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sabato 1 luglio 2017

Jeffrey Stanton Bell, BIANCO E NERO - Un'emulatore di Michael Jackson?


“Ho cambiato pelle, ma io continuo ad essere la stessa persona di prima. La schiavitù della bellezza e del benessere ci rende crudeli. Ora sono più libero”.

Un'emulatore di Michael Jackson? Un altro nero che diventa bianco? Che cos'è una mania o una malattia? Per i creduloni di favole come di innesti di pelle, cremine magiche e di famosi chirurghi italiani che dichiarano tutto questo possibile rispondiamo “mania”, ma per chi vuole veramente saperne di più e credere alla verità e non ai buffi personaggi da film di fantascienza di serie b rispondiamo MALATTIA. La vitiligine di cui anche Michael Jackson è affatto da anni non è un'esclusiva del re del pop, ma una realtà che colpisce il 2% della popolazione mondiale, credete che sia una trovata da fans per acquietarci le coscienze? Bene leggete e imparate, il sapere rende l'uomo libero.

Jeffrey Stanton Bell, nero o bianco? E' nato nero, ma la vitiligine ha guadagnato terreno ed ha attaccato gran parte del suo corpo oggi quasi completamente bianco.

Jeffrey, di 43 anni, era un modello molto richiesto a New York prima che questo disastro alla pelle lo facesse ritirare dalle scene, lasciandolo senza amici e portandolo anche verso una depressione. “Ora ho solo un ossessione: dare un senso alla mia vita”dice.
Ha abbandonato i trattamenti ai raggi ultravioletti accettando così il suo cambiamento d'identità. “Quando ho capito che la natura ha scelto questa strada e che il tutto era irreversibile, ho deciso di farmi trascinare”.

La storia però è molto più complessa e prima che Jeffrey accettasse la sua situazione il tempo ha cambiato molto la sua vita.
I primi sintomi della Vitiligine si manifestarono con delle piccole macchie incolore, molto presto si estesero ovunque sul corpo. Così in soli 6 mesi Jeffrey Stanton Bell, un americano nero, diventò bianco dalla testa ai piedi., anche i suoi capelli persero il loro colore naturale. I medici diagnosticarono la malattia nel 1993 sconvolgendo la sua vita che da quel momento in poi avrebbe condiviso con la vitiligine, malattia che provoca una disfunzione delle cellule che pigmentano la pelle. Questa malattia si manifesta sul 2% della popolazione mondiale. La vitiligine manca di cure, senza le vere cause e le origini da cui deriva, la cura è ancora lontana da un'effettiva soluzione. Abbiamo traccie di questa malattia anche nell'antica Grecia.Jeffrey, il bianco nero, ha visto in che modo è cambiata la sua vita, come la sua identità nel bel mezzo di un'amnesia.

La sua famiglia ha origini nelle Barbados, Antille. La sorella di sua nonna perse anche lei il suo colore naturale condannandola alla solitudine e l'isolamento. “Il tempo delle superstizioni non è mai finito”, dice Jeffrey. “C'è una paura assurda per questa malattia, eppure non è contagiosa.”, “La sofferenza per chi ne è affetto non è psichica, ma morale”. Si è sottoposto a sedute di fototerapia per un anno con raggi ultravioletti e peel di melanina, ha provato a far riemergere il colore perso, ma questo ha solo portato un po' di nero in superficie sotto forma di macchie. “Manciate di colore” dice. “Niente può curarmi, il mio corpo bianco è coperto da grosse macchie nere, il rimedio è stato più dannoso della causa e tutte le mie speranze si sono infrante”.

La metamorfosi è stata più difficile del previsto da accettare. “Ero il modello di Giorgio Armani a New York. All'inizio coprivo con il trucco le macchie, ma non ho più potuto continuare a farlo. Mi sono visto costretto nell'abbandonare la mia carriera”.
Nella vita di tutti i giorni le cose non cambiano in meglio. “Le persone continuano a guardarmi, forse più di prima, ma non più per lo stesso motivo, molti di loro mi guardano disgustati e per soddisfare la loro curiosità morbosa. Vedo la loro paura che mi colpisce ogni giorno. Sono diventato un “fenomeno”, le persone hanno paura di essere contagiate, la loro è una paura aggressiva, mi sentono come una provocazione e spesso adottato un atteggiamento di difesa, da vittime.
Alcuni amici con qui ho lavorato, mi ignorano, non ha importanza quanto dica loro come ero un tempo e chi ero, chi sono: Jeffrey”. “Come puoi pensare ad un miracolo?” mi rispondono. Durante questi anni ho vissuto nel mezzo della solitudine, non c'è pena maggiore che sentirsi emarginati”.

Tutte queste sensazioni portano Jeffrey al passato quando con la sua famiglia si trasferì in Svezia, dove per il suo colore nero subì lo stesso trattamento di oggi. Così come con il suo colore naturale ebbe gli stessi problemi che solo il padre riuscì in qualche modo a risolvere e dice: “Mi chiusi in me stesso e un giorno mio padre vedendomi al limite mi disse “ti devi accettare, sei una persona come le altre con un cuore e un'anima”.
Jeffrey, a poco a poco cominciò a guardarsi dentro “un'unica ossessione mi girava nella testa in quei momenti, dare un senso alla mia esistenza”.

Quello fu l'inizio per imparare ad accettare un'altra vita. “Ho cambiato pelle, ma sono sempre lo stesso. Sono morto in qualche modo, ho perso qualcosa del mio corpo che possa identificare le mie origini, ma dentro sono la stessa persona. Ho abbandonato i trattamenti ai raggi ultravioletti e ogni tipo di narcisismo inutile.
Ho rifiutato di fare la vittima e compatire la mia malattia. Nei miei primi 30 anni di vita sono stato un materialista , in molte occasioni sono stato egoista e narcisista, vivevo su una mia galassia.
Il dramma che ho vissuto ha contribuito a comprendere le vere cose tragiche nella vita e quelle veramente belle. Oggi ho capito che per stare bene non bisogna prima stare male, so che la bellezza non è non essere brutti.
Per molto tempo ho confuso la felicità con l'essere soddisfatti. Sono diventato più forte e sensibile. Siamo oppressi dagli stereotipi moderni di bellezza e benessere, tutto questo rende le persone crudeli. Oggi sono libero, nello spirito e non solo... 

FONTE

ORIGINAL : VITILIGO - The Story of Jeffrey Stanton Bell


sabato 18 luglio 2015

Michael Jackson Vittima della Fama - La Verità Dietro Le Bugie by DRDCOHEN

ORIGINAL TEXT
Michael Jackson Victim of Fame – The Truth Behind the Lies

Traduzione
Quest'anno Divine Varod pubblicherà un libro su Michael Jackson da un punto di vista più psicologico. Concentrandosi su dettagli dimenticati o ignorati nel corso degli anni ed esaminando anche come i media sono stati in grado di influenzare l'opinione pubblica su di lui nel corso degli anni.

"Odio" il giornalismo; la demonizzazione di alcune celebrità per nessun altro motivo se non la semplice distorsione, alimentando il razzismo, e/o l'anti-semitismo, la semplice antipatia per una persona o il mero desiderio di vendere non sono una novità. Questo genere di pratica di bassa lega è sempre stata in giro. Ma i magnati dei media non si sono mai resi conto di quanti soldi avrebbero potuto fare con ciò, fino a quando non c'è stata l'ascesa di Michael Jackson. C'erano media cattivi anche prima della sua ascesa, ma dopo sono diventati avvoltoi, spesso individuando un bersaglio speciale da perseguitare.

Il modo in cui Michael e (nonché la sua famiglia) sono stati mostrati nei media è spaventoso. Il mondo li ha trasformati in personaggi dei cartoni animati da deridere e ridicolizzare e la maggior parte della gente sembrava credere anche all'accusa più bizzarra.

La verità dei fatti è stata così ignorata, sepolta, dimenticata o nascosta in mezzo a tante bugie che è diventata invisibile.
Nel corso degli anni Divine Varod ha pubblicato molti articoli in difesa di Michael e la sua famiglia, separando la realtà dalla finzione. Tuttavia, abbiamo visto come la storia è diventata così contorta, ormai, che un approccio più rientrato era necessario per districare il tutto.

Alcune delle cose che vedremo includono:
Quando è cominciata la campagna denigratoria contro di lui? Qual era il vero rapporto con la sua famiglia? Come i suoi problemi di salute sono stati usati contro di lui? Esplorazione di aspetti del suo carattere che media e biografi hanno ignorato nel tentativo di farlo apparire "fragile e bizzarro".

Il libro risponde a varie domande che molti fan, fan occasionali ma anche persone con solo un lieve interesse per Michael Jackson si sono domandati per anni.

venerdì 29 maggio 2015

Rumors: Michael E Whitney duet?


E' noto da tempo che un duetto Michael & Whitney esiste. Dopo la grande delusione nel non poter sentire Whitney in" I Just Can not Stop Loving" (nonostante fosse stata la prima scelta di Michael), il desiderio di sentire un duetto fra questi due titani vocali è ben oltre le attese. Intorno al 2007, quando sia Whitney che Michael stavano lavorando su alcuni records, alcune fonti confermavano che le nostre preghiere erano infatti state esaudite e che Michael e Whitney , aveva registrato insieme "Days of the Broken Hearted. ' In quel periodo, entrambi lavoravano con Akon, Michael su 'Hold My Hand' e Whitney su 'Like I Never Left'.
Negli anni che seguirono, non si è più saputo nulla della traccia e oggi entrambi gli artisti non sono più con noi.
Tuttavia due giorni fa, un fan ha scritto un tweet a Sony Legacy su Twitter chiedendo del duetto. Sony Legacy è responsabile di tutte le tracce e cataloghi degli artisti sotto etichetta Sony
(vedi sopra gli screen dei tweets).
Ora questo non vuol dire che qualcosa verrà pubblicato, ma è molto interessante che:
a) abbiano risposto
b) hanno chiesto un trend con il nome della canzone.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi, ma da un punto di vista personale quanto incredibile sarebbe ascoltare questo duetto ?!
Sarebbe senza dubbio molto interessante e sarebbe un bel omaggio a due leggende che ora vegliano su di noi .
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It’s long been known that a Michael & Whitney duet exists. Following the global disappointment of I Just Can’t Stop Loving You not featuring Whitney (despite being Michael’s first choice), the hunger for a duet between these two vocal titans has been long over due. Around 2007, when both Whitney and Michael were working on comeback tracks, reports surfaced that our prayers had in fact been answered and Michael and Whitney had reportedly hit the studio to record a single ‘Days of the Broken Hearted.’ Around this time, both were working with Akon, Michael on ‘Hold My Hand’ and Whitney on ‘Like I Never Left’.
In the years that followed, nothing came of the track and today both artists are no longer with us.

However 2 days ago, a fan reached out to Sony Legacy on Twitter to ask about the duet. Sony Legacy are responsible for all the catalogue releases of artists on the labels under Sony (hence the ‘legacy’ part). Now that’s not to say anything will come of it, but very interesting that a) they should respond and b) they called for a public response by getting the track trending.
We’ll keep you updated on developments, but from a personal stand point how amazing would this duet be?! It’s a sure fire Number ONE hit and would be a beautiful tribute to the two legends who now watch over us…
Let’s get that trend going – #Daysofthebrokenheartedasasingle
…Although, there probably won’t be many characters left for you to tweet anything else.

LINK ORIGINALE

Ballando con Michael Jackson di Toni Bowers

Oramai, i video di Dimitri Reeves che balla in vari punti della città di Baltimore sulle note delle canzoni di Michael Jackson sono stati guardati milioni di volte. In quello più conosciuto, ripreso dal giornalista Shomari Stone, Reeves delizia un pubblico stupefatto quando, con la canzone “Beat It” che risuona dal marciapiede, inaspettatamente comincia a fluttuare lungo una strada disseminata di rifiuti imitando le mosse della danza giubilante e rabbiosa di Jackson, portando cautela in un momento di fervore degli animi.

"Don’t want to see no blood, don’t be a macho man. They’ll kick you, they’ll beat you, they’ll tell you it’s fair, so beat it".
Sulla sua pagina Facebook, Reeves ha chiesto a chi ha guardato i suoi video di non analizzare troppo minuziosamente il possibile significato dei brani che ha scelto - “Beat It”, “Smooth Criminal”, “Will You Be There”, “Black or White” e altri. “Volevo semplicemente ballare” ha detto. È stato un formidabile istinto.
Quando Reeves ha alzato il volume e ha fatto rivivere quei magici passi da un lontano passato, si è manifestata una gioia condivisa nell'arrabbiata cittadina in lutto e la città ha risposto. Individui, grovigli di giovani ragazzi, e alla fine vaste folle hanno cominciato a improvvisare la loro danza insieme a Reeves, con gioia e determinazione scritte chiaramente sui loro volti. Una strana, inattesa bellezza si materializza davanti ai nostri occhi e noi intravediamo un’altra Baltimore, molto diversa dalle immagini diffuse dai media – una città che sta trovando un modo per guarire dall'interno.

Lo stesso giorno della prima videoregistrazione della danza di Reeves, io stavo camminando su e giù per un costoso negozio di specialità gastronomiche di Philadelphia. La musica di sottofondo deve aver vibrato senza essere notata finché improvvisamente l’atmosfera non è stata riempita dall'impetuoso ritmo senza tempo di “Thriller”. 
In un attimo si stavano muovendo tutti. L’uomo che tagliava la carne stava davvero oscillando leggermente a destra e a sinistra. La faccia della guardia all'ingresso (l’unico nero nel negozio) si è addolcita e ha cominciato a muovere la testa. 
Una donna vicino a me si è fermata e fissando lo sguardo lontano ha iniziato a battere i piedi a tempo. Per un misterioso istante, qualcosa di cui sentivamo il bisogno e avevamo perduto è diventato di nuovo presente.

È stato un gran bel momento, ma mancava anche qualcosa. Sebbene tutti avessero risposto alla musica, è successo con una strana furtività — non in modo aperto, condiviso o con il giubilo contagioso che si stava verificando a Baltimore. Nessun incrocio di sguardi, nessuno che ridesse o cantasse, nessuno che si muovesse senza trattenersi o si fondesse con il ritmo. Poi è arrivata un’altra canzone e siamo tornati a trascinarci dietro ai nostri carrelli della spesa e a esaminare formaggi artigianali. Non era cambiato niente.

Da allora ho riflettuto su quelle 2 scene che, seppur diverse, avevano una cosa in comune: Michael Jackson.
Dimitri Reeves avrebbe potuto scegliere migliaia di altri brani più recenti e attualmente in voga di “Beat It”, ma la sua scelta di ballare sulle canzoni di Jackson è stata infallibile. Perché forse più di ogni altro intrattenitore, Michael Jackson ha deliberatamente costruito la sua musica come un dono di speranza e guarigione. Canzone dopo canzone offre in maniera unica una visione di compassione, una testarda fiducia nella capacità umana di unirsi, gioire e fare giustizia. Simili ideali vi sembrano artificiosi o d’altri tempi? L’idea che la musica possa riorganizzare il mondo vi sembra inverosimile? Anch’io propendo a pensarla così. Ma gli scintillanti momenti che Reeves ha creato a Baltimore suggeriscono il contrario.
Il potere espresso dalla danza di Reeves ci ricorda che i risultati raggiunti da Jackson sono molto più di irresistibili canzoni dal superbo successo di vendita o anche di una musica magnifica. Il suo lavoro resta anche "politicamente" potente.
Una delle ragioni di questo è l’insistenza di Jackson sulla responsabilità e sull’empatia – "who am I to be blind, pretending not to see their need?" (chi sono io per essere cieco, facendo finta di non vedere i loro bisogni?)
Un’altra è l’invito costantemente ripetuto del suo lavoro: "Come and dance with me". (Venite a ballare con me).
Noi acquirenti indaffarati ci siamo rifiutati di ballare e la perdita è stata nostra: ma Dimitri Reeves e il suo vicinato hanno scelto, più saggiamente, di ballare con Michael Jackson: di mettere la sua musica a palla, portarla agli altri, rifiutare l’imbarazzo e il giudizio altrui e gioire.

Ballare con Michael Jackson magicamente "heal the world" - guarirà il mondo - e "make it a better place for the entire human race" - lo renderà un posto migliore per l’intera umanità?
Risponderà alla domanda che una bambina chiede a un poliziotto in “We’ve Had Enough: How is it that you get to choose who will live and who will die?" (Com’è che siete voi a decidere chi vivrà e chi morirà?)
Porterà giustizia per Freddie Gray o rimedio a un sistema di “giustizia” razzista?
No. Ma potrebbe aiutare; in realtà, come ha dimostrato Reeves, sta già aiutando.

Ciò che è singolare è il modo in cui la cultura dominante degli Stati Uniti, che necessita di tutto l’aiuto possibile, sembra opporre resistenza alla mano tesa di Jackson. 

È chiaramente percettibile: per essere un uomo che ha dominato il mondo della musica pop nei recenti decenni, Michael Jackson è diventato una figura stranamente in ombra. Non a Las Vegas o alla Sony Music, ovviamente, dove lui continua a rastrellare milioni di dollari ogni anno e resta di gran lunga il musicista che fa guadagnare di più al mondo, in gran parte grazie alle vendite oltreoceano.

Quello di cui sto parlando è la cultura dominante, la via maestra degli Stati Uniti, specialmente la cultura dei bianchi americani privilegiati, come quelli al negozio di specialità gastronomiche di Philadelphia. Lì, si è consolidato un atteggiamento snobbistico verso Michael Jackson e la sua musica, insieme a una riluttanza nel celebrare l’imperterrito idealismo di Jackson, l’eccentrica persona pionieristica e le pratiche di integrazione e compassione. C’è persino una certa riluttanza ai riconoscimenti della sua magnitudine artistica. Noi non ci rivolgiamo a Michael Jackson riconoscendo in modo diretto i suoi meriti. Non abbiamo riguardo dei suoi risultati con la meraviglia che meritano. Noi non balliamo.

A prescindere dal contesto, questo sarebbe un modo piuttosto indegno di comportarsi verso uno degli artisti più importanti del 20 secolo. Ma è un’attitudine ancora meno saggia adesso, perché ci lascia deviare dalle sfide che Jackson, sia lui come uomo che la sua musica, ha proposto per modi di pensare e di comportarsi che continuano ad avvelenare questo paese. Perché deve essere così?

Ho chiesto a un mio amico di circa 20 anni cosa pensasse della musica di Michael Jackson: i ragazzi la ballano ancora? La risposta del mio amico è stata istruttiva. “Grande musica” ha detto “ma se arriviamo a quello che ha fatto con dei piccoli bambini, è meglio scordarselo”. Ero scioccata. Ma è possibile? 
Dopo uno dei processi più costosi e impegnativi della storia americana risultato in “non colpevole” per tutti i capi d’imputazione, dopo ripetute prove che Michael Jackson non ha mai commesso alcun misfatto, ma è stato il bersaglio di estorsori e di fronte alla quantità ormai immensa di testimonianze concordanti su che onorabile, e ingiustamente leso, essere umano Jackson sia stato in realtà, è possibile che siano ancora oggi le sanguisughe dei media che hanno visto il suo linciaggio come una fonte di profitto a definire Jackson e a limitare il potere del suo lavoro? A quanto pare sì.
La progressiva crocifissione della reputazione di Jackson avvenuta più di 10 anni fa continua ancora.

Oltretutto, continua ancora con modalità impreviste. Non voglio suggerire che quello che è successo a Jackson sia in alcun modo sufficientemente comparabile a quello che è successo a Freddie Gray, Michael Brown, Eric Garner e molti altri neri americani che recentemente sono morti per mano di funzionari della legge. Jackson, dopotutto, è sopravvissuto al suo dramma (a stento) ed è andato avanti (per poco). 
Non sto dicendo che tutte le recenti sofferenze e ingiustizie abbiano una diretta connessione all'esperienza specifica di Jackson. Ma quello che voglio veramente sostenere è che sono state le stesse "strutture di ingiustizia" che adesso stanno permettendo alle autorità civili di assassinare cittadini americani disarmati a ferire anche Jackson e che il suo caso può aiutarci a capire e contrastare quelle strutture.

La stessa nazione di spettatori che erano pronti ad assistere inerti e a lasciare che un incubo inghiottisse Jackson ora guardano esperienze anche più strazianti sormontare dozzine di altri.
Alcuni osservatori stanno usando i filmati di Baltimore irresponsabilmente scelti di proposito che i media nazionali hanno mostrato come esca per rafforzare i loro pregiudizi. (Chi immaginerebbe, a guardare le immagini trasmesse in TV, che le azioni vandaliche sono state molto meno delle dimostrazioni pacifiche e dei gesti di solidarietà?)
L’esperienza di Jackson e di quei tanti, tantissimi neri che di recente sono entrati in conflitto con la polizia e sono morti per questo non sono la stessa cosa, ma sono, per certi aspetti, correlate. Sono deplorevoli in modi simili e per simili ragioni, denunciano patologie simili che ci stanno consumando e ci fanno vedere di noi stessi più di quanto vorremmo.

C’è una cosa che l’esperienza di Michael Jackson ha reso ben chiara. Gli atti di ingiustizia che stiamo testimoniando adesso sono basati, e in un certo qual modo autorizzati da una terribile verità di lunga data negli Stati Uniti: che quando si tratta di rispetto, diritti civili e giustizia, conta se sei nero o sei bianco.
Jackson è stato il nero con più visibilità negli anni recenti a scoprire che è bastato essere accusato per essere trattato selvaggiamente. Ma tale scoperta non è stata affatto di sua esclusiva. (Ciò che lo è stato è quanto i media siano stati direttamente responsabili per ciò che Jackson ha patito: pochi veri criminali passano per l’infamia che lui ha dovuto sopportare innanzi a una platea mondiale).
Nel caso di Jackson, come in ogni disgustoso caso che abbiamo sentito in questi ultimi due anni, è stato negato a un nero uno dei diritti più preziosi di cui si presume goda ogni americano: la presunzione di innocenza. Ciascun caso è diverso, ma da questa importante prospettiva, ciascun caso è anche simile all’altro.

Nel caso di Jackson, quello che forse più ne connota l’eccezionalità è il fatto che ogni affermazione che facesse sembrava in qualche modo automaticamente messa in dubbio, nei termini più clamorosi e intimi, da sconosciuti e pubblicamente. Non c’era nessuna regola e nessun rispetto. Da marito, Jackson ha dovuto starsene seduto e ascoltare una giornalista che in una diretta televisiva internazionale chiese a sua moglie di confermare se lui era in grado di fare sesso. Non molto prima, un’altra gli aveva chiesto a bruciapelo se era vergine. L’ansia che si è sviluppata e intensificata nel corso della vita di Jackson è stata di fatto una ragionevole risposta a una siffatta mostruosità. Nessun’altra celebrità, ad eccezione della Principessa del Galles, ha sperimentato quel tipo di spietate e insistenti invasioni che Jackson ha dovuto sopportare.
E persino Diana ha dovuto affrontare quei violenti attacchi da adulta, mentre Jackson ha dovuto farci i conti tutta la vita, dalle notti in cui il suo padre venale accompagnava gruppi di ridacchianti ragazzine a guardare un Michael adolescente dormire a quelle ultime, oltraggiose immagini distribuite in tutto il mondo, scattate attraverso il finestrino dell’ambulanza, di un Jackson morente o già morto che veniva colpito sul petto e intubato. E poi c’è stata l’immagine del corpo nudo sul tavolo del medico legale, ripubblicata milioni di volte.

Questi e un numero infinito di altri oltraggi da parte dei media erano (e sono) spiegati regolarmente facendo riferimento al peculiare carattere di Jackson. Se l’è cercata lui, ci viene detto, con quel personaggio pubblico contraddittorio - una sorta di inerme adolescente marcato in modo razziale che “appare minaccioso”. 
Ma il ricorso a quel tipo di spiegazione restrittivamente personale distoglie l’attenzione dai veri problemi, dal razzismo pervasivo e dall'ingiustizia sistemica. Citare le peculiarità o i fallimenti della persona che stai brutalizzando come un modo per spiegare (giustificare? mitigare?) la brutalizzazione è un modo per incolpare la vittima. Ti permette di ignorare il tuo proprio comportamento e una consuetudine di pensiero che lascia spazio alla crudeltà, magari attraverso la passività.

Dire questo non equivale a dire che Michael Jackson non fosse straordinariamente vulnerabile all'abuso o che non abbia fatto dei gravi errori. Lo era, li ha fatti. Emotivo, reticente e troppo accomodante, come spesso sono le vittime di abusi nell'infanzia, isolato, fragile, narcisista, strano e schifosamente ricco, terrorizzato dal confronto, educato alla formalità mentre gravato dal peso del suo genio e abituato al fatto che la sua famiglia facesse pasto di lui. Jackson era, citando la famosa descrizione che ne ha dato Steven Spielberg, “come un cerbiatto in una foresta in fiamme”. 
Ma nulla di tutto questo equivale a essere un criminale, non più di quanto un correre lungo la strada, un opporsi a un’ingiustificata perquisizione della propria casa o un saltare la scuola non siano una ragione per essere sparati. Nessuna sorpresa che Jackson sia stato sopraffatto. Nessuna sorpresa che gli americani stiano manifestando per le strade. Chi non lo farebbe?

Al di là della riduttiva focalizzazione sulle peculiarità individuali, c’è un’altra spiegazione rilevante sia per la sofferenza di Jackson che per la crisi dei diritti civili che stiamo affrontando adesso: il razzismo. Questa è la parola ed è ora di dirla forte e chiaro.
Il razzismo non riguarda, primariamente, le persone che lo subiscono, ma coloro che lo praticano. Non riguarda individui strani o diversi: riguarda le persone comuni che decidono chi è strano o diverso e scelgono di averne paura piuttosto che celebrarle.

Di tanto in tanto, il razzismo che ha sempre vorticato nell’ombra attorno a Jackson ha palesato la sua faccia diabolica – per esempio quando l’ignorante visione della vitiligine e del suo trattamento lo ha accusato di “voler essere bianco”. Michael Jackson si è sempre identificato come nero (I just look in the mirror; I know I’m black - Mi basta guardarmi allo specchio: so di essere nero) e ha riconosciuto intrattenitori neri come sue maggiori influenze (James Brown, Jackie Wilson, Diana Ross, Stevie Wonder, Otis Blackwell, e Sly Stone tra i tanti altri). Ha celebrato la sua eredità afroamericana al punto di dare ad entrambi i suoi figli maschi il nome da schiavo del suo trisnonno, Prince. (L'autrice, nei commenti dell'articolo, ha scritto che questo errore - sappiamo che solo Blanket ha "Prince" nel nome ufficiale - è da attribuire a chi glielo ha editato, ndt). 
La sua musica non ha mai abbandonato, anzi ha sempre esaltato le gloriose tradizioni della musica americana nera. Ciò nonostante, Jackson è odiato per il suo presunto desiderio di essere bianco.

Questo odio irragionevole perseguita Jackson anche dopo la sua morte nel 2009. A luglio di quell’anno il giornale francese Charlie Hebdo mise in copertina uno scheletro con le sembianze di Jackson con la scritta “Michael Jackson, en fin blanc” — “Michael Jackson, finalmente bianco”.
In questo momento sta circolando su internet una piccola pubblicità che include una fotografia di una modella con la vitiligine, con una didascalia che cordialmente ci ricorda che questa è la stessa malattia che Jackson “sosteneva” di avere. 
“Sosteneva,” nonostante le fotografie di una vita a provarla, nonostante le testimonianze unanimi di familiari, medici dermatologi e truccatori, nonostante il fatto che suo figlio maggiore sembra abbia la stessa malattia ereditaria, e persino nonostante la definitiva diagnosi dell’esame autoptico. 
Quale intrattenitore bianco ha mai ricevuto così poca comprensione per una malattia che è debilitante per tutta la vita? (una delle tante di cui Jackson ha sofferto)? Quando è stato concesso un così piccolo beneficio del dubbio, quando è stato costruito un nonsenso così ostile? “Non sarà facilmente perdonato per essersi preso così tante rivincite” scrisse James Baldwin con lungimiranza quando Thriller conquistò il mondo.

Non dovrebbe sorprendere nessuno che Michael Jackson, praticamente al pari di ogni altra persona di colore di questa società, sia stato vittima di razzismo. Ciò che è rimarchevole è quanto abitualmente e nettamente la spiegazione individualistica abbia sostituito quella sociale nel caso di Jackson. Un modello talmente oltraggioso che, una volta che lo identifichiamo, può istruirci sulla nostra catastrofica situazione attuale e mostrarci l’importanza di dare il giusto nome e di correggere questa consuetudine alla diversione, all’autogiustificazione e all’abuso perpetrato.
I bianchi americani privilegiati devono imparare a riconoscere la loro tendenza a individualizzare l’oppressione. Ovviamente gli individui contribuiscono alla loro propria vita, ma nel contesto del malessere razziale degli Stati Uniti, il problema non è primariamente il singolo individuo di colore, il problema è il sistema e l’attitudine consolidata di coloro che godono appieno dei privilegi.

Negli Stati Uniti, tendiamo a considerare la differenza come una patologia. Proviamo disagio innanzi a chiunque trascenda le nostre categorie, turbi i nostri pregiudizi o esponga il bluff degli stereotipi dominanti.
Michael Jackson e la sua musica hanno fatto tutto questo contemporaneamente e sotto molteplici aspetti. Ma la cosa più importante, che non dovrebbe essere dimenticata, è che lo ha fatto con gioia. 
Rimuginare troppo a lungo sulla sofferenza di Jackson vorrebbe dire dimenticare la sua irriducibile giocosità e forza di volontà. La cosa fantastica, alla fine, non è quanto Michael Jackson fosse strano o quanto difficile fosse la sua vita, ma quanto grande sia stata la sua capacità di gioire, la sua generosità, la sua abilità e determinazione nel portare gioia agli altri. 
Di una curiosità infinita, deliziato dalle persone ed emozionato dalla bellezza del mondo, "he just had so much fun"- si è semplicemente divertito così tanto.
Ha sofferto, sì; si è prostrato e ha subito esperienze dolorose. Ma è questo ciò che rende la sua esuberanza così degna di nota e così prezioso il fatto che lui ha portato e continua a portare gioia alle altre persone. Indipendentemente da tutto, lui ha ballato. Dobbiamo ricordarcelo e rendere onore a questo e ballare con lui.

Dimitri Reeves ci ha insegnato parecchie cose il mese scorso. Una è stata che abbiamo bisogno di Michael Jackson ora più che mai. Il vergognoso trattamento che Jackson ha ricevuto per mano della cultura popolare alla quale ha contribuito così tanto non è stato un fenomeno isolato, è stato solo troppo sintomatico. 
Considerandole con attenzione, le esperienze di Jackson denunciano attitudini e abitudini dannose che sono ancora decisamente in atto ai giorni nostri.
Naturalmente, sarebbe stato molto meglio se Jackson non avesse dovuto passare attraverso tutto questo, esattamente come sarebbe meglio se i neri americani potessero camminare lungo le nostre strade sentendosi al sicuro dagli agenti di polizia.
La maggioranza privilegiata dovrebbe riuscire a imparare come comportarsi senza che quelli che sono già svantaggiati debbano soffrire e nessun apprendimento o progresso per coloro che già sono privilegiati può cominciare a riscattare il tipo di errori di cui stiamo parlando. Ma nello stesso tempo, è cruciale che i privilegiati si rendano conto che non tutti lo fanno e usino il loro potere per cambiare questa situazione. 
Come minimo, adesso dovremmo cominciare a pretendere che tutti godano della presunzione di innocenza, qualcosa che richiederebbe ai media e alle forze dell’ordine di rivedere il modo in cui operano.

Grazie a Dimitri Reeves, abbiamo visto un piccolo percorso da avviare in direzione di una guarigione, un percorso che lui ha tratto direttamente da Michael Jackson: possiamo uscire e ballare per le strade per diffondere gioia anziché paura. Venite a ballare con me, "come and dance with me" ha scritto Jackson: Unitevi alla mia danza, per favore unitevi a me ora - "Join in my dance, please join me now". Reeves ha accettato l’invito di Jackson.

Ballare con Michael Jackson, accogliere la sua mano tesa è più che onorare una vita difficile e straordinaria e una quantità immensa di doni – sebbene sia proprio ora che cominciamo a farlo senza giudicare, senza rancore e senza dire bugie.
È qualcosa che dobbiamo fare per noi stessi e gli uni per gli altri – non in un tentativo di salvaguardarci dal dolore e dai pericoli attuali, ma per dirigerci più lontano negli aspetti più sconcertanti delle nostre vite e affrontarli con gioia. È un modo per scegliere il tipo di futuro che vogliamo e il tipo di persone che vogliamo essere.
Ballare con Michael Jackson vorrà dire lasciare andare l’odio e la paura, riconoscere la bellezza in ciò che ci sembra strano ed essere disposti a cogliere un’opportunità. Richiederà che il nostro rapporto con gli altri sia empatico e creativo in quello che noi siamo abituati a pensare come nostro proprio spazio e richiederà rispetto. In questo modo, la danza a cui Jackson ci invita è una sorta di allenamento etico. È un modo per essere all'altezza delle nostre credenze e delle nostre professioni e di assumerci la responsabilità per i privilegi di cui godiamo. 

Got the point? Good. Let’s dance. Capito il punto? Bene. Balliamo.
Traduzione: Laura Messina



sabato 9 maggio 2015

Organi di Informazione: Per favore..Lo specchio! di Barbara Kaufmann

ORIGINAL SOURCE
COMUNICATIONS: PLEASE, THE MIRROR INNER MICHAEL


LINK TRADUZIONE
1 Maggio 2010
Quante altre persone dovranno essere messe sotto pressione dai tabloid e le fonti medialoid incapaci di guardare il proprio specchio? 
Michael Jackson è morto 10 mesi fa e ancora continuano ad insultarlo. Il film realizzato alla fine della sua vita e del tour che stava progettando, "This Is It", ha rivelato un uomo molto diverso da quello che i condizionamenti dei Media volevano far vedere. Credo che il film potrebbe essere stato un assaggio del vero uomo , al di fuori del palco e dietro Michael Jackson. Era umile, gentile, perfezionista, un mentore incoraggiante e un maestro artigiano. "This Is It" è stata una sbirciatina nel genio. Allora perché continuano a evidenziare quanto "tragico" e "inquietante"era nel descrivere la sua vita?

Più approfondisco, più mi rendo conto, come hanno fatto molti altri che si sono trovati intensamente incuriositi da quest'uomo, che non era affatto l'immagine che i tabloid hanno dipinto. In realtà, quello che ho capito è che ciò che loro hanno dipinto era l'immagine di un uomo in netto contrasto con ciò che era veramente , e non hanno fatto altro che perpetrare una caricatura manipolata che ha dominato la memoria collettiva per più di un decennio.
Qualche sera fa ho visto lo speciale di Afrodite Jones sull'accusa e processo a carico di Michael Jackson. La Jones 'ha presentato una versione ben diversa del processo e dopo che eravamo stati subissati dalle dirette dei Media. 
A quanto pare, tutti si aspettavano un verdetto di colpevolezza. Infatti, secondo alcuni, il supporto mediatico non faceva che sbavare sulla possibilità di vedere Michael Jackson dietro le sbarre. Il capo della giuria , una persona che decisamente sembrava credibile, ha detto che la giuria ha individuato qualcosa di sinistro nella causa intentata da Tom Sneddon, il procuratore distrettuale del momento.
Ovviamente sapevo del processo a Michael Jackson, naturalmente, non lo sapevano forse tutti? E sapevo che era durato molto tempo; e che le telecamere erano vietate in tribunale. Ho anche un vago ricordo delle simulazioni dall'aula trasmesse a tarda notte. Ricordo di aver pensato in quel momento che tutto era decisamente sopra le righe, quindi ho lasciato perdere. Ricordo anche le "breaking news" sul verdetto e la ragazza che lanciava una colomba ad ogni pronuncia di verdetto sui capi di accusa. Ma il verdetto, il forte NON COLPEVOLE , l'innocente, in qualche modo mi sfuggiva. Sì, assolto. Ma c'erano 14 capi di accusa. Quattordici! Non colpevole anche di uno solo? Uno piccolo? Divertente come non mi ricordo più di tanto..

Ricordo le accuse e gli show serali che discutevano del processo. Ricordo anche come tutti davano per scontato che fosse colpevole. Dove c'è fumo ... e confesso mi ricordo molto poco del procedere. Ma nessuno ha rafforzato il concetto che Michael Jackson era innocente di tutte le accuse. Quando qualcuno è un pedofilo, beh, almeno una delle accuse avrebbe dovuto essere reale. I pedofili sono delinquenti seriali. C'era stato un altro caso anni prima ... risolto poi in via stragiudiziale. Mi è passato per la mente il pensiero fugace che Michael potesse aver pagato per, ma la seconda volta forse le accuse non reggevano? Ho pensato che dove c'era fumo ...... Quando un bambino inizia a parlare, di solito viene tutto a galla. Il sacerdozio del cattolicesimo lo sa bene. Ma perchè non c'erano altri bambini?

Però i media non si sono concentrati su nulla di tutto ciò. Era quasi come se tutti fossero scollegati e chiusi nell'oscurità. Non ricordo niente altro, tranne quando dicevano che Michael Jackson viveva in Medio Oriente. Ha lasciato il paese? Beh, pensavo, o lui è colpevole e teme che altri si facciano avanti o è tremendamente deluso dal suo paese e da un sistema di giustizia malato. Dove sono i bambini?
Gran parte del mio pensiero, mi rendo conto ora, era condizionato da quello che i Media dicevano. Naturalmente , dopo OJ questa era la storia più sensazionalistica del secolo! Ma mi aspettavo che i miei mezzi di comunicazione fossero quanto meno onesti nel riferire. Sapevo che i tabloid e le tv dei tabloid cercavano di far sensazionalismo, ma mi aspettavo che almeno il settore delle comunicazioni e in particolare la professione del giornalismo avesse un integrità nel raccontare almeno una verità relativa. Il giornalismo è una carriera che tempo addietro avevo considerato. Avevo avuto l'opportunità di una borsa di studio e stavo per andare in un università. Ero cresciuta con il Walter Cronkite e rispettavo il settore, così pensavo che il mio futuro fosse in quel campo. Molti giorni prima che scoprissi la mia passione per la medicina.

Iniziai comunque a collaborare con artisti, scrittori, poeti e altri professionisti . Sono stata alla scuola d'arte del Wisconsin. Sono diventaat un un artista e poeta e quindi una saggista e narratrice. Ma non una volta ho pensato seriamente che il giornalismo, che è stato il mio primo amore, fosse così cambiato. Mai una volta ho ritenuto che ci fosse chi dava all'etica un colpo di spugna per un pugno di denaro contante.
C'è un codice etico nella medicina , ma nel giornalismo un codice etico non c'è. Mi piaceva l'idea di una carriera guidata non solo da delle linee principali, ma da un codice d'onore interiore. In entrambe queste vocazioni, violare il codice etico può uccidere. Non avrei mai creduto che professionisti della comunicazione si fossero evoluti nei loro compagni medialoid. E questa consapevolezza mi crea vergogna e imbarazzo. Walter Cronkite, non ne sarebbe fiero.

Ciò che Aphrodite Jones evidenzia è come i Media hanno continuato a guardare Michael Jackson attraverso lo stesso obiettivo creato da loro stessi, dalla leggenda metropolitana. Come è possibile che questo non venga corretto? La morte di solito scuote le persone dalla loro compiacenza e le porta a concentrarsi sulle parole non dette, i ringraziamenti mai espressi, i riconoscimenti trascurati, e il senso di colpa, e i rimpianti verso il defunto. Di solito è tempo per un esame, un esame di coscienza e per fare ammenda per le opportunità perdute. Si realizza che la morte è permanente e che è troppo tardi...
Dopo la morte di Michael Jackson, ci sono stati innumerevoli conoscenti che hanno raccontato i loro ricordi personali con lui e ogni volta parlavano di un uomo gentile, un genio intelligente e sapiente e magnanimo umanitario. Anche Oprah, che ha criticato Michael in passato, ha detto che "questo cambia la sua eredità", nel manifestare stupore quando in This is It ha visto quel Michael Jackson che il mondo non aveva mai visto.

Si può cambiare la percezione del lascito, ma non cambiare l'eredità. Michael è sempre stato Michael- il gentile, amorevole, generoso, costante messaggero umanitario e globale. Ed anche l'incredibile intrattenitore sul palco. Michael è l'uomo che i fan hanno sempre saputo che era. Io non lo conoscevo fino a quando la mia ricerca è iniziata dopo aver visto "This Is It". E io sono francamente sconcertata dalle circostanze insolite e persino bizzarre che la stampa ha dipinto su Michael, la sua eredità e il suo carattere. E mi sento truffata.
Negli ultimi mesi di questo viaggio attraverso la vita di Michael, ho riconosciuto il suo genio, il suo talento monumentale, la sua gentilezza, la sua generosità, i suoi momenti di risate e di gioia, la sua paternità, il suo senso ironico e sorprendente nell' umorismo e il forte contrasto fra l'esecutore il performer e l'uomo. 
Due diverse persone- Il Michael sul palco e il Michael uomo.
E sono stata sorpresa dal come mi sono trovata immersa in alcuni dei luoghi più oscuri che abbia mai visitato in vita mia. E voglio dire io sono stata a contatto con la guerra e le armi di distruzioni di massa. Non ho mai saputo che tipo di mente potesse inventare tali strumenti di sterminio ne visto in quali circostanze sarebbero necessarie. Questo non è un testamento luminoso per la capacità del genere umano di cancellare le proprie differenze o, meglio ancora, di accettarle e andare oltre l'argomento. Il genocidio è vile e la guerra è sempre un brutto affare ed è difficile visitare questi mondi.

Ma c'è, che ci crediate o no, un posto più oscuro. E ho trascorso un po 'di tempo lì. È l'ombra della disumanità dell'uomo verso l'uomo, proiettata in massa su un singolare figura. E' inimmaginabile; infatti, non avrei mai potuto immaginarla in tutta la sua intensità incombente prima del mio tentativo di conoscere Michael.

Ciò che ha innescato questo viaggio nella vita di Michael è stato un qualcosa che mi corrodeva dentro di inquietante , un qualcosa sul racconto della storia di Michael Jackson e la sua vita su questo pianeta che era sbagliato. No, ma nemmeno, non solo sbagliato, ma inquietante e inaccettabile, e un qualcosa di molto significativo ancora da scoprire nel ventre della natura umana.
Quando ho cominciato a leggere e informarmi sulla sua vita mi sono chiesto di cosa "loro" avevano parlato per tutti questi anni. Ero più che confusa, ero mortificata, arrabbiata, mi vergognavo, ero scioccata e assolutamente consapevole e dispiaciuta per la natura di quegli esseri che abitano questo pianeta e che parlano di altri esseri umani . Siamo davvero una specie che ha bisogno di un esame di coscienza.
C'era come una sorta di corpo statico di conoscenza per quanto riguarda Michael Jackson che era stato impresso nella coscienza collettiva e in netto contrasto con la persona che ho incontrato mentre ho viaggiato attraverso il fenomeno che era la sua vita e la sua carriera. E semplicemente non torna; non quadra. Non ha mai quadrato. E' stato come essermi resa conto di aver avuto un sibilo nell'orecchio di una dissonanza perpetua sullo sfondo , da qualche parte, e da una fonte indefinita e non identificabile.

Ho cominciato anche a conoscere i fan di Michael, alcuni di loro lo sono da 20-30 anni. Oh, alcuni di loro sono un po' sopra le righe per rabbia e lamentele, ma più della metà di loro sono intelligenti, sono dei professionisti, non facilmente ingannabili e,nel mentre ammirano il suo lavoro, non così persi da non notare i suoi difetti. E posso garantire che si tratta di persone che, se avessero veramente fatto le cose per le quali è stato accusato, non solo lo avrebbero abbandonato, ma avrebbero tagliato le gambe alla sua capacità di fare soldi. I fan di Michael sono risoluti. E lo avrebbero infilzato se fosse stato colpevole di fare del male ai bambini. Non sarebbe importato quanto la sua musica era geniale, non avrebbero fatto di una persona che molesta i bambini, un vincente.

Se volete conoscere veramente qualcuno agli occhi del pubblico, guardate i suoi fan. Se volete colpo su colpo delle informazioni, chiedete ai suoi fan. I fan sanno ogni piccolo dettaglio della vita di coloro che ammirano. Sanno anche, senza dubbio, il carattere della loro star prescelta. Queste persone non avrebbero ignorato un crimine contro qualcuno di vulnerabile,e non importa chi è l'autore del reato. E certamente non avrebbero trascurato atti criminali da parte di Michael Jackson. Erano fedeli a lui nel processo e durante le accuse, non a dispetto dell'uomo, ma perchè conoscevano l'uomo. Lo hanno seguito e difeso per anni, perchè conoscevano il suo carattere, la sua mente e sapevano che era innocente. E sono più esperti di me, per quanto riguarda i Media. Ho ingenuamente pensato che il giornalismo era una istituzione. I fan sapevano quello che i giornalisti stavano facendo e sapevano la verità. E vivere con quella consapevolezza e l'impotenza di poter urlare la verità non deve essere stato facile.

Il rapporto e la lealtà tra i fan di Michael Jackson e il loro oggetto di ammirazione è molto insolito. Era gentile con i fan; era pensieroso. Conosceva i loro cuori e ha conosciuto l'amore che veniva da loro . Ha costantemente rinnovato il suo amore per i fan, si è preso cura di loro mentre sostavano sotto gli alberghi o davanti alla sua casa: mandava gli addetti alla sicurezza a portare loro coperte, e cuscini, e pizze, e a raccogliere le lettere a lui indirizzate. Ha fatto tutto il possibile per essere più accessibile che poteva quando era sicuro di poterlo fare. 
Alcuni fan sono sicuri; quelli isterici che si facevano coinvolgere dalla frenesia non lo sono. Michael, mentre era sul palco, faceva scegliere dagli addetti alla sicurezza una fan nella folla, perchè potesse ballare con lui . 
Ogni volta che accadeva, abbracciava la fan confortandola. Ed erano abbracci genuini di rispetto che ogni donna al mondo capisce.
Per molti fan, Michael era un mentore, un eroe. Per alcuni lui, i suoi testi e i messaggi in essi contenuti erano l'unica speranza per un mondo migliore. Il mondo che hanno ereditato non sembrava così attraente per loro. In effetti, sembrava malato. Ma Michael ha suggerito loro per decenni che "si può cambiare il mondo." Il suo messaggio era potenziale e spirituale. Sollevava rispettoso lo spirito umano, almeno nel suo potenziale. La loro disperazione e il loro dolore sono perché il loro messaggero è andato. Era il loro guaritore ucciso da un guaritore. Immaginate il dolore. E immaginate aggravato da quella falsa eredità che naviga ancora nella mente collettiva, in coloro che non conoscono Michael e non capiscono che ci sono due versioni- quella dei tabloid e quella reale.

Un membro della giuria nel processo per le scorrette accuse di molestie contro minori disse che Michael era un avvocato per bambini e che il suo interesse per i bambini era semplicemente quello di migliorare il loro futuro. In effetti, anche solo dando uno sguardo rapido alle interazioni di Michael con i bambini , nei documentari dove lui fa visita in ospedali o in altre situazioni per notare la sua immensa reverenza nei confronti dell'infanzia, quasi al punto di essere un culto. Il suo sorriso ai bambini e alla loro presenza è più luminoso che in qualsiasi altro momento. Basta guardare per vedere la riverenza nei suoi occhi, le mani e il suo volto mentre è vicino ai bambini. Questo non è un uomo che avrebbe mai potuto fare del male ad un bambino.
I tabloid hanno diretto e focalizzato una delle più enormi cattiverie al vetriolo ai cui il mondo abbia mai assistito , verso Michael Jackson. E l'hanno fatto ripetutamente e ripetutamente. Ogni volta che hanno scritto o pronunciato il nome di Michael Jackson, l'appellativo di predatore o pedofilo era nelle vicinanze. Anche dopo che è stato riconosciuto non colpevole di 14 capi di accusa hanno continuato a usare quelle parole, quelle descrizioni. La ripetizione crea l'illusione della verità. Il galoppare frenetico nel dipingere questo tipo di personaggio è stato, a quanto pare, per vendere riviste. È per questo che un uomo innocente è stato sacrificato sulla croce dell' umiliazione pubblica? Per profitto? Oh, è un nuovo minimo.

Così dopo la sua scomparsa, c' è una spinta dai fan, da chi conosceva Michael, e coloro che sono coinvolti nella sua vita e negli affari per chiedere finalmente che la verità venga raccontata. Per rivendicare l'eredità di quest'uomo che ha dato intrattenimento a centinaia di milioni di persone.
Così è andato in onda uno speciale di Aphrodite Jones 'su Discovery Investigative. E il dito è stato puntato verso i media quali responsabili della morte di quest'uomo? Forse è giustificato. Questo è certamente ciò che milioni di fan pensano, la colpa è nelle migliai di titoloni, distorsioni, e bugie. .

I tabloid sono eccome in gran parte responsabili. E i media mainstream sono stati complici della distruzione di uno dei geni più talentuosi nella storia dell'intrattenimento. Le storie sono state pagate per essere inventate. Ma questa è una vecchia storia. Nel nuovo testamento... cercate una storia con le parole: ". Trenta denari"
Così ora Michael è morto. Strappato da chi lo ha amato in questo mondo. La sua eredità era presa a calci quando erano ancora qui. Quale prezzo paghiamo come società quando ci impegniamo in questo tipo di comportamento? Forse il vendere la propria anima al diavolo non ha più importanza? È obsoleto? Che cosa ci scambiamo per quei trenta denari? Vendiamo niente di meno che l'anima collettiva dell'umanità. Abbiamo processato delle buone persone che hanno cercato di condividere con noi il genio che Dio ha dato loro. Abbiamo sabotato il futuro dove le celebrità e i leader potevano offrire messaggi importanti e noi, il loro pubblico, potevamo imparare lezioni importanti di ciò che loro condividono con noi..

Quanti progetti umanitari verranno annullati perchè Michael Jackson è andato? Era un umanitario, il nostro leader planetario globale e uno dei migliori amici dell'umanità. Non ha mai rinunciato a sperare nella condizione umana, anche se la disumanità gli è costata la sua carriera, il suo futuro, il suo lavoro, il suo sonno e alla fine la sua vita.
Sarebbe molto difficile per i media ammettere le loro colpe nella scomparsa di Michael Jackson. Come potrebbero chiedere scusa per la morte di questo umanitario globale? Come potrebbero chiedere scusa ai suoi figli? O perchè nel nostro futuro non averemo il privilegio di vedere ancora il lavoro di Michael? Aveva intenzione di fare film e stando alla qualità dei suoi video musicali, sarebbero stati epici.
Cosa significherebbe per i Media confrontarsi con quello che hanno fatto? Quale lezione tutti noi potremmo imparare dal conoscere la verità su Michael Jackson? Potrebbe un'ammissione di colpa aiutare? Può la promessa di non farlo più in futuro rendere questo mondo un posto migliore?

Non è probabile che accada presto che i media dicano: "Capiamo il nostro senso di colpa, la nostra complicità nella morte di Michael Jackson e altri come Vince Foster e Lady Diana. Ci dispiace. Ci vergogniamo. Niente di più sbagliato. La vita di alcune persone è stata distrutta dalla nostra foga nel volerli esporre. Ci rendiamo conto ora dei fatti; Ma non vogliamo farlo di nuovo.Promettiamo che faremo di voi, il nostro pubblico, il nostro collegio elettorale. Cambieremo immediatamente le nostre politiche . Ci impegneremo a relazionare la verità d'ora in avanti ".
Non ho bisogno di sentire questo tipo di confessioni. Ma ho bisogno di vedere un cambiamento. Ne ho bisogno per iniziare ora, oggi. Sono abbastanza intelligente da riconoscere quando viene fatto uno sforzo. Andate avanti, salvate la faccia. La confessione non è richiesta. L'essenziale è cambiare. Dare delle dimostrazioni: Diana e Michael hanno perso la vita a causa di chi erano. Sono stati presi di mira da tabloid e medialoid privi di umanità. Li abbiamo crocifissi e sono morti per noi. Mi sembra che non abbiamo imparato molto in questi ultimi duemila anni.


lunedì 13 aprile 2015

Fratellanza: un articolo su Taj Jackson e il suo Eroismo by Syl Mortilla


Durante il processo AEG del 2013, l'atteggiamento generale dei fan era di fede incrollabile in un risultato positivo per la madre di Michael ei suoi figli - sembrava inevitabile che la giustizia avrebbe prevalso. L'aspettativa di vittoria era quasi palpabile. 

I fatti, dopo tutto, erano crudamente evidenti. Tuttavia AEG, confinata in un angolo dalla terribile verità, è diventata un animale pericoloso. 
Anche se ferita, la società manteneva un grande potere all'interno della media; un potere che non ha avuto paura di esercitare. 
Così ha iniziato la prima di una serie di campagne diffamatorie, la prima promulgata dal tabloid britannico affiliato The Mirror. 
La tempistica della rielaborazione delle accuse di vent'anni è stata ritenuta "sospetta" dall' avvocato del 2005 di Michael, Tom Mesereau. I tirapiedi di AEG hanno dovuto alzare la posta nella loro guerra delle Relazioni Pubbliche, ecco la foga delle prime pagine dei tabloid. 
Incuranti come al solito del controllo dei fatti, e con il tentativo di fornire la massima credibilità alla diffamazione, la verità è che i nastri che costituiscono il fondamento di questa diffamazione erano stati screditati dieci anni fa: nella misura in cui sono stati giudicati inutili e senza fondamento dagli investigatori coinvolti nel processo-farsa del 2005.

Nello sforzo appena simulato di apparire neutrale, i tabloid hanno poi riservato un piccolo articolo sulla schiacciante testimonianza oculare di Prince Jackson sulla negligenza di AEG nella cura di suo padre; e uno che comprendeva una testimonianza di suo cugino, con quello che normalmente sarebbe un commento stupefacente sul fatto che Michael fosse stato assassinato.

Questi riapparizioni perenni alla ribalta della scena pubblica ritornano ancora una volta nel 2014 con le accuse storiche di stupro anale. Queste accuse ci portano ad un livello finora taciuto di bestialità, al di là delle accuse di masturbazione reciproca e di far bere alcol ai minori. La posta è stata alzata perché quelle minori precedenti avevano perso credibilità in tribunale . Le cameriere citate dai tabloid nel tentativo di dare credibilità alle storie, erano già state liquidate dalla giuria del 2005 come "bugiarde". La terminologia tendenziosa di 'stupro anale' era stata appositamente scelta per lasciare una traccia indelebile sulla mente di coloro che l'avevano udita.

Nel tentativo di contrastare tale flagrante menzogna dei tabloid , il nipote di Michael Taj Jackson ha per due volte presentato reclami alle autorità del difensore civico. Il suo primo appello è stato alla Press Complaints Commission (PCC).

Tuttavia, quando l'Estate di Michael Jackson ha avuto sentore degli sforzi di Taj, ha poi presentato una propria denuncia al PCC. Così, essendo considerata l' Estate il punto di riferimento ufficiale per "tutto ciò che riguarda Michael Jackson", il suo appello ha quindi superato quello di Taj la cui denuncia poi è diventata quasi inutile.

Successivamente - come evidenziato dal sistema di registrazione del PCC - l'Estate ha trascurato di rispondere alle e-mail di approfondimento del PCC, e il caso è decaduto.

Taj ha anche risposto all'ultima tornata di calunnie infondate dei tabloid . Il fuoco di fila di risposte comprende i Tweet:
"Cari media, prima di stampare/postare storie sulla mia famiglia, prego di considerare e interrogarvi sulla " credibilità "e i " secondi fini " delle vostre $ource ( fonti ). Grazie "

Che è stato rapidamente seguito da:
"MJ Fam ... Ho presentato una denuncia a @IpsoNews il 6 aprile. Pazientemente in attesa di risposta:-) #MJlegacy "

Inoltre, l'accusa di Wade Robson ha suscitato una difesa molto personale e coraggiosa di Michael da parte di Taj, spingendolo a dichiararsi pubblicamente come sopravvissuto a un abuso. Taj ha rivelato di essere stato abusato da un parente di sesso maschile da parte della famiglia di Katherine, e che era stato Michael ad aiutarlo a superare il trauma.

Durante il loro periodo di massimo splendore, sono andato a vedere i 3T un certo numero di volte. Mio padre era un fotografo, il che gli consentiva di acquistare i biglietti per eventi come il Top Of The Pops dal vivo, in cui i 3T si esibivano spesso. Le mie sorelle più giovani particolarmente apprezzavano questo privilegio, dei quali amavano gli addominali sui manifesti che occhieggiavano nelle loro camere da letto . Essendo un ragazzo di quindici anni, lo ammetto, non ero così entusiasmato - soprattutto dopo aver sopportato Peter Andre e Ronan Keating. Tuttavia, il dolore tangibile inerente alla canzone 'Anything' dei 3T (presumibilmente ispirato dal dolore della perdita della loro madre), come " Why " e 'I Need You' in cui Michael si esibisce così maestosamente (che improvvisazioni! ), combinato con il fatto che i fratelli eseguivano un omaggio ai Jackson 5 nel loro live set, significa che non potevo fare a meno di essere un fan, come la mia sensibilità da adolescente mi permetteva .

In questi giorni, però, io accolgo il mio essere fan dei 3T con orgoglio e onore.
Taj Jackson è un eroe.

ORIGINAL TEXT
Brotherhood: An Article on Taj Jackson and his Heroism


VIDEO - Ultime dichiarazioni di TOM MESEREAU su Robson e Safechuck





I fan di Michael, in tutto il Mondo, chiedono un inchiesta giornalistica sul New York Post e Stacy Brown


[ ****..piccola ma importante premessa. Ripeto: questo è l'argomento più importante.E lo dimostra anche il fatto (alleluia!) che di fronte a questa situazione, e che sommandosi le schifezze bieche che vengono scritte sulla stampa, lo stato d'animo dei fan peggiora, sentendo la necessità di reagire e fare qualcosa di concreto. Alla presente iniziativa quindi, partita dal gruppo MJJJusticeProject, che hanno anche già parlato con alcuni giornalisti,il gruppo Voice As One( di cui fanno parte Syl Mortilla , Damien Shields) il gruppo Truth4MJ ( italiano) e altri che stanno arrivando via via.. ( non vedo ancora la MJJCommunity, ma va beh.. speriamo nel meglio). Quindi gruppi che di norma litigano sulle idee od opinioni, specialmente a pro o contro Estate. Spero che questo vi faccia capire ancora meglio.. quanto sia fondamentale, essere una controvoce e non banalmente stare li a ignorare.E quanto sia importante che " i punti di vista diversi" finiscano sotto lo zerbino, quando si tratta di difendere Michael Jackson! ]

MJ Global Family è arrivato il momento di agire!!
Siamo tutti consapevoli di come, Stacy Brown del New York Post ,continui impunemente a scrivere articoli basati su nessuna verità.

E abbiamo letto la dichiarazione di Howard Weiztman contro queste false rivelazioni.

NON ESISTE UNO STRACCIO DI PROVA.
Ma è successa una cosa.. una storia per la quale plaudiamo il New York Times, per aver esposto non solo l'autore di un articolo altamente discutibile dal punto di vista dell'integrità giornalistica, ma anche il giornale che l'ha pubblicata, il Rolling Stone.
La storia accaduta è questa:
"La rivista Rolling Stones ha pubblicato un articolo su un presunto stupro di gruppo di una studentessa da parte dei membri di una confraternita dell'Università della Virginia. La storia ha sconvolto l'opinione pubblica americana, ma poi le verifiche della polizia non hanno trovato riscontri in merito a quello che l'autrice del pezzo aveva raccontato. Quindi, una delle più accreditate scuole di giornalismo di New York ha denunciato senza mezzi termini la falsità dell'articolo, definendolo una vergogna per il giornalismo che deve basarsi sulla verifica dei fatti e delle fonti (come vedete, lo sanno bene, quando non lo fanno è perché non VOGLIONO farlo, e quel quando coincide sempre con il nome di Michael Jackson). Il New York Times ha dato eco alla denuncia della scuola e molti giornalisti si sono espressi pubblicamente contro l'ignobile "caduta di stile" dell'autrice del pezzo e della rivista (Rolling Stones). 

Potete trovare la storia per intero qui: www.nytimes.com/2015/04/06/business...alism.html?_r=0 è l'articolo del New York Times.

Perchè non succede la stessa cosa quando Michael Jackson viene definito capace di Stupri anali? perchè Wade Robson ha presentato una denuncia contro l'Estate?
In un altro articolo pubblicato su FOX411, Holly McKay cita Howard Weitzman, ma non usa il suo nome e lo definisce "una fonte vicino alla situazione" per poter aggiungere salaci particolari e scrivere mezze verità - senza nemmeno prendersi il disturbo di spiegare, che la governante che ha testimoniato per l'accusa ( processo del 2005) ha subito anche un contro interrogatorio da Tom Mesereau, come molti altri testimoni che la procura ha chiamato alla sbarra. C'è una ragione se Michael Jackson è stato dichiarato non colpevole su 14 capi d'accusa. .. eppure l'articolo fa sembrare, agli ignari che quanto dichiarato dalla governante è stato pienamente accettato come vero dalla giuria , come un dato di fatto, una prova.

Ma nessun altro giornalista, si è scagliato contro FOX411 o l'autore Holly McKay, per aver scritto un pezzo decisamente prevenuto contro Michael.. Perché? Perchè è Michael Jackson? 
Jack Shafer , un giornalista , sul Magazine Politico.com , ha scritto un pezzo molto interessante che riecheggia le nostre preoccupazioni. Perché segnalare la totale mancanza di etica del Rolling Stones quando molti altri sagaci "reporter" e molti altri articoli fasulli non vengono denunciati?
L'articolo di Shafer è qui: www.politico.com/magazine/story/201...l#ixzz3WekyZA4P
Pensiamo che il New York Times, Politico e Forbes e altre testate giornalistiche dovrebbero indagare e riferire sulla totale assenza di etica giornalistica degli articoli del New York Post, e sulle false storie su Michael Jackson, esattamente come hanno fatto nel caso del falso stupro, denunciato dal Rolling Stone.

MJJJP ha deciso di chiedere a qualche giornalista che stava discutendo la questione Rolling stone se avessero per caso esaminato quanto aveva scritto Stacy Brown del NYPost , articolo pieno di accuse, prive di fondamento, contro Michael Jackson-

Jonathan Swan, ha risposto: "Interessante. La storia che ho trovato sembrava, diciamo pure semplicemente, basata su fonti discutibili".



Seconda Parte: IL LETTO MANCANTE nel racconto del crimine di Wade Robson..

[...]
Ora, la visita al Toy-R-Us potrebbe essersi svolta durante il secondo fine settimana a Neverland?
Sembra di no.

Per determinarlo una mappa potrebbe essere di grande aiuto, e la mappa di Google infatti ci mostra che i negozi di giocattoli R-Us vicini a Neverland sono a Santa Maria e Santa Barbara (i luoghi in cui le due grandi giurie si sarebbero poi riunite nel caso Chandler), ed entrambe queste città sono piuttosto lontane dal ranch - una è a più di 40 km a nord e l'altra è a più di 60 chilometri a sud. Entrambe le distanze sono davvero troppo grandi soprattutto considerando che si trattava di un viaggio notturno, come Tom Sneddon ha dichiarato.
Santa Maria è a più di 40 km a nord di Neverland e Santa Barbara è a più di 60 km a sud

Ma se entrambi i fine settimana erano fuori discussione , in che modo e quando il viaggio potrebbe essere avvenuto?

E questo è quando abbiamo stabilito che dopo il secondo fine settimana a Neverland, Michael e i tre Robsons andarono a Los Angeles. La mappa mostra che Los Angeles ha tutta una rete di negozi Toys-R-Us e molti di loro non sono lontani dal Wilshire Boulevard a Westwood, dove abbiamo detto che Michael aveva la sua casa. In realtà una visita a quel negozio era probabilmente la ragione per cui Michael era andato a Los Angeles con la famiglia.

I negozi Toy-T-Us sono in tutta la parte occidentale di Los Angeles e non sono lontano dal Wilshire Boulevard a Westwood, dove Michael è stato detto avesse casa. Una visita serale dopo le ore di chiusura era un'opzione possibile.

Non che la visita a un negozio di giocattoli ci interessi più di tanto. A Michael piaceva comprare giocattoli e visitava i negozi Toys-R-Us ad ogni occasione che si presentava, e quando dei bambini erano intorno a lui non c'era probabilmente nessuno a fermarlo.

Tuttavia il momento giusto per quella visita permette di inserirlo in una di quelle notti che Wade, Chantal e Michael hanno trascorso insieme a Los Angeles e stabilire che non è stata passata in una camera da letto, ma in un negozio di giocattoli illuminato.
Era una notte adatta per l’ "abuso"? Difficilmente sarà stato così. Il viaggio al negozio e il ritorno avrebbero preso almeno un'ora, per non parlare del tempo trascorso a scegliere e a provare i vari giochi lì, come anche il desiderio naturale dei bambini di giocare con i loro giocattoli, quando sono tornati.
E il fatto che corona tutto ciò, è che nella visita notturna in un negozio di giocattoli, Chantal era con suo fratello Wade di nuovo e anche durante la notte!

Così delle tre notti disponibili per l’ "abuso" una notte è già fuori. Che dire delle altre due?

L'HOLIDAY INN
Il punto 13 nella denuncia di Robson descrive il loro soggiorno a Los Angeles in un modo molto strano. Da una parte si dice che Joy, Wade e Chantal sono andati a "stare con MJ nel suo appartamento in Westwood" e d'altra parte "la madre e la sorella sono state all’ Inn dall'altra parte della strada". Quindi, com'è andata ? Le ragazze sono rimaste in casa di MJ o hanno pernottato presso l'Holiday Inn?

Come dovremmo leggere questo?
"Il seguente Lunedi, il querelante, la madre e la sorella sono andati a stare con il Deceduto nel suo appartamento nel quartiere Westwood di Los Angeles in Wilshire Blvd, dall'altra parte della strada di un Holiday Inn. <> La madre e la sorella del querelante sono rimaste dall'altra parte della strada all’ hotel Holiday Inn.
Nel 2005 anche Tom Sneddon stava cercando di districare i loro ricordi su chi soggiornò dove alla loro prima visita a casa di MJ e su come fosse stato diverso dalla loro seconda visita negli Stati Uniti quando erano venuti nel maggio 1990 per lavorare su una pubblicità e erano rimasti all’Holiday Inn per 6 settimane.

Sneddon ha chiamato la loro visita a Los Angeles nel febbraio 1990, una "visita di gennaio", ma a parte questo, la sua tempistica è okay. Leggete questo pezzo dal suo esame di Joy Robson e probabilmente noterete che contiene un fatto di enorme importanza.
Lei si ricorda che durante la loro visita invernale a Los Angeles con MJ lei e sua figlia Chantal hanno trascorso un paio di notti nel condominio di MJ dormendo lì sul pavimento.

23 D. Nel mese di maggio, quando sei tornata, è stato perché

24 tuo figlio partecipasse ad una pubblicità

25 LA Gear?

26 R. Sì.

13 D. Ora, quando siete venuti qui per

14 la pubblicità LA Gear, siete stati all’

15 Holiday Inn?

16 R. Sì. In Westwood.

17 D. E lei è rimasta qui per circa sei

18 settimane?

19 R. Sì.

20 D. E il signor Jackson aveva un condominio proprio di fronte alla

21 strada?

22 R. Sì.

28 D. E in un paio di quelle occasioni, lei è stata effettivamente nella casa

1 con loro e lei e

2 sua figlia, avete dormito sul pavimento;

3 si ricorda questo?

4 R. Penso che sia stato il primo viaggio che mia

5 figlia ed io abbiamo dormito sul pavimento. Non è stato in quel periodo

6 .

7 D. Il primo viaggio in gennaio?

8 R. Sì.

9 D. C'è stato un momento in cui ha fatto visita a Mr.

10 Jackson nel suo condominio a gennaio?

11 R. Sì.

12 D. Ora, queste visite all’Holiday - queste

13 visite al signor Jackson quando stavate all’

14 Holiday Inn, molte di quelle chiamate di Mr. Jackson

15 erano molto tardi la sera; non è corretto?

16 R. Sì, stava lavorando.

17 MR. SNEDDON: Non mettete a verbale Vostro Onore.

19 LA CORTE: L'ultima risposta

20 'Sì.'

Ora sappiamo che anche se erano state effettuate le prenotazioni per loro tre presso l'Holiday Inn nel febbraio 1990, il tempo effettivo che la famiglia ha trascorso lì è stato minimo, se non addirittura nullo.
Joy probabilmente dormì lì solo una volta, quando i bambini erano andati a fare shopping per i giocattoli, ma le due notti rimanenti lei e sua figlia Chantal erano sicuramente insieme a Wade e Michael, perché dormivano sul pavimento nel condominio di Michael.
Questo inchioda un'altra delle bugie di Wade Robson - la madre e la sorella non alloggiavano presso l'Holiday Inn come egli afferma nella sua denuncia.
Quantomeno loro non dormivano lì. Invece hanno dormito insieme a Wade nell'appartamento di Michael.
E questo significa che su tutte e tre notti del loro soggiorno a Los Angeles, Wade non era mai stato solo con Michael - la notte dello shopping era stato accompagnato dalla sorella Chantal e le restanti due notti la madre e la sorella hanno soggiornato con loro nello stesso condominio e dormito lì sul pavimento .

PERCHE DORMIRE SUL PAVIMENTO?
Ogni volta che sentiamo che qualcuno dormiva sul pavimento in casa di Michael ci chiediamo perché doveva stare sul pavimento e non nel letto. Infatti, perché una donna adulta, come Joy e sua figlia di dieci anni Chantal hanno dormito sul pavimento invece che nel letto e pure per due notti consecutive?

Il tuo subconscio suggerisce che vi era probabilmente un solo letto lì e che era stato occupato da Michael e Wade. Beh, ammetti che questo è ciò che ha attraversato la tua mente (?) - Soprattutto perché Wade afferma sfacciatamente che dormiva nel letto di Michael nel suo appartamento di Westwood in Wilshire boulevard:

"Il querelante ha dormito con il Deceduto nel suo letto presso l'appartamento di Westwood; La madre e la sorella del querelante erano rimaste dall'altra parte della strada presso l'hotel Holiday Inn. "
E' stato appena dimostrato che la storia che "sua madre e sua sorella hanno soggiornato presso l'Holiday Inn " è una bugia, ma se sia vera la storia che Wade abbia dormito nel letto di MJ, c'è un modo per verificarlo?
Ed ecco che arriva il momento di ricordare la testimonianza della cameriera di Michael, Blanca Francia e un particolare che per noi ha improvvisamente acquisito un significato enorme.
Al processo del 2005 Blanca Francia testimoniò che non c'erano letti nell'appartamento di Michael in Wilshire Boulevard - semplicemente non ce n'erano mai stati e in nessuna delle camere:

23 Come -

24 la tipologia di un appartamento, privato. Chiamato "il

25 Rifugio "

26 D. Dov' è questo; lo sai?

27 R. So che è a Wilshire.

2 D. Va bene. C'era un letto in quel residence?

3 R. No.

4 D. Mai stato?

5 R. Mai.

6 D. Per tutto il tempo che hai lavorato lì?

7 R. Sì.

Ancora una volta il procuratore incredulo e il suo difensore le hanno chiesto del letto nel condominio Wilshire e ancora e ancora lei ha ripetuto la stessa cosa - l'appartamento rifugio nel condominio sul Wilshire Boulevard non aveva alcun letto singolo:

22 D. Va bene. Lasciate che vi chieda del nascondiglio. Al

23 rifugio, avevi detto che non c'erano

24 letti. Dove dormiva il signor Jackson?

25 R. Dormiva in un sacco a pelo.

26 D. Va bene. Per tutto il tempo che era al

27 rifugio?

28 R. Si. Non c'era nessun letto.

1 D. Scusi?

2 R. Non c'era nessun letto lì.

16 D. Va bene. Ora, ha testimoniato che nell'

17 appartamento di proprietà del signor Jackson a cui lei ha fatto riferimento

18 come "Il rifugio," non c'erano mobili, giusto?

19 R. Uh-huh.

20 D. C'era qualche letto lì?

21 R. No.

25 D. Va bene. Ora, che cosa faceva lui - ho chiesto dove

26 dormiva, e hai detto in un sacco a pelo. Descrivici

27 il sacco a pelo. Che tipo di sacco

28 a pelo era?

1 R. Un normale sacco a pelo in cui si dorme.

2 D. Sacco a pelo per una persona? Per due

3 persone? Quanto grande?

4 R. Uno normale.

5 D. Solo un sacco a pelo normale?

6 R. Sì.

7 D. Era un sacco a pelo sempre aperto, o era

8 arrotolato?

9 R. Era aperto.

10 D. Sempre?

11 R. Beh sai, quando l'ho fatto, volevo provare a farlo

12 come un letto.

13 D. C'erano coperte sul sacco a pelo

14 o sotto il sacco a pelo?

15 R. Sì, c'erano coperte.

16 D. Quali? Sul sacco a pelo o -

17 R. Sul sacco a pelo, sì.

18 D. Il sacco a pelo era semplicemente sul pavimento?

19 R. Si.

20 D. C'era un tappeto sul pavimento?

21 R. Sì.
 A casa di Michael Jackson c'erano sacchi a pelo standard per una persona soltanto.

Sorpresa-sorpresa, ma Blanca Francia rende assolutamente chiaro che il condominio di Michael Jackson in Wilshire Boulevard non aveva letti . I mobili nel covo di Michael erano estremamente scarsi - un tavolo, una sedia, un televisore e sacchi a pelo sul pavimento. Lei effettivamente dice che non c'erano mobili lì.
Perché ? Molto probabilmente perché Michael utilizzava l'appartamento per danzare lì, e aveva preferito lasciare tutto lo spazio libero occupato solo con la minor mobilia possibile.

Allora, dove hanno dormito tutti?
Michael e tutti loro hanno dormito in sacchi a pelo sul pavimento. I sacchi a pelo erano di misura standard - per una persona. Così molto probabilmente ognuno di loro aveva il proprio sacco a pelo e hanno dormito tutti insieme .
I detrattori di Michael naturalmente diranno che non importa che ci fosse o meno un letto lì - l'abuso può avvenire anche senza letto, e su questo saremmo d'accordo.

Tuttavia Wade Robson fa una dichiarazione chiara, cioè che "ha dormito in un letto con Michael", e questo è dove il suo "abuso" si è verificato in ciascuna delle notti "ancora".
E ora si scopre che questa affermazione è totalmente fittizia e non regge.
Tanto per cominciare non c'era semplicemente nessun letto lì, e in secondo luogo non siamo assolutamente in grado di individuare il momento in cui tale presunto abuso sia iniziato, per non parlare che sia accaduto "di nuovo"!
E' possibile per una vera e propria vittima di abusi, dimenticare se c'era un letto o non c'era?
Assolutamente no.

Ho già scritto più volte che le cose orribili che sono successe nell' infanzia si imprimono nella memoria in tutta la loro interezza compreso il momento del giorno, il luogo, le circostanze, i dettagli e anche gli odori ad esse associati.

Se davvero si è vissuto qualcosa di simile nel passato, questo torna come un flashback quando ci si trova esattamente nello stesso posto con tutti i dettagli che ritornano. Non si è in grado di cambiare un singolo dettaglio di quella scena, e ti vedi ancora una volta come il piccolo che entra in quell'ascensore e lui era lì, qualcuno con un cappotto scuro del quale tu non hai nemmeno visto la cintola ...
E anche se sono passati 30 anni dal fatto si continua a ricordare che è successo in ascensore e non in una stanza o sulle scale dello stesso edificio.
Il cambiamento è semplicemente impossibile perché il vostro flashback ve lo fa vedere e ri-sperimentare esattamente nelle stesse circostanze ed esattamente allo stesso modo in cui è avvenuto, senza nessuna modifica.
Quindi, quando Wade Robson parla ora di un qualche abuso che si è svolto su un "letto" e scopriamo che non ce n'era in realtà nessuno, vuol dire che sta descrivendo qualcosa di fantasia, perché se non c'era il letto, non c'era nemmeno l'abuso.

Ancora dubbi? Allora, ricorda un incidente che hai avuto quando stavi andando in bicicletta giù per una collina del paese e lì hai incontrato un albero a tutta velocità. Saresti in grado di cambiare qualcosa di quella immagine, se qualcuno dicesse che tu eri in realtà in un grande viale e che correvi contro qualche palo? Anche se l'incidente in sé è assolutamente lo stesso, la memoria non sarà mai d'accordo che l'incidente che ha avuto luogo in una strada di campagna sia accaduto invece in una via della città. Tale sostituzione viene semplicemente esclusa, e questo è quello che succede.
Lo stesso con Robson. Se l'accusa dice che il reato è avvenuto sul letto e si scopre che non c'era nessun letto, questa è la prova inconfutabile che non c'è stato alcun reato.

Ora, cosa resta della storia di Robson come risultato di questa analisi?
Abbiamo scoperto che:

* l'abuso non è accaduto "la seconda notte" a Neverland,
* non è successo nel secondo fine settimana o,
* non è successo durante la settimana tra i due fine settimana perché Robson semplicemente non era lì,
* non è successo la notte dello shopping per i giocattoli
* e non è successo nel condominio di Michael perchè semplicemente non c'era il letto descritto nella sua denuncia.
E abbiamo anche scoperto che Wade Robson sta accompagnando la sua falsa storia con una buona dose di informazioni fraudolente destinate a rendere la sua storia più "realistica" e "credibile".

In breve ABBIAMO SCOPERTO ROBSON BUGIARDO e a lui chiediamo di essere abbastanza uomo per ammetterlo.
FINE

LINK TRADUZIONE - MJGW FORUM

ORIGINAL SOURCE:
THE MISSING BED in Wade Robson’s crime story

Prima Parte: IL LETTO MANCANTE nel racconto del crimine di Wade Robson..

27 Feb 2015 
 by Vindicatemj (Helena) 
 Stiamo confrontando la denuncia di Robson, contenente accuse fittizie contro Michael Jackson, con la sua testimonianza e e quelle della sorella e della madre al processo del 2005. 

Fino ad ora il processo ci ha aiutato a scoprire che tutto ciò che Robson ha detto sul suo cosiddetto abuso - e voglio dire, tutto quanto - è un falso. 
 In effetti, la storia di un inizio e di una continuazione dell’ "abuso" presumibilmente nel corso della sua prima visita negli Stati Uniti e a Neverland da MJ, si è rivelata essere una bugia stupida e vergognosa, dall' inizio alla fine. 
Menzogne di quel genere, si verificano di rado, ma le carte di Robson sono una rara eccezione alla regola - la storia che racconta è una bugia al 100%. A causa dell’ abbondanza di menzogne, ​il ripristino della verità è un processo lungo e ha già preso due post (vedi qui e qui per favore), e fino ad ora siamo solo al punto 13 del suo "Secondo Reclamo Modificato" depositato il 19 febbraio 2014. Quindi questo è il punto da cui iniziamo adesso. 
Dice:

"Il Lunedì seguente, il querelante, la madre e la sorella sono andati con il Deceduto nel suo appartamento nella zona Westwood di Los Angeles in Wilshire Blvd, dall'altra parte della strada di un Holiday Inn, mentre il padre ei nonni del querelante continuavano il loro viaggio per qualche giorno in più. Il querelante dormiva col Deceduto nel suo letto presso l'appartamento a Westwood; la madre e la sorella del querelante sono rimaste dall'altra parte della strada presso l'hotel Holiday Inn. L'abuso sessuale è avvenuto in ciascuna di quelle notti. Più tardi quella settimana, l'intera famiglia è tornata in Australia. "

Questo paragrafo è di enorme importanza - sarà strumentale per conoscere un sacco di molti altri dettagli associati a Michael Jackson e ci aiuterà a comprendere un quadro molto più grande nel suo complesso. Quindi questo post riguarderà non solo quei pochi giorni trascorsi dai Robsons a Los Angeles, ma si estenderà alla loro visita del maggio 1990, quando Wade Robson e sua madre tornarono a Los Angeles per prendere parte alla pubblicità di Michael per LA Gear e sono stati negli Stati Uniti , in base alla loro testimonianza, per 6 intere settimane.

Ma prima cerchiamo di chiarire cosa si intende per "il seguente Lunedi" nel paragrafo precedente.

LA TIMELINE SECONDO IL NOSTRO CALENDARIO 

Il 'seguente Lunedi " era il 12 Febbraio 1990 che era l'inizio dell’ultima settimana per la famiglia negli Stati Uniti.

Citando le carte di Robson, la loro visita negli Stati Uniti si è conclusa qualche tempo 'più tardi quella settimana' dopo 'pochi giorni' trascorsi fuori Neverland. Dopo il secondo fine settimana a Neverland la famiglia si divise e il padre ei nonni di Wade andarono a San Francisco, mentre Wade e sua madre Joy e la sorella Chantal tornarono a Los Angeles, questa volta con Michael Jackson. Dopo quei pochi giorni la famiglia si riunì e 'più tardi quella settimana' partì per l'Australia.

Il mio calendario del 1990 riporta i pochi giorni che la famiglia trascorse con Michael a Los Angeles come Lunedi-Mercoledì Feb.12-14. Giovedi, 15 Feb. era molto probabilmente il giorno in cui la famiglia si era riunita a Los Angeles (dovrebbero essersi trovati insieme e preparato i loro bagagli, no?) E Venerdì, 16 Feb. è contrassegnato come data probabile per il loro congedo alla volta dell’Australia.

Nel caso in cui avessero lasciato il paese il giorno dopo, il loro tempo a Los Angeles insieme a Michael potrebbe essersi prolungato di un giorno, ma questo è il massimo assoluto che possiamo concedere. E questa variante sembra essere ancora più improbabile perché la denuncia dichiara che sono partiti "nel corso della settimana" e non alla fine, quindi per quanto ne sappiamo la data di partenza potrebbe essere anche già avvenuta il Giovedi, 15 febbraio.
Così visto che il periodo in cui sono rimasti a Los Angeles può essere stato più o meno lungo, ho scelto la media di tre giorni trascorsi insieme a Michael come non la più lunga, ma nemmeno l'opzione più breve.

Ecco il calendario di gennaio-febbraio 1990 negli Stati Uniti:
Ora che avete un calendario di fronte a voi sarebbe bello rinfrescarci nella memoria la corretta cronologia di tutti gli eventi fra Gennaio-Febbraio 1990, nel modo in cui sono realmente accaduti e non fantasticati da Robson:
*Il momento del loro arrivo negli Stati Uniti potrebbe essere la vigilia del 26 gennaio che era l’Australia Day celebrato a Disneyland. In quel giorno Wade ha ballato con la Johnny Talent Time School e ha imitato "Smooth Criminal" di Michael Jackson. Le esibizioni furono di un solo giorno.
* Poi la famiglia ha cercato di contattare Michael per più di una settimana, visto che non avevano i suoi numeri o della sua Segreteria.
* Quando l'incontro fu infine organizzato, lo incontrarono nel suo studio di registrazione e furono invitati a trascorrere un weekend a Neverland. Questo fu il 03-04 febbraio 1990, secondo la presente denuncia di Robson.
* Poi c'è stata una pausa di una settimana, quando la famiglia ha lasciato Neverland. La separazione è stata confermata dalla madre di Wade durante la sua testimonianza nel 2005 così come dalla sua deposizione e testimonianza davanti al Grand Jury nel 1993 (molto probabilmente Wade disse lo stesso durante la sua deposizione nel 1993, davanti ai due Procuratori Distrettuali di Los Angeles e al suo avvocato).
* Il secondo fine settimana il 10-11 febbraio, 1990 la famiglia tornò a Neverland e trascorse due giorni lì.

Il seguente Lunedi (12 Feb.) Wade, sua madre Joy e sua sorella Chantal sono tornati a Los Angeles insieme a Michael mentre il padre ei nonni di Wade sono andati a San Francisco.
* Più tardi, nel corso della settimana si sono riuniti e sono partitii per l'Australia.
* Tutti quanti i Robsons sono stati negli Stati Uniti per circa tre settimane e mezzo.
* Così dal massimo di 24 giorni secondo questa stima, il tempo passato con Jackson è stato di sette giorni (contrassegnati in verde nel calendario), che è esattamente una "settimana", che Wade a sette anni ricordava a quel tempo.

Quattro su questi sette giorni sono già stati contati. Abbiamo stabilito che nessun abuso avrebbe potuto iniziare in quei giorni, anche in teoria. Ecco un riassunto veloce sul perché no:
a) La storia della "seconda notte" di Robson è falsa perché Chantal, dieci anni, aveva dormito in un letto con suo fratello minore quella notte, e la sua testimonianza al processo era l'esatto contrario di ciò che Robson sta dicendo ora.

b) La storia di Robson di un "abuso lungo una settimana dopo che la famiglia lo aveva lasciato " è un'altra bugia assurda visto che lui semplicemente non era lì a quel tempo. Tutta la famiglia aveva lasciato Neverland per una settimana e Joy Robson lo ha ampiamente testimoniato.

c) Ed entrambe le notti del secondo fine settimana Wade e sua sorella Chantal le avevano trascorse insieme nella stanza di Michael di nuovo, in modo che qualsiasi "continuazione di abuso" è ancora altamente improbabile, soprattutto perché in primo luogo non è mai iniziato e tutto ciò che Robson ha detto fino ad ora è stato confutato qui come bugia completa.

In questo modo si arriva agli ultimi tre giorni o giù di lì della loro prima visita negli Stati Uniti e questo post sarà un tentativo di ristabilire la verità dietro le bugie che Robson ci sta dicendo di quel periodo.

TOYS-R-US SHOP

Nel 2005 Tom Sneddon aveva fatto domande simili e ad un certo punto aveva sollevato con Joy Robson l'oggetto del negozio Toys-R-Us. Siamo estremamente interessati a questo argomento.

Tom Sneddon dice che la visita per lo shopping si è svolta nella notte. Questa era consuetudine di MJ perchè era la sua unica possibilità per evitare la folla. Questo rende la visita al negozio di giocattoli possibile solo quando la famiglia Robson si trovava insieme a Michael durante la notte, a prescindere di dove fosse.

Queste occasioni serali possono essere contate sulle dita di una sola mano. 
Comprendono: 
1) due notti del primo fine settimana a Neverland, 
2) due notti il ​​secondo fine settimana a Neverland  
3) circa due o tre notti trascorse con MJ a Los Angeles con Joy Robson e i suoi figli.

Al processo del 2005 Joy Robson aveva ricordato quella visita al Toys-R-Us. Lei non accompagnò i suoi figli lì e non ricordava esattamente quando la visita si era svolta, ma era sicura che non non era stata durante il primo fine settimana, probabilmente durante il secondo e tutto quello che riusciva a malapena a ricordare è che i bambini erano andati lì con MJ probabilmente dopo gli orari di apertura:

3 D. DAL SIG. SNEDDON: Durante il primo viaggio nel weekend a Neverland, lei è andata da Toys-R-Us?

5 R. No.

6 D. E’ stato il secondo fine settimana?

7 A. Non sono mai andata al Toys-R-Us.

8 D. I suoi figli sono andati al Toys-R-Us?

9 R. Sì.

10 D. In quale di quei fine settimana sono andati?

11 R. Non ricordo.

12 D. Ma si ricorda di un viaggio?

13 R. Sì.

14 D. E sono andati con il signor Jackson?

15 R. Sì.

16 D. E' stato dopo l'orario di chiusura ?

17 del negozio ?

18 R. Non ricordo.

19 D. Ed erano autorizzati a comprare qualcosa - o

20 avevano il permesso di prendere ciò che volevano e il signor Jackson

21 ha pagato per questo, giusto?

22 R. Credo di sì.

Cerchiamo di accorciare la puntata Toy-R-Us a quando e dove potrebbe essere accaduto davvero.

Joy Robson dice che la visita non è stata durante il primo fine settimana e questo è corretto. Il primo fine settimana era stato impegnativo. Il Sabato 3 febbraio 1990 Michael aveva accettato un premio dal Giappone via satellite e quindi ha trascorso solo una parte della giornata con i Robsons. A causa dell' enorme differenza di tempo (il Giappone è 17 ore avanti agli Stati Uniti), se la cerimonia si è svolta in Giappone di Domenica sera, ora locale, sarebbe caduta a mezzanotte negli Stati Uniti il ​​giorno precedente, e se la cerimonia si è svolta in Giappone Domenica mattina sarebbe caduta nel tardo pomeriggio di Sabato negli Stati Uniti.

Quest'ultima possibilità si adatta meglio con la testimonianza dei Robsons. Joy ha detto che erano arrivati ​​prima a Neverland e che aveva avuto anche il tempo di guardarsi intorno in casa prima dell'arrivo di Michael. Lui è arrivato in qualche momento nel pomeriggio, quindi il 3 febbraio in realtà, avevano avuto ben poco tempo per stare insieme, prima dell’arrivo della sera (quando i bambini hanno chiesto di stare fino a tarda notte nella stanza di Michael).

Domenica 4 febbraio è stata un'altra notte movimentata. ABC era in onda per un omaggio al 60° anno di Sammy Davis nel mondo dello spettacolo e Michael e la famiglia Robson sicuramente hanno guardato la cerimonia in televisione. Era stato un evento molto pubblicizzato - i proventi dello spettacolo, circa 250.000 $, erano per lo United Negro College Fund e Michael aveva cantato una canzone "You Were Here", come tributo a Sammy Davis che soffriva di cancro alla gola. Da allora lui non aveva potuto più pronunciare parola ed è effettivamente morto qualche mese dopo la messa in onda dello spettacolo. Lo spettacolo era stato girato nel mese di novembre dell'anno precedente, ma era stato trasmesso il 4 febbraio 1990 e dato che era un evento così emozionante e significativo (che poi ha vinto l'Emmy per Outstanding Musical Special) Michael sicuramente l’avrà visto in diretta in TV – molto probabilmente insieme con la famiglia Robson.

Quindi il viaggio al negozio Toys-R-Us di certo non ha avuto luogo durante il primo fine settimana a Neverland.
È possibile vedere il tributo di Michael per Sammy Davis Jr. qui:

Ora, la visita al Toy-R-Us potrebbe essersi svolta durante il secondo fine settimana a Neverland?
Sembra di no.
fine prima parte....

LINK ARTICOLO TRADOTTO

ORIGINAL SOURCE
THE MISSING BED in Wade Robson’s crime story