45 anni), affronteranno questi problemi e troveranno una soluzione. Soluzioni a cui nessuno ha pensato prima d’ora.
Per questo spingo tutti i giovani a ‘rincorrere i propri sogni’. Se lo fanno, molti problemi saranno risolti.

In collaborazione con gente esperta lanceremo, prima della fine dell’anno, una nuova organizzazione filantropica. Sebbene non sia in grado di potervi dare più dettagli, posso dirvi il suo nome:
‘GO FOR YOUR DREAMS..!’
Lo dico a voi per primi perché spero che vi uniate a me nel rendere questo progetto un successo mondiale. Mi renderebbe estremamente orgoglioso di voi, voi fan, sarete gli ambasciatori di "Go For Your Dreams..!" in tutto il mondo.

Per il momento spero che vi divertiate al party. La vita è fantastica! Siete i migliori, ma ricordate che il meglio deve ancora venire! Grazie infinite di nuovo. Vi amo dal profondo del mio cuore."
Traduzione: Emanuela Arezzi

PHOTO GALLERY-GALLERIA FOTOGRAFICA: 
45TH BIRTHDAY PARTY - FESTA PER IL 45esimo COMPLEANNO DI MICHAEL


sabato 19 dicembre 2015

LIBRO: Una giornata con Michael Jackson - A Day With Michael Jackson by Reginald Garcia

Annunciato nel maggio 2011, "Una giornata con Michael Jackson" mette insieme foto scattate da Reginald Garcia durante le riprese video di 'Even Though You’re Gone'  - estratto dell'album 'Goin’ Places '-  allo Gower Studios di Hollywood nel marzo 1978 ( Michael aveva 19 anni).
Rimaste a lungo negli archivi del fotografo, Garcia utilizzerà il ricavato della vendita delle 130 fotografie inedite per finanziare un suo progetto che potrebbe risolvere i problemi energetici del mondo..(ndt: ???)







SOURCE:

Gli autografi di Michael...







lunedì 7 dicembre 2015

Michael 1986: Servizio Fotografico di Kenny Rogers

Nel 1987 il cantante country Kenny Rogers ha pubblicato un libro di fotografie che conteneva alcuni dei suoi amici famosi, dal titolo "Vostri e miei amici". Rogers racconta la storia di come gli è venuta l'idea per creare questo libro. In una delle foto Michael, vestito casual in jeans consumati ed una semplice camicia, posa con Bubbles in braccio.
Qui di seguito il brano introduttivo del libro che spiega come Rogers ha incontrato Michael e la bella impressione che la stella gli ha fatto e che avrebbe chiamato "amico".
"La prima persona che ho fotografato per il libro era Michael Jackson. Nel 1986, ho presentato la trasmissione televisiva "Grammy Awards" a Los Angeles. Quella notte, mio figlio Christopher ha incontrato Michael nel backstage. Christopher aveva sempre amato Michael. Avrebbe anche voluto vestirsi come lui a casa [...] Cosa è accaduto: Marianna (la moglie di Rogers) mi aveva mandato dei fiori con un piccolo grammy di plastica allegato.
All'insaputa di me o di chiunque altro, Christopher ha preso il grammy di plastica, entrò durante la conferenza stampa di Michael Jackson e glielo porse.
Il giorno dopo Michael mi ha telefonato per dirmi quanto aveva apprezzato il gesto di Christopher e ci invitò a casa sua per vedere i suoi animali, insieme a Marianna ad Encino.

Michael sapeva che ero un fotografo, lo ricordava, e mi disse che gli sarebbe piaciuto se avessi scattato una foto con lui e Christopher insieme. Ho chiamato Michael il giorno successivo per fissare un appuntamento e lui accettò di venire nel mio studio. Dissi a Michael durante la nostra prima riunione che stavo pensando di fare un libro fotografico e di chiamarlo "Your friends and Mine".
Avevo sentito parlare del suo scimpanzè Bubbles così abbiamo anche fatto una foto con lo scimpanzè.
Più tardi, Michael fece un'altra sessione da solo, su sua richiesta.
Questo è stato l'inizio. Michael Jackson ha accettato di far parte del libro ed è stato infatti il punto di partenza per realizzare poi l'intero progetto.

Michael Jackson è unico, sia come uomo che come performer. Eppure, ero stato accanto a lui molte volte ma non lo avevo mai veramente conosciuto, fino a quando non abbiamo trascorso una giornata insieme in uno studio fotografico. Come ho spiegato in precedenza, Michael aveva invitato Christopher, mio figlio più piccolo, a casa sua per vedere lo zoo. Hanno vissuto dei bei momenti, tanto che Michael che aveva sentito che ero un fotografo, mi suggerì di scattare una foto insieme a Christopher nel mio studio. Gli ho detto delle mie idee per questo libro e chiesi a lui di portare il suo scimpanzè Bubbles. C'erano forse 25 persone in studio quel giorno e Bubbles era al centro dell'attezione. Ciò significava che l'imbarazzo fu subito spento ed il relativo anonimato di Michael gli permise di rilassarsi. E Bubbles era così umano che facevo quasi spavento tanto da portare Christopher per mano, camminando verso il frigorifero, aprirlo ed estrarre una banana per consegnarla a lui. Christopher era stupito - lo eravamo tutti.

La sessione è stata la prima volta che ho avuto l'opportunità di essere di fronte ad un uomo come Michael. Significa molto per me perchè posso dire che non mi piace solo la sua musica, ma mi piace anche come persona e lo considero un amico".

Mi chiedo se alcune delle altre foto di Kenny Rogers, scattate quel giorno, saranno mai disponibili da qualche parte, perchè non sono riuscito a trovarne da nessuna parte.
Sembra che la foto con Bubble sia stata l'unica inserita nel suo libro. 

Ho individuato alcune altre della stessa era, ma sono state scattate da Matthew Rolston.


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