domenica 22 marzo 2015

They Don’t Care About Us - Una delle canzoni più controverse di 'HIStory' - Tristan Jackson

Nel 1995, Michael Jackson pubblicò il suo primo album a distanza di soli 4 anni dall'ultimo. Conosciuto come HIStory: Past, Present and Future, Book 1, era un doppio album, con il primo disco contenente i suoi più grandi successi dalla fine degli anni '70, ai primi anni '90, e il secondo ,costituito da materiale nuovo. A causa del lungo titolo, l'album è più comunemente conosciuto come HIStory, con le prime 3 lettere del titolo in maiuscolo, trasformando history in HIS Story (la sua storia). Questa fu la risposta di Jackson alla tempesta di dicerie che era avvenuta negli ultimi due anni della sua vita, accusato di abusi sui minori da parte del padre di un ex amico. Trascurando l'assenza di prove reali o testimoni credibili, la stampa brulicava sulla situazione come mosche su un vitello ferito. MJ l’aveva descritta così:
"In ogni occasione, i media hanno sezionato e manipolato queste accuse per raggiungere le proprie conclusioni."

L'album HIStory era un miscuglio di pop, combinato ad orchestre sinfoniche, fino all’hip-hop più strong . E' tra le opere più intime e autobiografiche, dove affronta le accuse del 1993 e le motivazioni dietro ad esse, e la frenesia dei media , la discriminazione, l'avidità, e un'epica esposizione sulla distruzione del pianeta, e un appello a tutti per fare ognuno la propria parte, in Earth Song.

'They Don’t Care About Us' è la seconda traccia dell'album, e il quarto singolo. E' un pezzo oscuro e grintoso, carico di significato ed emozione. E' stato scritto e prodotto dallo stesso Re del Pop . Anche se non è così iconico come alcune delle altre sue opere come Billie Jean, Black or White e Man in the Mirror, TDCAU è stata una hit top 10 in molti paesi, e fu sostenuta da due video musicali. Mai avevamo sentito Michael così arrabbiato o in una tale sfida verbale, e mai, né prima, né dopo, una delle sue canzoni avrebbero causato tante controversie.
Sia che la si ami, che si odi, o che si sia del tutto indifferenti alla canzone, non si può negare il genio del suo valore di produzione. La sensazione e l'emozione sono consegnati in mano all'ascoltatore sonoramente, con il ritmo serrato che la guida, e centinaia di tracce di percussioni. Anche senza i testi, se avete sentito solo la canzone strumentale almeno una volta, dovreste aver sentito la passione e la rabbia che ne scaturisce.

La canzone venne criticata da Bernard Weinraub del New York Times il 15 giugno 1995, il giorno prima che HIStory fosse rilasciato. Weinraub era il marito del cheif di Sony Pictures, Amy Pascal, le cui battutacce su Barak Obama sono di recente trapelate nel famigerato attacco hacker alla Sony nel 2014.. Weinraub aveva accusato Jackson di anti-semitismo a causa dell’uso della parola Kike.

La parola kike ebbe origine ad Ellis Island, nella baia di New York nel tardo 1800. Gli immigrati analfabeti a quel tempo, spesso firmavano i moduli di iscrizione con una semplice X, ma molti degli ebrei non lo facevano perché associavano la X alla croce cristiana. Firmavano invece con un cerchio. La parola Yiddish per cerchio è Kikel (pronunciato Ky-Kul). Gli ispettori di confine, cominciarono a riferirsi a questi immigrati come Kikels in modo dispregiativo , accorciato in fine in Kike.

Questo fu abbastanza per far si che la stampa iniziasse ad insistere con la pretesa di anti-semitismo indicata dal Times, creando così una certa riluttanza delle stazioni radio a riprodurre il brano. Come risultato, raggiunse solo alla 30ma posizione in top negli Stati Uniti .
MJ rispose alla polemica, dicendo:
"L'idea che questi testi possano essere considerati discutibili è estremamente dolorosa per me, e fuorviante. La canzone, infatti, è sul dolore del pregiudizio e dell'odio ed è un modo per attirare l'attenzione su problemi sociali e politici. Io sono la voce dell’ imputato e dell'aggredito. Io sono la voce di tutti. Io sono lo skinhead, io sono l'Ebreo, io sono l'uomo nero, io sono l'uomo bianco. Io non sono quello che sta attaccando. Si tratta delle ingiustizie verso i giovani e di come il sistema possa ingiustamente accusarli. Sono arrabbiato e indignato di poter essere frainteso così. "

Quando gli domandavano se guardava mai le polemiche che circondavano la sua vita, Michael Jackson rispondeva di no, o che ne sapeva poco. Ma questa era un'eccezione. Questo era importante per lui.
Il 17 giugno, il giorno dopo il rilascio di HIStory, Jackson rilasciò una dichiarazione, dicendo:
"Voglio solo che sappiate quanto sono impegnato verso la tolleranza, la pace e l’amore, e mi scuso con tutti coloro che potrebbero essere stati feriti"

E pochi giorni dopo tornò in studio per modificare la canzone per le copie future dell'album. I testi scritti nel libretto dell'album sono stati modificati da "Jew me" e "Kike me", a "Do me" e "Strike me". Contrariamente a quanto dicevano gli articoli dell'epoca, non aveva in realtà registrato una nuova traccia. Invece aveva scelto di mettere alcuni effetti sonori piuttosto stridenti sopra ai testi controversi, forse per esprimere la sua frustrazione riguardo tutta la situazione?
La canzone è stata sostenuta da due video musicali, entrambi diretti da Spike Lee. Il primo è stato girato a Rio De Janero, in Brasile, dove Michael canta e balla sui balconi e nelle strade con i bambini, i fans, e il gruppo di musica brasiliana Olodum, i cui tamburi si sentono sulla traccia nel video completo. Le autorità di Stato avevano cercato invano di vietare che il video venisse girato lì, temendo che le immagini di povertà avrebbero potuto influenzare il turismo. E hanno accusato Jackson di sfruttare i poveri. Il segretario di Stato per l'Industria, il Commercio e il Turismo chiese che le riprese venissero modificate, dicendo:
"Non vedo perché dovremmo facilitare il video che non contribuirà per niente a tutti i nostri sforzi per riabilitare l'immagine di Rio."

Alcuni erano preoccupati che le scene di povertà e le palesi violazioni dei diritti umani potessero mettere in discussione la possibilità per il Brasile di ospitare le Olimpiadi del 2004. Altri condividevano il desiderio di Jackson di evidenziare i problemi della regione, sostenendo che il governo era imbarazzato dai propri fallimenti. Anche se un giudice aveva inizialmente vietato la produzione, la sentenza fu annullata da un provvedimento contrario. I funzionari potevano anche essere arrabbiati per questo, ma i residenti erano eccitati e molto felici di avere li Jackson e la squadra di produzione.
Se vi ricordate di aver visto solo un video di questa canzone, questo è il video che avrete visto. Questo è quello che è andato in onda su MTV, e che si vede anche nel dvd di HIStory.
Sulla scelta di Spike Lee come regista, MJ spiegò:
"E' una canzone di sensibilizzazione e questo è tutto. Si tratta di una sorta di canzone di protesta ... e ho pensato che lui fosse perfetto per questo "

Il secondo video musicale, comunemente indicato come "La versione della prigione", è un faro senza esclusione di colpi che espone le parti più buie dell'umanità. La maggior parte delle reti si sono rifiutate di mandare in onda il video a causa della natura dei contenuti. Girato in un vero e proprio carcere, il video propone riprese di Jackson ammanettato e di altri prigionieri neri e Latini, un vero e proprio repertorio sulla povertà e la fame, la guerra e il genocidio, il KKK, e la brutalità della polizia.
La canzone , recentemente è tornata ad essere un inno per i manifestanti di Ferguson, nel Missouri, dove un adolescente Afro Americano disarmato, Michael Brown è stato ucciso da un poliziotto bianco, che non è stato incriminato per avergli sparato.

They Don’t Care About Us, è un inno arrabbiato di Michael Jackson progettato per esporre i potenti e i corrotti, è una canzone che è stata quindi bandita e censurata dalle persone verso cui protesta.

ORIGINAL TEXT
They Don’t Care About Us – A HIStory of Michael Jackson’s Most Controversial Song. by Tristan Jackson