Visualizzazione post con etichetta Michael.13 Giugno 2005 INNOCENTE!. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Michael.13 Giugno 2005 INNOCENTE!. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2019

Michael Jackson: i dubbi sul documentario "Leaving Neverland"

Chi è l'accusatore Wade Robson
Il ballerino e coregrafo Wade Robson, che in passato ha lavorato con Britney Spears ed è apparso nelle serie "So You Think You Can Dance" su Fox, fu chiamato a testimoniare nel 2005 nel processo Arvizo, negando allora con decisione che Jackson lo avesse mai infastidito e affermando sotto giuramento che
"mai niente di inappropriato era accaduto con il Signor Jackson".
Thomas Mesereau, il brillante legale che difese Michael Jackson, scelse come primo testimone per la difesa di Jackson lo stesso Wade Robson, che ora sostiene di essere stato molestato da MJ quando era bambino.

Nel 2005, Robson - come affermato da Mesereau - era «irremovibile» sul fatto che Jackson non gli avesse mai fatto nulla di male.

Anche la madre e la sorella di Robson affermarono le stesse cose.
I Robson volarono dall'Australia per il processo. Rimasero a Neverland, e Mesereau li interrogò ripetutamente.

Mesereau, dopo la prima di Leaving Neverland, ha dichiarato:
«Trovai Wade eloquente e simpatico. Difese strenuamente Michael. Sua madre e sua sorella lo sostennero con le loro dichiarazioni. Sul banco dei testimoni, Wade fu sottoposto a un pubblico ministero accanito. Sono scioccato dal fatto che abbia assunto una posizione così diversa rispetto a ciò che mi disse e che testimoniò in tribunale».
Quando il cantante morì, il 25 giugno 2009, Robson scrisse sui social: "Michael Jackson ha cambiato il mondo e, più personalmente, la mia vita per sempre. Lui è il motivo per cui ballo, il motivo per cui faccio musica e uno dei principali motivi per cui credo nella pura bontà del genere umano.
E’ stato un mio caro amico per 20 anni. La sua musica, il suo movimento, le sue personali parole di incoraggiamento e di ispirazione e il suo amore incondizionato vivranno per sempre dentro di me. Lui mi mancherà immensamente, ma so che ora è in pace e incanta il cielo con una melodia e un Moonwalk".

L'Estate di Michael Jackson si fidò di lui e lo coinvolse nel 2012 nella lavorazione dello show del Cirque du soleil dedicato a Michael , il fortunato "Immortal", ma in seguito lo licenziò, insoddisfatta del suo lavoro.

Nel 2013 Robson, quattro anni dopo la morte del Re del Pop, affermò ex abrupto di essere stato molestato quando era bambino da Michael Jackson e intentò due cause milionarie per risarcimento dei danni morali contro l'Estate del cantante per i presunti abusi.

Nel 2017 due diversi collegi giudicanti rigettarono le accuse intentate per mancanza di prove.

Secondo il giudice della Corte Superiore di Los Angeles Mitchell Beckloff, oltre all'insussistenza del fatto, il motivo alla base del rigetto delle accuse da parte del giudice è che Robson abbia atteso troppi anni per sporgere denuncia contro Jackson, addirittura il maggio del 2013, quasi 4 anni dopo la sua morte.

Davvero singolare che, con questi precedenti ben noti alla stampa, il Sundance film festival, diretto dall'esperto Robert Redford, abbia accettato di proiettare un documentario che appare assai poco credibile, anche nella durata monstre di quasi quattro ore, in una ricerca fin troppo evidente della morbosità a tutti i costi.


La verità sul rapporto di Jackson con i bambini
Ma facciamo un salto indietro nel tempo al 1993, per capire meglio come sia nata la leggenda metropolitana della supposta pedofilia dell’artista, una brutta storia che si è autoalimentata nel tempo di veleni, sospetti e falsità, fino a distruggere di fatto la sua reputazione e, di conseguenza, la sua carriera.

Jackson fu accusato per la prima volta nel 1993, all’apice del successo, da Evan Chandler, padre di un tredicenne, Jordan Chandler.

L’amicizia tra suo figlio e il cantante fu inizialmente ben accolta da Evan Chandler, più interessato a una carriera di sceneggiatore a Hollywood che a quella di dentista.

L’uomo cercò di sfruttare l’amicizia del figlio con il Re del Pop per ottenere finanziamenti per la realizzazione di quattro film, di cui aveva già scritto le sceneggiature, ma il cantante, su suggerimento dei suoi consiglieri, non cedette mai alle continue richieste di denaro.

La prospettiva di veder sfumati i suoi sogni di gloria, unita alla gelosia per il rapporto sempre più solido tra Jordan e Michael, che l'aveva sostituito come figura paterna, convinse il dentista a mettere in piedi un piano ben congegnato per ottenere denaro dalla popstar, con l’accusa più infamante per un benefattore di bambini: quella di aver abusato sessualmente di suo figlio.

Chandler senior chiamò un avvocato senza scrupoli, Barry Rothman, per intentare una causa per la custodia del figlio e, successivamente, per intavolare una lunga trattativa con i legali del cantante, avanzando una richiesta di venti milioni di dollari per risolvere la vicenda senza intentare una causa civile.

Nel libro 'Redemption', Geraldine Huges, allora segretaria legale dell'avvocato Rothman, parlò senza mezzi termini di estorsione. "La mia posizione è che Michael Jackson sia innocente per quanto riguarda le accuse di molestie sessuali e mi baso su fatti che avvalorerò nel corso del libro", ha scritto la donna nell'introduzione del libro. "Ho visto comportamenti, ascoltato dichiarazioni e letto documenti che erano più rivolti a pianificare un elaborato piano di estorsione che a perseguire la giustizia".

La vicenda si risolse con un accordo extragiudiziario con la famiglia, di cui in seguito lo stesso Jackson si sarebbe pentito, versando un assegno da 22 milioni di dollari per chiudere in fretta la questione su pressione della sua casa discografica, che non voleva ripercussioni sul tour in corso di Jackson.

Il cantante spiegò così la sua decisione:
"Ho chiesto ai miei avvocati se potevano garantirmi che sarebbe stata fatta giustizia. Mi hanno risposto che non c'è garanzia per ciò che un giudice o una giuria possono decidere. Perciò ho deciso che dovevamo fare qualcosa per mettere fine all'incubo. Io e i miei legali ci siamo riuniti e abbiamo preso la decisione unanime di chiudere il caso".
L’avvocato dell'artista, Tom Meserau, ha confidato: “E’ vero che per lui erano spiccioli, ma fu un errore gravissimo, creò un precedente e qualcuno deve aver pensato, perché lavorare se si possono estorcere quattrini a Jackson? Michael fu consigliato male dal suo staff, la cui unica preoccupazione era quella di perdere somme di denaro, magari essere costretti ad annullare gli spettacoli per via del processo”.


Il processo Garvin Arvizo
Ancora più infamanti le accuse rivolte anni dopo da Gavin Arvizo, un tredicenne che Jackson aveva aiutato a guarire dal cancro. Arvizo accusò il Re del Pop di abusi sessuali sull'onda dell’eco mediatica creata dallo speciale televisivo Living with Michael Jackson del giornalista britannico Martin Bashir, andato in onda il 3 febbraio.

Un perfetto esempio di cattivo giornalismo, nel quale, con un sapiente taglia e cuci di immagini e di spezzoni di interviste, fu messo in cattiva luce l’ex bambino prodigio dei Jackson Five.

Il processo iniziò il 31 gennaio 2005 e terminò il 13 giugno dello stesso anno, quando la giuria emise un verdetto unanime di "non colpevolezza" per tutti i quattordici capi d'accusa. La notizia dell’assoluzione di Jackson fu data dai media in modo fugace, per loro è sempre stato colpevole e, a quanto dimostrano gli ultimi accadimenti, lo è tuttora.</b>

Michael Jackson, che ha espresso tutta la sua rabbia nei confronti delle fantasiose ricostruzioni giornalistiche sulla sua vita privata nella corrosiva Tabloid Junkie, ha dichiarato: “La tecnica che usano i giornali è molto semplice: se continui a raccontare una bugia assurda, il lettore, a un certo punto, comincerà a pensare che sia vera”.

La giornalista Aphrodite Jones seguì il processo per conto della Fox. Riteneva anche lei colpevole il Re del Pop, ma in seguito cambiò idea e scrisse nel 2007 un libro, dall'inequivocabile titolo 'Il complotto'. “Quando in quell’aula – rivela la giornalista – il giudice pronunciò per 14 volte non colpevole, guardai Jackson in faccia e mi resi conto che la sua espressione era quella di un uomo grato, soddisfatto che giustizia fosse stata fatta, perché non era colpevole. Lì cambiai idea”.

Il cantante, pur sollevato da quelle terribili accuse, ne uscì distrutto dal punto di vista psicologico e artistico. Il suo fisico non ha retto a una dose eccessiva di Propofol, la sostanza che, incautamente somministrata dal suo medico curante Conrad Murray (condannato per omicidio colposo), l’ha ucciso il 25 giugno del 2009.


L'eredità artistica del Re del Pop
Oggi, a quasi 10 anni di distanza dal tragico evento, non c’è praticamente artista r&b contemporaneo, da Pharrell Williams a Robin Thicke, da Bruno Mars a Justin Timberlake, che non si ispiri apertamente al pop visionario e senza confini di Michael Jackson.

Il suoi passi vengono insegnati nelle scuole di danza moderna, i suoi album, sia di repertorio che postumi, vendono ancora migliaia di copie e ogni anno il numero dei suoi fan cresce in modo esponenziale.

Tutti sanno che appartiene a lui l’album più venduto della storia, il capolavoro 'Thriller', con cento milioni di copie (anche se alcuni sostengono che siano in realtà 66 milioni, comunque il primato non cambia), un numero che continua a crescere di anno in anno.

Un record meno conosciuto, ma ancora più importante, è quello certificato dal Guinnes dei primati di maggior filantropo nello show business, con quasi quattrocento milioni di dollari donati in opere di beneficenza e di filantropia, in particolare ospedali e orfanotrofi.


Ci auguriamo che il prossimo 25 giugno, decimo anniversario della morte del cantante, sia un giorno in cui sarà celebrata in tutto il mondo la genialità artistica di Jackson, senza sterili polemiche su accuse che sono già state ampiamente smentite nel corso di un processo.



mercoledì 9 dicembre 2015

La Verità sul processo Jackson: QUELLO CHE I MEDIA NON HANNO MAI DETTO


Il mistero della morte di Michael Jackson: a caccia della verità

luglio 11, 2012
La morte di Michael Jackson e il processo: ecco cosa ne pensa una nostra lettrice che ha deciso di andare a caccia della verità.

LA VERITA’ SUL PROCESSO JACKSON: QUELLO CHE I MEDIA NON HANNO MAI DETTO
Oggi daremo la parola a una nostra lettrice che ha deciso di scrivere un articolo sulla morte di Michael Jackson e sul processo che c’è stato in seguito. Come sempre diamo spazio a chiunque voglia dire la sua nel nostro blog, senza nessun tipo di censura. Vi lasciamo alla lettura di questo interessantissimo articolo scritto dalla nostra amica Laura.



Michael Jackson fu accusato prima dai Chandler, nel 1993, e poi dagli Arvizo, nel 2005, di molestie e per questo fu processato. 
Ma in pochi sanno la verità riguardo a tali accuse e a ciò che successe veramente durante il processo Jackson nel 2005, poichè i media in quell’occasione manipolarono e strumentalizzarono le notizie a tal punto che neanche la piena assoluzione del cantante, in quanto i fatti non sussistevano, convinse tutti riguardo la sua innocenza.

Ancora oggi si hanno dei dubbi sull'innocenza della star, mentre nessun dubbio si muove verso gli accusatori. Con questo articolo, perciò, si vuole fare luce sulla vera personalità di questi ultimi, riferendo in maniera sintetica ma esauriente le trascrizioni del suddetto procedimento penale, tratte dall'unico libro che le riporta, “Michael Jackson – Il complotto” della reporter investigativa A.Jones.

A seguito delle accuse degli Arvizo, ebbe luogo il procedimento penale con i seguenti capi d’accusa: associazione a delinquere finalizzata a sequestro di minore; atto osceno su minore; istigazione di minore a commettere atti osceni sull’imputato; somministrazione di alcolici per commettere atti osceni su minore.

Durante il processo si parlò anche del caso Chandler del 1993, ma con testimonianze e documenti la difesa dimostrò il tentativo d’estorsione ai danni dell’artista, in quell'occasione.
Anche in quell'occasione i media non si smentirono e presentarono all’opinione pubblica informazioni distorte, tralasciando elementi che palesavano la natura estorsiva di quel primo procedimento, non PENALE ma CIVILE, formalizzato dal padre di Jordan, Evan Chandler, un dentista di Beverly Hills radiato dall'albo, esclusivamente per chiedere a Michael Jackson un risarcimento danni in denaro.
Fu riportato che Michael Jackson era stato disposto a pagare una cifra esorbitante per far ritirare la accuse, invece al processo fu dimostrato che Michael Jackson si era opposto alla transizione, portata a termine dalla sua compagnia di assicurazione su richiesta dei suoi manager, preoccupati per le enormi perdite finanziarie che un processo in quel momento avrebbe potuto determinare,con un tour in atto.
L'’artista volle che fosse trascritta la sua totale estraneità ai fatti come possiamo vedere nel documento che l’'avvocato Mesereau depositò in tribunale.
La cifra versata alla famiglia Chandler era comunque inferiore alle eventuali perdite. 

Di rilevante importanza risulta anche la registrazione telefonica fra Evan Chandler ed il patrigno di Jordan, David Schwartz. Il primo dice che non gli interessano le ripercussioni su suo figlio sono irrilevanti ma soltanto che Michael Jackson gli finanzi il progetto cinematografico al quale stava lavorando altrimenti lo avrebbe distrutto professionalmente.

Interessante è l'’intervista a Mary A. Fischer, una giornalista che nel 2003 svolse alcune indagini per la rivista GQ sulle accuse di molestie a carico di Michael Jackson nel 1993, scoprendo con documenti la sua innocenza. Venne intervistata anche da Greta Van Susteren, di Fox news, in merito alle accuse degli Arvizo evidenziando dei collegamenti fra i due casi: si trattava ancora una volta di estorsione..

Tra l'’altro c’è da sottolineare il comportamento alquanto violento di Evan Chandler che ha tentato di uccidere Jordan, qualche anno fa, con un bilanciere da palestra e una mazza.


Testimoni dell’accusa

L’avvocato di cui si parla nel video è Larry Feldman, di cui parleremo in seguito. Riguardo ai Chandler, al posto di Jordan, il ragazzino che sarebbe stato molestato, intervenne come testimone la madre, June, dato che lui si rese irreperibile. La donna dichiarò di non parlare con suo figlio da più di undici anni e diede conferma del fatto che la sua famiglia si era rivolta a Feldman per la causa civile contro la pop star.
Non era stata lei ad intentare la causa che venne mossa contro MJ proprio quando il marito aveva milioni di dollari di debiti.
La donna durante il processo voleva apparire sicura di sé ,ma quando le domande della difesa si fecero più particolareggiate, perse il suo stato di sicurezza, apparendo agli occhi della giuria come una profittatrice.
Sembrava che avesse una memoria “selettiva”: si ricordava dei regali e dei viaggi pagati dal cantante, ma non del fatto che MJ fece causa ai Chandler per estorsione.
Mesereau affermò che i Chandler conobbero varie star e figure potenti di tutto il mondo grazie a MJ.” La Chandler diede l’impressione che la sua famiglia, avendo assaggiato la bella vita, non aveva voglia di rinunciarvi” (A.Jones.).
Mesereau: ” Lei non disse al procuratore distrettuale di Los Angeles che il suo ex – marito Evan, il padre di Jordie, le aveva detto che il rapporto con Michael per Jordie era una fantastica occasione di non doversi preoccupare per il resto della sua vita?” – Sì- ammise la donna.

L’avvocato Feldman è il punto in comune tra i due casi, quello del 1993 e quello del 2005. In aula disse che non si ricordava esattamente la data dell’accordo economico del 1993. In riferimento al caso Arvizo, disse che era stato contattato da un altro avvocato, un certo Dickerman, che gli voleva far conoscere un’altra famiglia: gli Arvizo, appunto. Questa voleva muovere causa contro il giornalista Martin Bashir e la compagnia inglese per cui lavorava perchè avevano filmato Gavin, (che poi divenne l’accusatore di MJ) senza autorizzazione.

Feldman testimoniò che, ascoltati gli Arvizo, prese la decisione di farli parlare con uno psicologo , il Dott. Katz, per avere un parere. Dopo varie conversazioni con il dottore, decise di chiamare il Dipartimento di Assistenza Sociale della contea, avvertendoli che avrebbero potuto trovarsi tra la mani un caso di spicco. In pratica gli Arvizo si rivolsero a Feldman per far causa a Bashir e poi denunciarono MJ, dopo aver parlato con l’avvocato e lo psicologo.
Il dipartimento gli comunicò di rivolgersi direttamente alla polizia, e così Feldman chiamò il procuratore distrettuale Sneddon, quello che aveva già indagato Jackson nel 1993; ammise di aver fatto “qualche lavoro” per gli Arvizo. 
Nel 2004 quando MJ fu arrestato, gli Arvizo vollero intentare causa anche contro il Dipartimento perchè fece il loro nome con la stampa. Mesereau nel controinterrogatorio chiese a Feldman di confermare che in sede di processo civile, nel caso Chandler, ci fu una controdenucia di MJ per estorsione, ma lui non si ricordava.
Mesereau l’accusò di aver fatto accordi con Dickerman con l’intento di ottenere entrambe, dal caso Arvizo, un ritorno economico di rilievo. Feldman non lo ammise, ma dichiarò che Dickerman voleva del denaro. 
Mesereau quindi presentò fax e lettere che i due uffici legali si erano scambiati con quell’intento. Allora Feldman fu costretto ad ammettere di essersi messo d’accordo per pagare Bill Dickerman se avesse accettato il caso mentre, secondo gli accordi, lui sarebbe stato l’avvocato principale.
Mesereau riuscì a dimostrare che la famiglia Arvizo, insieme a Dickerman e Feldman, avrebbe guadagnato moltissimi soldi dal processo Jackson qualora quest’ultimo fosse stato riconosciuto colpevole per molestie sessuali. In caso di una condanna per reato grave di molestie, gli Arvizo avrebbero potuto usare qualsiasi elemento del processo penale in una causa civile parallela per ottenere milioni di dollari di danni.

Inoltre dai documenti presentati in aula emerse che nel 1993 il nuovo marito di June Chandler, la madre di Jordie, aveva deciso di intentare una causa civile personale contro MJ per cercare di ottenere un risarcimento danni.

Nel processo scaturì che Felmand rappresentava anche i genitori di Janet Arvizo (madre di Gavin) per impedire alla difesa di controllare se Janet avesse depositato soldi sul conto dei suoi genitori. Mesereau a tal proposito presentò dei documenti e Feldman fu costretto ad ammettere che aveva cercato di intralciare l’avvocato difensore per controllare Janet.
Aveva parlato al telefono varie volte col procuratore Sneddon e gli fu chiesto se avesse parlato anche con il famoso presentatore Larry King in presenza di Janet Arvizo, ma negò.
Larry King, durante la sua testimonianza, invece, sostenne il contrario. Il presentatore disse che inizialmente Fedlman parlava della signora Arvizo come “una pazza in cerca di soldi” e disse che l’avvocato voleva essere ospite del suo show durante il processo Jackson. 
Concordarono una data, ma non si sentirono più. In seguito l’avvocato disse che quel giorno ebbe un contrattempo e poco dopo il presentatore scoprì che Feldman aveva deciso di rappresentare Janet Arvizo.
Nonostante Feldman dichiarò il falso sotto giuramento, relativamente al fatto di non aver parlato con Janet , il giudice non ritenne incriminante la sua testimonianza: ciò avrebbe potuto distruggere la teoria del procuratore distrettuale circa il non coinvolgimento del sospettabile avvocato.
Alla giuria non fu permesso di ascoltare interamente la testimonianza di King: “Ai media il fatto che Larry King avesse delle informazioni legittime, ma gli fosse impedito di testimoniare, non sembrava tanto importante.
Se il giudice stava agendo in favore dell’accusa nessuna tv ne parlò.” (A.Jones)

Le accuse cominciarono a prendere forma quando la famiglia Arvizo non riuscì a ottenere soldi per il documentario di Bashir o per il video di confutazione realizzato per elogiare Jackson”. Secondo gli accusatori , Michael Jackson iniziò a “molestare” Gavin Arvizo immediatamente dopo il documentario di Bashir e non durante il soggiorno di quest’ultimo a Neverland.

La prima rappresentante della famiglia Arvizo che fu chiamata a testimoniare fu Davellin, sorella di Gavin. Dichiarò che lei e i suoi fratelli facevano parte di un laboratorio teatrale ideato da Jamie Masada, per ragazzini di zone emarginate. Disse che a Gavin fu diagnosticato un cancro misterioso e letale all’età di dieci anni; così consegnò a Masada una lista di ultimi desideri, tra cui quello di incontrare Michael Jackson.
Gli Arvizo divennero amici sia dell’attore Chris Trucker che di Michael Jackson, i quali aiutarono Gavin durante i suoi attacchi di nausea e stati d’incoscienza causati della chemioterapia. 
Molte celebrità gli facevano visita a casa dei nonni dove si era stabilito, promuovendo raccolte fondi per acquistare macchinari per la sua malattia.
Michael chiamava Gavin regolarmente, sia quando era in ospedale sia quando era a casa dei nonni, per dargli una speranza e gli suggerì di visualizzare sè stesso mentre usava la cellule sane per mangiare quelle cancerose “come se fosse Packman” e lo invitò ad andare a Neverland.
Un giorno Michael mise una limousine a loro disposizione per accompagnare gli Arvizo al ranch; ad ognuno fu assegnata una casa degli ospiti e a Janet quella utilizzata da Liz Taylor quando si recava lì. 
Durante la prima cena a casa di Michael, Gavin chiese se poteva dormire in camera di Michael e i genitori acconsentirono.
In quell’anno i coniugi Arvizo si separarono e da quel momento Michael aiutò Janet e i suoi figli ancora di più. Ma la testimone dichiarò che nel febbraio e marzo 2004 lei e la sua famiglia furono portati a Miami da Michael e dichiarò che lei e i suoi familiari si sentirono come prigionieri nella camera dell’hotel.
Durante il viaggio di ritorno sostenne che vide Michael e Gavin passarsi una lattina di Diet Coke e fece intendere che, secondo il suo parere, avrebbe potuto contenere anche del vino. Inoltre disse che iniziò a bere alcolici dopo questo viaggio e che era stato MJ a farle venire quel vizio.
Dichiarò che Michael faceva a Gavin dei regali costosi e , una volta giunti a Neverland, si sentirono controllati dai soci del cantante e che erano spaventati dalla situazione.

Successivamente la difesa presentò in aula un video-intervista della famiglia Arvizo con Brad Miller, investigatore privato, risalente al 16 febbraio 2003. In questa intervista gli Arvizo elogiavano Michael dicendo che era stato come un padre per loro e che li aveva presi a cuore. “Dal nastro si capiva chiaramente che la famiglia Arvizo , Janet e i suoi figli,avevano partecipato all’intervista volontariamente. Avevano dato il loro assenso per la registrazione e parlavano in modo allegro e ottimistico” (A.Jones) .
Janet fece un resoconto del male che il cancro aveva procurato al figlio, elencando tutti gli organi che aveva perso in seguito alla malattia.
Dichiarò che l’ex marito era stato accusato di maltrattamento di minori e minacce terroristiche e che picchiava Gavin anche durante le cure per il cancro. Parlò di Michael come una persona “gentile, pacata ed affettuosa”.
Disse che la relazione tra Michael e i suoi figli era semplice e che la star era come un padre per i suoi figli. Dichiarò che il cantante le disse: ”Forse non siete importanti per molti, ma siete importanti per me”.
Gavin raccontò che l’artista gli era stato sempre vicino, che poteva chiamarlo in qualsiasi momento, e che lo faceva sorridere sempre. Lo chiamava anche quando era in giro per il mondo: non voleva che lui si abbattesse per la malattia.

Dichiararono sotto giuramento, la sera stessa della registrazione, di aver detto il vero sotto giuramento, poi però, in tribunale se ne” dimenticarono”.
Star Arvizo, fratello di Gavin, fu il secondo membro della famiglia a testimoniare. Durante l’interrogatorio si parlò di un presunto caso di molestie di cui fu vittima la madre, Janet, nel parcheggio della J.C.Corporation, nel 1998. 
Da tener presente il fatto che verso questa società gli Arvizo avevano intentato una causa civile per risarcimento. Star ammise di aver mentito sotto giuramento, quando dichiarò di aver visto la madre subire delle molestie da parte delle guardie della J.C.Corporation.
Tutto scaturì, in realtà, da una scorrettezza commessa da Gavin, che aveva rubato un indumento dal negozio e conseguentemente al furto, la sorveglianza fu costretta a seguire gli Arvizo nel parcheggio. Tra l'’altro dai registri della polizia non risultava nulla riguardo alla presunta aggressione.
Durante l’interrogatorio del procuratore Sneddon, Star aveva dichiarato di aver visto Michael molestare suo fratello in due occasioni: il cantante avrebbe mostrato a lui e al fratello delle riviste porno, avrebbe dato loro del vino e avrebbe simulato un atto sessuale con un manichino in loro presenza.
Precedentemente dichiarò che MJ aveva masturbato Gavin, entrando nei dettagli della situazione. Durante il controinterrogatorio della difesa, Star ammise di non aver detto niente di tutto questo alla polizia, fino a quando lui e la sua famiglia avevano contattato l’avvocato Feldman e disse che quest’ultimo gli suggerì di rivolgersi a Katz.
Mesereau riuscì a dimostrare che gli Arvizo decisero di andare alla polizia per denunciare MJ solo dopo che ebbero parlato con Feldman e Katz, lo stesso “team” utilizzato da Jordan Candler e dalla sua famiglia nel 1993.
Star durante la testimonianza si contraddisse più volte: Sembrava che stesse inventando le cose lì per lì” ( A.Jones).
In seguito negò che il cantante avesse masturbato il fratello. Mesereau estrasse la testimonianza di Katz, il quale aveva dichiarato ciò che Star gli aveva riferito e le versioni non combaciavano.
Star dichiarò di aver imparato i codici di accesso a ogni stanza a Neverland, persino quelli della camera di Michael. Ammise che quando la pop star non era in casa, lui e il fratello furono sorpresi a dormire nelle sua stanza e a bere alcolici di nascosto nella cantina. “ Ascoltando la testimonianza di Star, i giurati si stavano insospettendo” (A.J.)

Mesereau mostrò a Star una valigetta piena di riviste pornografiche, chiedendogli se riconoscesse quelle che la pop star avrebbe mostrato loro. Lui confermò, ma Mesereau gli fece notare che erano datate agosto 2003: era passati svariati mesi dalla loro partenza da Neverland.. Il ragazzo aveva nuovamente mentito sotto giuramento.
Star ammise di aver sfregiato la copertina in pelle dell’agenda degli ospiti di Neverland, un oggetto- ricordo personale di Michael, pieno di ringraziamenti da parte di celebrità e la giuria trovò sconvolgente questo comportamento.
Mesereau mostrò al ragazzo anche dei biglietti scritti al cantante da parte degli Arvizo: 
" Grazie per essere la nostra famiglia”, “Ti vogliamo bene incondizionatamente”, “…avremo sempre cura di te in ogni pezzetto del nostro cuore perché tu ci guarisci in un modo molto speciale”. 

Star considerava Michael come un padre, lo si vedeva nei video di confutazione: uno era del 16 febbraio 2003, come detto, l’altro del 20 febbraio dello stesso anno.
“Tutti gli Arvizo si dicevano grati a Jackson per essersi interessati a loro e affermavano che la superstar li aveva aiutati quando nessun altro lo aveva fatto.” (A.J)

Durante il video di confutazione del febbraio 2003 mostrato in aula, gli Arvizo parlarono di quando sentirono Michael e di quando andarono a Neverland per la prima volta, definendo il ranch il posto più bello che avessero mai visto con una calorosa accoglienza da parte di Michael.
Gavin espresse subito il desiderio di stare nella residenza principale con il cantante, il quale disse: “ Se va bene per i tuoi genitori, va bene anche per me.” Gavin precisò che Michael, nella stanza, tirò fuori tante coperte da mettere per terra e utilizzarle per dormire sul pavimento. Il bambino invece avrebbe dormito nel suo letto. Gavin definì Michael umile, buono, allegro.

Nel video Janet disse che ”Dio opera attraverso la gente e Dio ha scelto di lavorare attraverso Michael per riportare la vita a Gavin, agli altri due miei figli e a me”; evidenziò che Michael si comportò come un padre per i suoi figli e permetteva loro di chiamarlo papà: ”Li indirizza, ha un meraviglioso senso dell’umorismo. Li aiuta a credere che i sogni diventano realtà se si ha un cuore puro”. Star disse che era più paterno del padre biologico. Michael passava il suo tempo libero con loro e a Neverland potevano andare al cinema, sulle giostre e fare tutto quello che volevano.
“Le parole esatte che gli Arvizo utilizzarono per definire Michael furono: onesto, degno di fiducia, umile, affettuoso, apprensivo, divertente, altruista e premuroso.”(A.J.)

Erano arrabbiati e offesi per le insinuazioni di Bashir
”A chi profana l’affetto che Michael esprime ai miei bambini, mettendo tutto in subbuglio e distorcendo la situazione, posso solo dire di guardarsi nel cuore e tirare fuori un sentimento innocente, come quello tra Michael e Gavin” disse Janet; “ Loro non capiscono Michael” affermò Gavin. 
Inoltre Janet dichiarò che i suoi figli volevano fare del cinema. Gli Arvizo avevano dato un’opinione opposta su MJ rispetto a quella che volevano dare alla giuria.


Il 10 marzo 2005 Gavin fu chiamato a testimoniare.

All’inizio la sua testimonianza sembrò credibile, ma più avanti molte delle sue dichiarazioni apparvero prestabilite, forse da sua madre, tanto che alcuni suoi ricordi degli eventi vennero poi contraddetti da altri testimoni.” (A.J)
Negò tutto ciò che aveva precedentemente detto su MJ e disse che le molestie si erano verificate dopo il viaggio a Miami, subito dopo la messa in onda del documentario di Bashir.
Alla giuria apparve strano che MJ avesse scelto proprio quel periodo per mettere in atto le molestie, quando il suo team stava cercando di riabilitare la sua immagine, la polizia stava nuovamente indagando su di lui e aveva gli occhi del mondo puntati addosso. 
Inoltre i racconti di Gavin non combaciavano affatto con quelli del fratello; per di più Gavin dichiarò che le molestie erano avvenute sotto le coperte, invece Star disse che aveva visto l’atto stesso guardando dalla scalinata della stanza di Michael.

Durante il controinterrogatorio, Mesereau fece emergere la vera personalità di Gavin che apparve come un ragazzo irritabile e polemico. 
L’avvocato difensore ricordò le volte in cui gli Arvizo avevano mentito in passato dimostrando che durante il periodo in cui avevano dichiarato di sentirsi prigionieri a Neverland, in realtà avevano lasciato il ranch per poi ritornarvi altre volte.
Si facevano accompagnare ovunque per fare acquisti a spese della pop star: cure per la salute di Gavin, cure di bellezza per la
Sig.ra Arvizo, regali vari.
L’avvocato difensore mostrò in aula tutta la documentazione relativa alle transizioni finanziarie suddette a nome della Nerverland Valley Entertaiment.
Mesereau parlò ancora del caso J.C.Penny Corporation facendo notare che sui moduli della polizia c’era scritto che Janet non aveva lividi nonostante dichiarò di essere stata aggredita e picchiata; usò i figli per dare consistenza alla causa civile, i quali giurarono di aver visto la madre che veniva assalita nel parcheggio.

Mesereau chiese a Gavin con quali avvocati avesse avuto a che fare in precedenza e lui ricordò quelli del caso J.C.Penny.
Il legale difensore gli chiese se avesse mai mentito in passato, facendogli notare che aveva dichiarato sotto giuramento che la madre era stata brutalmente picchiata quando in realtà non era vero. Lui negò. Inoltre Gavin disse che quando andò in onda il documentario di Bashir, fu chiamato dal preside della sua scuola, il quale gli fece delle domande riguardanti le accuse su MJ.
Dal banco dei testimoni, Gavin guardò per terra e ammise di aver detto al preside della sua scuola media che tra lui e Michael non era accaduto nulla a sfondo sessuale.(A.J.)
Mesereau sottolineò i pesanti problemi disciplinari che Gavin aveva a scuola e fece notare che un’insegnate si accorse che il ragazzo aveva del talento per la recitazione.
Poi Gavin negò di aver scritto biglietti e lettere in cui chiamava Michael ; elogiandolo, ma l’avvocato difensore glieli mostrò.
Lei lo ha descritto come la persona più gentile ed affettuosa del mondo, giusto? chiese di confermare Mesereau. Sì, ammise Gavin.
Lei disse:"Ti voglio bene papà Michael? Sì."Caro Michael: grazie per avermi dato il coraggio di togliere il cappello di fronte alla gente. Ti voglio bene. Con affetto. Gavin.”

Tom Mesereau dimostrò le incongruenze su due questioni: gli alcolici che Jackson avrebbe dato al ragazzo e le date in cui ci sarebbero state le presunte molestie. Rivelatore fu anche il momento in cui Gavin ammise di aver raccontato agli investigatori di Santa Barbara che fu sua nonna a dirgli che gli uomini si masturbano per non stuprare le donne.. e non MJ.
Dalle dichiarazioni di Gavin emerse che con lui e i fratelli c’era quasi sempre l’amico di Michael, Frank Cascio e quindi non rimanevano da soli con MJ.
Michael pagava loro sempre tutto: Gavin una volta fu accompagnato in Rolls Royce al paese vicino perchè il suo apparecchio dei denti si era rotto e Michael lo pagò. 
Inoltre la famiglia doveva andare in Brasile, ma quando seppero che Michael non poteva accompagnarli, annullarono il viaggio e Janet ritornò a Neverland, dove diceva di sentirsi ";minacciata". 
Le prove dimostrarono che al ranch vivevano nel lusso e venivano viziati. Tra l'altro i ragazzi avevano pieno controllo della proprietà e davano ordini allo staff.
Gavin venne a conoscenza che Michael era affetto da vitiligine (attestata ora anche dal referto autoptico). Egli affermò di non aver mai visto parti del corpo di Michael, mentre in precedenza disse di aver visto il cantante nudo. 
Egli seppe della malattia di Michael perché quest’ultimo gli disse che il colore della sua pelle si stava modificando a causa della dermopatia e che era costretto ad usare dei cosmetici per coprire le macchie.

Altra testimone dell’accusa:
Kiki Fournier, una ex governante del ranch; parlò del comportamento degli Arvizo al ranch. La testimonianza della donna sottolineò anche l'infinita generosità di MJ nel trattare i suoi ospiti, tra cui molti bambini malati e svantaggiati, Arvizo compresi. Disse anche che Star in una occasione le aveva puntato un coltello alla gola.
Testimoniò il loro comportamento oltraggioso e per niente corretto tanto che si trovò costretta a fare un rapporto verbale al direttore della casa. Resta comunque il fatto che a Michael nulla veniva riferito circa gli Arvizo o altre persone. Quando succedeva qualcosa si rivolgevano tutti al direttore del Ranch.
Riguardo alle accuse secondo le quali gli Arvizo erano tenuti prigionieri nella proprietà, Kiki Fourmier testimoniò che Neverland non aveva alcuna recinzione. La governante rise all'idea di un complotto, dicendo alla giuria che chiunque poteva uscire da Neverland in qualsiasi momento. Secondo lei l’idea che gli Arvizo si sentissero prigionieri era semplicemente ridicola. (A.J.)
Dichiarò anche che vide Gavin rinascere dalla sua malattia durante il soggiorno a Neverland.

Ci fu anche la testimonianza di due assistenti di volo che accompagnarono MJ durante i suoi spostamenti. Una testimone disse che il cantante, durante il viaggio a Miami, non voleva far sapere ai suoi figli che beveva alcolici anche se solo limitatamente e durante i pasti. Infatti le assistenti gli servivano il vino in lattine.
L’altra testimoniò che aveva servito a Janet Arvizo del vino e alle sorelle di Gavin dei drink di rum e coca cola ad insaputa di Michael. Da ciò si evince che Arvizo mentì quando testimoniò che aveva iniziato a bere alcolici solo dopo il viaggio a Miami e che era stato MJ a farle venire il vizio del vino nella sua cantina.
L’assistente di volo definì Gavin villano, turbolento e schizzinoso. Riferì di quando le aveva lanciato lo zaino e che assumeva atteggiamenti di superiorità. Al contrario i figli di Michael erano molto educati e l’artista si accertava che fossero sempre così. Trovò strano che Michael non fosse intervenuto quando Gavin si era comportato in quel modo ma soprattutto che la madre non intervenisse.
L’opinione dell’assistente di volo era che Gavin si comportasse come se avesse in pugno Michael Jackson (A.J.)

L’assistente era stata chiamata dall’accusa sul banco dei testimoni per confermare il fatto che MJ in volo era ubriaco o irresponsabile, invece lo definì un gentiluomo tranquillo dalla voce carezzevole, che non aveva mai servito a Gavin alcolici o alcun tipo di bevanda

Con la testimonianza del comico George Lopez si capì immediatamente che gli Arvizo erano dei truffatori.
Egli collaborava con il laboratorio artistico di Masada e Janet lo chiamò telefonicamente nell’autunno del 1999 dicendogli della malattia di Gavin. Lopez lo andò a trovare varie volte sapendo anche che il padre di Gavin era al verde; Ogni volta che parlavamo era sempre, sempre di soldi, testimoniò. Così, ogni volta l’attore si svuotava il portafogli, dandogli del denaro.
David Arvizo lo invitò a partecipare ad una raccolta di fondi per la malattia del figlio, ma ad un certo punto il comico si rese conto che Arvizo stava sfruttando l’occasione per incassare soldi.
Un giorno Lopez portò Gavin e i ragazzi ad un centro commerciale e il ragazzo pretese che gli si comprassero tutti gli oggetti richiesti. David non intervenne mai per rimproverare il figlio. Quando il comico tornò a casa, trovò il portafoglio di Gavin nel suo soggiorno, con dentro cinquanta dollari. Avvisò gli Arvizo dicendo loro che avrebbe lasciato il portafogli da Masada. David Arvizo, in seguito, disse a Masada che nell'interno del portafogli c’erano trecento dollari accusando Lopez di averli rubati e Masada, per "riappacificarsi" con gli Arvizo, si offrì di rimborsarli.
Apparve chiaro ai giurati che gli Arvizo avevano lasciato il portafogli di proposito per poi procedere con le accuse ed ottenere altri soldi. Il comico testimoniò che continuarono a perseguitarlo più volte per ottenere del denaro, fino a che non decise di troncare con loro. Dichiarò che quella famiglia era innamorata di Michael Jackson.

Durante la sua testimonianza MJ si rese conto che varie star dello spettacolo e del cinema che erano entrati in contatto con questa famiglia, nutrivano dei sospetti su di essa, però nessuno, pur sapendo che si recava a Neverland, l’aveva informato.

Anche Salas, manager del ranch testimoniò per conto dell’ accusa. Parlò del fatto che i bambini a Neverland erano liberi di fare quello che volevano e che le uniche regole riguardavano la loro sicurezza.
Dichiarò che gli Arvizo a volte dormivano nella casa degli ospiti, altre volte in camera di Michael.
Vide alcune volte i bambini nella sua stanza, perché Michael giocava spesso con i suoi figli ed altri bambini, intrattenendo comunque anche adulti.
Gli furono rivolte delle domande riguardo il consumo di alcool da parte di MJ: il manager rispose che MJ beveva alcolici di rado e mai di fronte ai bambini. Dichiarò che aveva scoperto alcuni ragazzi nella cantina, senza che Michael lo sapesse. Definì gli Arvizo dei piantagrane. Raccontò di una sera in cui servì degli alcolici in camera di MJ, alla presenza dei Cascio e furono ordinate pure delle gassose per i fratelli Arvizo, …dettaglio che fece alzare gli occhi al cielo ai giurati.
Fu un duro colpo per l’accusa, poiché Salas era loro testimone ed era molto sincero nelle risposte (…)Quando disse alla giuria che la gassosa era stata consegnata nella stanza degli Arvizo, i fatti non combaciavano assolutamente, considerata la testimonianza degli stessi ragazzi, i quali avevano sostenuto di aver bevuto bevande alcoliche insieme con Michael quella notte.(A.J.).
Durante il controinterrogatorio della difesa, Salas parlò di come la famiglia Arvizo venisse trattata bene a Neverland assicurando il fatto che non fu mai obbligata a rimanere al Ranch, sbaragliando, in questo modo, la teoria del complotto del procuratore distrettuale.
Disse che Janet ammirava molto MJ definendolo molto generoso. Parlò anche della "Giornata della famiglia" organizzata da Michael per il suo staff, durante la quale gli impiegati potevano invitare i loro familiari per una grande festa a Neverland. Inoltre disse che le guardie del corpo non portavano la pistola,Michael non voleva armi a Neverland.
La sicurezza dei bambini gli stava molto a cuore.

Quando Janet Arvizo salì sul banco dei testimoni, apparve cambiata rispetto all'immagine apparsa sui video di confutazione; ora era semplice e senza trucco. Testimoniò guardando solo la giuria, verso la quale spesso puntava il dito.
Il giudice informò i giurati che la donna aveva invocato il Quinto Emendamento per una frode contro l’assistenza sociale ricevendo tutta la disapprovazione dei giurati.
Janet sostenne che Michael l’aveva obbligata, insieme alla sua famiglia, a raggiungerlo a Miami e anche lei rinnegò quanto detto nel video di confutazione. 
Confermò che MJ avrebbe agito in modo non corretto verso Gavin dopo il documentario di Bashir, ma ciò non convinse la giuria. Disse di averlo visto mentre leccava i capelli del figlio durante il viaggio di ritorno da Miami, ma nessuno presente sull'aereo aveva visto MJ fare una cosa simile.
Durante il controinterrogatorio Mesereau dimostrò che se un complotto ci fosse stato, era a danno di MJ e non il contrario. In aula fu fatta ascoltare una telefonata tra Janet e Frank Cascio nella quale l’amico di Michael invitava gli Arvizo a ritornare a Neverland perchè era preoccupato per loro a causa dei paparazzi, mentre lei aveva precedentemente sostenuto che, per convincerla, le avrebbe detto che qualcuno voleva attentare alla sua vita. Ad un certo punto dichiarò che i suoi figli potevano sparire da Neverland con una mongolfiera.

Viste le sue bizzarre dichiarazioni, la giuria non le credette quando sostenne che fu costretta a recitare un copione durante il video di confutazione. Ridicola, così, si dimostrò la teoria del procuratore secondo la quale MJ avrebbe fatto rapire, imprigionare e ricattare la famiglia Arvizo per riscattare la propria immagine, dopo il documentario di Bashir. La gente iniziò a domandarsi se i procuratori parlassero sul serio o se fossero impazziti.(A.J.)

Ritornando al caso J.C. Penny, Mesereau parlò all’Arvizo della causa contro questa società: Janet dichiarò nuovamente sotto giuramento che era stata picchiata nel parcheggio , nonostante dai verbali della polizia non risultasse nessuna lesione e nonostante il figlio avesse ammesso precedentemente, durante la sua testimonianza, che aveva mentito in quell'occasione. Il legale difensore ricordò di come Star avesse inizialmente testimoniato di aver visto la guardia di J.C. Penny molestare la madre nello stesso modo in cui MJ avrebbe molestato suo fratello: così Mesereau riuscì a far insorgere il sospetto che la donna avesse istruito i suoi figli su cosa dire.

Negli anni novanta Janet Arvizo fu indagata dal Dipartimento di Assistenza sociale per maltrattamenti su Gavin, il quale poi ritrattò; diede varie versioni ai giurati dell’accaduto e fece capire alla giuria che era sua abitudine mentire.
Riguardo al caso Jackson, le sue dichiarazioni sembrarono molto contraddittorie tanto che la gente cominciò a chiedersi se la donna fosse consapevole della differenza tra realtà e fantasia. Ammise che a volte aveva mmaginato delle cose. Janet disse di non essere mai stata testimone di alcun atto di molestia e che era venuta a conoscenza delle accuse di Gavin solo dopo che quest’ultimo aveva parlato con Katz, l’esperto dal quale lo aveva indirizzato Feldman.

Per quanto riguarda quello che pensava di aver visto sull'aereo tra MJ e Gavin, quando gli avrebbe leccato i capelli, dichiarò di non esserne sicura. Disse che probabilmente aveva avuto le allucinazioni. Mesereau domandò a Janet se fosse andata a Miami per evitare i giornalisti, ma lei negò. A tal punto l’avvocato difensore fece ascoltare una registrazione telefonica durante la quale si lamentava con Cascio proprio dei media. In quella registrazione la donna parlò della gente di Neverland e di Michael definendoli la sua famiglia.
Il legale difensore le fece presente che la conversazione era avvenuta dopo la sua dal ranch. Mesereau le chiese ironicamente: Quante volte è ritornata a Neverland dopo la prima fuga? Disse che erano state quattro, ma non ne era sicura.
Mesereau continuava a chiederle come mai fosse ritornata alla tenuta visto che lì si sentiva in pericolo. Mentre continuava a dire che nel video di confutazione stava recitando un copione, si contraddisse ammettendo che durante le sue fughe riteneva MJ come uno di famiglia. Dopo un po’, tutto quello che Janet stava dicendo sembrò nullo e alcuni membri della giuria alzarono gli occhi al cielo. (…)Quando Mesereau finì con la testimone, fu in grado di dimostrare che la donna aveva usato Michael per raccogliere sangue e fondi e aveva trovato anche altri modi per sfruttarlo. (…)
Ricordò alla giuria che Jackson aveva aperto la sua casa agli Arvizo, permettendo a Gavin e Star di rimanere a Neverland quando Gavin era un bambino malato, senza capelli e su una sedia a rotelle. 

Nessun’altra persona famosa aveva offerto tanto. (…)La verità era che Jackson aveva dedicato moltissimo tempo e sforzi a Gavin Arvizo e con le sue preghiere e il suo aiuto, il cancro al quarto stadio di Gavin era andato in remissione. Non si poteva negare che Jackson avesse avuto un ruolo nella miracolosa guarigione del bambino. Tutti, senza ombra di dubbio, ne erano convinti. (A.J.)

La testimonianza dell’agente B.Barron, ex guardia giurata di Neverland, fu molto importante e contrastò la testimonianza di Janet Arvizo.
Barron disse ai giurati che durante la sua permanenza al ranch la donna camminava liberamente per la proprietà, dormiva molte notti con i suoi figli in uno degli studi di danza e consumava regolarmente i pasti nella residenza principale, al contrario di quanto aveva affermato Janet. 
L’ex guardia giurata disse anche che nel periodo in cui la famiglia Arvizo risiedette a Neverland, c’erano circa trenta persone e sostenne di non aver mai visto accadere nulla di strano al Ranch. Inoltre non aveva mai pensato che gli Arvizo stessero cercando di scappare data anche la loro serenità.
Dal registro della sorveglianza di Neverland, mostrato in aula, risultava che il 13 febbraio 2003 Janet e i suoi figli avevano lasciato la proprietà a bordo di una Roll Royce di MJ guidata da Salas, il direttore del Ranch e non vi erano certo state scene di panico.

Barron disse che di fronte a Neverland c’erano due scuole private e un continuo traffico: la gente in aula si chiese come mai Janet, se si sentiva così in pericolo, non avesse attraversato la strada per cercare aiuto..
Il nocciolo della testimonianza dell’agente Barron era: "non aveva sentito nessuno lamentarsi, non aveva sentito nessuno chiedere aiuto. Nessuno della famiglia Arvizo aveva accennato di avere problemi a Neverland. Anzi, sembravano proprio felici e contenti. Gli Arvizo erano liberi di gironzolare ovunque tutto il giorno e Janet Arvizo si godevano stile di vita che includeva regolari pagamenti delle “spese” dei suoi trattamenti di bellezza e altri comfort.
I giurati sembrarono scioccati quando l’ex guardia giurata testimoniò che Janet e i suoi figli venivano portati a fare spese nei paesi vicini e mostrò le registrazioni dei loro movimenti giornalieri ai cancelli di Neverland. 
Nel momento in cui fu presentato in aula un documento, che mostrava due pagine piene di spese fatte da Janet, migliaia di fatture pagate da Michael Jackson, fu impossibile credere alle dichiarazioni di Janet sui suoi seri tentativi di scappare da Neverland.” (A.J).

Il co-difensore Sanger chiese di respingere tutte le accuse contro Michael Jackson, prima delle testimonianze della difesa. Ribadì delle bugie degli Arvizo, comprese quelle di Gavin, citando la testimonianza in cui aveva affermò che il primo “contatto” con Michael era avvenuto nel Febbraio 2004, poi quando gli Arvizo vennero a conoscenza della conversazione con Brad Miller che era stata registrata, il ragazzo spostò la data a Marzo 2004. Era un falso intenzionale, sostenne Sanger.
L’avvocato fece anche notare che le incongruenze della testimonianza di Gavin rivelavano che il ragazzo stava inventando tutto lì per lì, stava mentendo. Ma il giudice volle proseguire col processo.

Testimoni della difesa

Salirono sul banco dei testimoni alcuni ragazzi che sarebbero stati vittime di molestie di MJ secondo il parere di alcuni ex dipendenti dei Neverland. Ma loro negarono tassativamente ogni cosa, anzi si sentirono offesi e arrabbiati per il fatto che qualcuno aveva mosso accuse di quel genere senza neanche chiedere se fossero veri certi episodi.
Testimoniarono, invece, che in camera di Michael non accadeva nulla di sbagliato o strano: giocavano ai videogiochi, guardavano films, facevano la lotta con i cuscini.

Tra di essi c'era l’attore Macaulay Culkin, protagonista del film 'Mamma ho perso l’aereo'. Culkin disse pure che la sua famiglia poteva andare ovunque nella proprietà, non era vietato l’ingresso in nessuna stanza, neanche in quella di Michael. Per i suoi genitori non era mai stato un problema il fatto che lui dormisse in camera del cantante: loro entravano e uscivano dalla stanza e a volte il padre lo andava a svegliare perchè andassero a cavallo insieme di prima mattina.
Mesereau smascherò in aula gli ex-dipendenti che stavano cercando vendetta per essere stati licenziati dopo che avevano comesso dei furti nella proprietà.

La madre di un altro accusatore, ex -impiegata al ranch, chiese un risarcimento a Jackson in quanto il figlio le avrebbe detto di essere stato solleticato dal cantante, ma emerse che fu forzato dalla polizia a dichiarare il falso.

Altri impiegati testimoniarono di non aver visto mai MJ agire in maniera inappropriata verso dei bambini e raccontarono di come Gavin si mettesse sempre nei guai, come quando, per esempio, investì con la golf car il nipote di Marlon Brando.
Il fatto che Gavin guidasse veicoli in giro per Neverland, e che quindi avrebbe potuto benissimo lasciare la proprietà a bordo di uno di questi, fu un duro colpo per la teoria del complotto sostenuta dall'accusa.
Ma i media non scrissero niente di tutto ciò.(A.J.)

Un ex avvocato di MJ testimoniò che aveva deciso di fare delle indagine sulla famiglia Arvizo, quando seppe del caso J.C. Penny, dato che temeva che potessero manipolare il cantante e tentare di estorcergli del denaro. Disse anche: Chiesi a B. Miller di scoprire dov’erano e di documentare quello che stavano facendo, con chi si incontravano e se cercavano di vendere una storia ai giornali, o di incontrare avvocati o qualcosa di ancora più serio.

Gli Arvizo si erano rivolti anche ad altri personaggi famosi come il comico Jay Leno. Questi si ricordò della telefonata di Gavin nel 2000: Sembrava che leggesse un copione mentre parlava. Telefonava sempre più spesso e Leno venne a sapere che Gavin voleva diventare un comico. Ma conversava sempre con lui al telefono e gli sembrò strano che non avesse mai ricevuto telefonate dai genitori. I giurati, mentre sentivano la testimonianza di Leno, si ricordarono che Gavin aveva giurato di non aver mai parlato con l’attore.

Durante il processo emerse che gli Arvizo avevano ottenuto tanto denaro da vari personaggi conosciuti e Janet voleva comprare un suv, ma poi decise di depositare i soldi in banca. Un editore di un quotidiano testimoniò che lo contattarono per pubblicare un annuncio gratuito per sollecitare donazioni in favore di Gavin, quando in realtà si scoprì le spese sanitarie erano interamente coperte dall’assicurazione del padre.
Chris Tucker, un altro comico, testimoniò che gli Arvizo si rivolsero anche a lui. Egli fece dei regali a Gavin che gli chiedeva soldi e addirittura gli Arvizo gli chiedevano le chiavi delle sue macchine. L'attore cominciò ad insospettirsi.

Dopo la messa in onda del documentario di Bashir, gli Arvizo dissero a Tucker che volevano raggiungere Michael a Miami. Al processo furono presentati i tabulati telefonici delle telefonate che gli Arvizo fecero al comico il 4 febbraio 2003.
I giurati non poterono credere alle loro orecchie: per mesi l’accusa aveva dichiarato che gli Arvizo erano stati obbligati ad andare da Jackson a Miami. (A.J.)
Tutti gli Arvizo avevano testimoniato che non era stata un’idea loro andare a Miami. Tucker disse che erano felici di andare da Michael. Quando giunsero in Florida, Tucker disse a Michael Mike, c’è qualcosa che non va.
In aula venne mostrato il video del colloquio di Gavin con la polizia, ma molte cose sembravano studiate a tavolino.

A.Jones : Sembrava stesse scegliendo le parole, come se recitasse. Inoltre era difficile determinare quanto la polizia lo stesse manovrando (…) Gavin, ragazzino, noi vogliamo che tu faccia questo, dicevano i poliziotti. Gavin diceva che era successo tutto dopo Miami, che non aveva mai visto le parti intime di MJ, che non era certo di cosa fosse successo durante i presunti atti sessuali e che non era sicuro di cosa fosse un’eiaculazione: in aula si domandarono come fosse possibile che un ragazzo di tredici anni non sapesse una cosa del genere.
Mesereau decise di non controinterrogare gli Arvizo, spiazzando il procuratore e togliendogli la possibilità di controinterrogarli. Sneddon aveva bisogno di cambiare la percezione che la famiglia accusatrice aveva dato di sè. Ma non fu così.

MICHAEL JACKSON FU DICHIARATO NON COLPEVOLE PER TUTTI I CAPI D’IMPUTAZIONE.

Il giudice Melville lesse una dichiarazione della giuria dopo il verdetto:
"Noi, la giuria, con gli occhi del mondo puntati addosso, abbiamo studiato scrupolosamente le testimonianze, le prove, e le regole di procedura presentate in aula dal 31 gennaio 2005. Seguendo le istruzioni della corte, siamo giunti fiduciosi al nostro verdetto. E’ nostra speranza che questo caso sia una testimonianza di fiducia nell’integrità e nelle veridicità del nostro sistema giudiziario."

Il giudice disse a Michael Jackson che era liberato da ogni accusa. L’artista si asciugò le lacrime, abbracciò e ringraziò i suoi avvocati e uscì da quell’aula.
La Jones trovò, tra i reperti, un messaggio scritto a mano dalla pop star, inciso in uno dei suoi libri trovati a Neverland durante le perquisizioni. Era scritto:" "Guarda lo spirito di felicità e gioia sulle facce di questi ragazzi, questo è lo spirito della Fanciullezza, una vita che non ho mai avuto e che sognerò per sempre". "
Mesereau in un programma televisivo disse: "Se si conosce la filosofia di vita di Michael, si sa che non farebbe mai del male ad un bambino".

Michael Jackson uscì da quell'esperienza distrutto nel fisico, nella mente e nell'anima e quello che è stato scritto in questo articolo è solo una minima parte di ciò che accadde in quell'aula.

C.Thomson: Dopo il 1993 non c’era realmente più. Era come se tutta l’anima fosse stata sradicata da lui; come se stessi guardando il guscio di Michael Jackson, ma la sua essenza fosse da tempo dissipata.

Michael Jackson in realtà ha iniziato a morire dal 1993, dopo le prime false accuse, ed è morto con il processo del 2005 : “Nel corso del processo Michael iniziò a soffrire di un vero e proprio esaurimento fisico. (…)
I fans riuscivano a infondergli la speranza per affrontare quella tempeste legale (…) la sua forza scaturiva dal contatto con la gente che lo amava e lo stimava…
Ma a volte i fans notavano che la camminata di Michael mancava di energia, che non aveva l’andatura lieve e saltellante che erano abituati a vedere.
Quei pochi che, grazie alla lotteria, avevano vinto un posto a sedere all'interno dell’aula erano angosciati nel notare che Michael tremava spesso, che teneva un fazzoletto sul viso e ricacciava indietro le lacrime.
C’erano giorni in cui i fratelli di Michael lo accompagnavano in aula, e a volte sembrava che non riuscisse a reggersi in piedi, che fosse sul punto di svenire…” (A.Jones)

I media hanno continuato ad insinuare che fosse colpevole nonostante tutto quello che avevano visto in aula e nonostante il verdetto di non colpevolezza, dandogli il colpo di grazia.

ED ORA IL LETTORE SAPRA’ DISTINGUERE QUALE FOSSE LA VERA VITTIMA E QUALI I VERI CARNEFICI?

Fonte Originale: Il mistero della morte di Micheal Jackson: a caccia della verità

 Proponiamo il filmato “Take two” che fu mostrato in aula, girato in contemporanea al “documentario” di Bashir dalle telecamere di Michael Jackson. Con questo documento MJ riuscì a dimostrare come Bashir volesse diffamarlo..

VISUALIZZA I VIDEO SOTTOTITOLATI IN ITALIANO


mercoledì 17 giugno 2015

13 giugno,10 anni dopo:giornata di riflessione,non di festa per i fan di Michael Jackson by Damien Shields

ORIGINAL TEXT


Anche se non tendo ad occuparmi di questioni che in un modo o in un altro non hanno a che fare con l'arte del Re del Pop, non potevo lasciar passare il 13 Giugno 2015 senza riconoscere il significato della data. In questo giorno, 10 anni fa, Michael Jackson è stato rivendicato e scagionato in un tribunale dopo essere stato giudicato non colpevole di falsi accuse di molestie a minori.

Il 13 giugno del 2005, i fan di tutto il mondo si rallegrarono che il loro idolo - il cantante di maggior successo e interprete dei tempi moderni - era stato liberato dalle catene di quattro mesi e mezzo estenuanti di giudizio. Al di fuori del palazzo di giustizia, colombe bianche sono state liberate per ognuno dei quattordici verdetti di non colpevolezza. I fan piangevano, urlavano, applaudivano, e si abbracciavano l'un l'altro. Ho fatoo un salto, ho dato un pugno nel mio soggiorno e ho corso intorno alla scuola con la scritta INNOCENTE su entrambe le braccia . A parte il giubilo che la innocenza fosse stata provata (e gli oppositori di essere smentiti), c'era questa sensazione di speranza; speranza che un nuovo capitolo, senza inibizioni di vita / o di carriera di Jackson poteva ricominciare - dopo, ovviamente, aver avuto il tempo di riabilitarsi. I media, d'altra parte, avevano altre idee, non avrebbero mai permesso a Jackson di sfuggire allo stigma delle accuse.

Riflettendoci, a mio parere personale, oggi non dovrebbe essere un giorno di festa. Se le accuse di Chandler del 1993 erano l'inizio della fine per Jackson, quel 13 giugno 2005 segnò la fine dell'inizio della fine. Anche se trovato non colpevole da una giuria di suoi pari in un'aula di tribunale, Jackson ha ricevuto la pena di morte. Solo quattro brevi anni dopo essere uscito dal Palazzo di Giustizia di Santa Barbara County in quello che i fan considerano "vittorioso", il suo tragico destino si è compiuto. Un duro prezzo da pagare per una vita dedicata a migliorare gli altri con un'intrattenimento senza precedenti e la filantropia.

Che si tratti di animati e spensierati dibattiti su quale giacca "Beat It" è meglio o se preferiamo il cortometraggio 'Thriller' o 'Ghosts'; che si tratti di discussioni intellettuali sulle nostre personali interpretazioni dei significati dietro alcuni dei più profondi e complessi lavori di Jackson o infinite argomentazioni sulla legittimità dell'Estate e le loro azioni, i fan di Michael Jackson non sono d'accordo su molte cose. Ma una cosa su cui siamo d'accordo e che ci fa schierare in completa unità e andare in battaglia insieme, è la sua innocenza.

Quindi, piuttosto che rivangare personalmente l'intera saga in un blog, ho pensato che è più adatto cogliere l'occasione per condividere alcuni dei grandi lavori che i devoti fan di Jackson - i suoi soldati dell'amore - hanno fatto per far risplendere la luce sulla verità...

VISUALIZZA

13 giugno 2005, Michael Jackson è stato assolto ma il danno è irreparabile. Lo è?

13 giugno 2005, il giorno in cui Michael Jackson è stato assolto! 

 Assolto, ma il danno è irreparabile. Lo è? Oggi, 10 anni fa, le parole che eravamo ansiosi di sentire, sono state pronunciate: "NON COLPEVOLE". 

Nello stesso momento che la giuria assolve Michael di tutte le 14 imputazioni, i media improvvisamente perdono ogni interesse. Perché? Questa era una buona notizia! Ma a quanto pare, non era abbastanza scandalosa da riferire su una mega star che era chiaramente innocente. 

 Il processo è durato da gennaio a giugno del 2005. Durante il processo, molto è stato detto in quell'aula. In particolare, gli esami incrociati che hanno minato completamente i testimoni dell'accusa. Ma questo non ha raggiunto i media. Tutto ciò che è stato detto ha dimostrato l'innocenza di Michael, ma, naturalmente, per i media non era abbastanza interessante. Invece, hanno segnalato solo le accuse sensazionaliste e, naturalmente, il pigiama di Michael. Se avessero fatto il loro lavoro come avrebbero dovuto, tutto il mondo avrebbe saputo la verità. Michael è innocente! 

 Cinque anni fa, Charles Thomson ha scritto un articolo sui media fuori controllo. Egli ha dichiarato che il processo che hanno trasmesso non assomigliava a quello che stava succedendo all'interno del tribunale. Perciò i media devono assumersi le proprie responsabilità e forse seguire l'esempio di Thomson e farlo bene questa volta. 

 Recentemente l'aula ha respinto il caso di Wade Robson, perché ha aspettato troppo tempo per intentare un'azione legale. Ciò significa che da questo punto in poi non ci saranno più motivi legali per depositare reclami da chiunque 'improvvisamente' ricorda di essere stato molestato. Michael è innocente e rimarrà tale per sempre. Ognuno ha il diritto di conoscere Michael com'era veramente. Un disinteressato, sincero, affettuoso, dolce uomo che è innocente.

ORIGINAL TEXT:  June 13 2005, the day Michael Jackson was Acquitted! Acquitted, but the damage is irreparable. Is it?

Trionfo: celebrare un decennio da quando Michael Jackson è stato assolto. di Syl Mortilla

Dieci anni fa, ero da solo e vagavo per le strade deserte di una piccola città di costiera nel sud dell'Inghilterra, mi sono strappato via la camicia, sono caduto in ginocchio, e gioivo e piangevo allo stesso tempo, in preda alla più primordiale emozione estasiastica.
Una donna aveva appena liberato nel cielo quattordici colombe bianche: una , in rappresentanza di ciascuna pronuncia di assoluzione per Michael nel processo del 2005 per molestie su minori.
Certo, sembra un comportamento un pò melodrammatico. Ma era una risposta istintiva. 
Tale era il tocco di Michael.
Non ho mai incontrato Michael. Il massimo di vicinanza è stato quando mi sono aggrappato al retro di un auto che lui aveva appena preso.
Attaccato con le unghie al mezzo, rimbalzavo dietro al veicolo , con tutta la gioia e la baldanzosità del ciottolame e arnesi che si è soliti attaccare alla parte posteriore dell'auto di nozze in un matrimonio.

Posso anche vantarmi di essere stato fra i destinatari di pizza e coperte che Michael, ci fece pervenire mentre aspettavamo fuori dall'Arena O2 e con temperature sotto lo zero. Ma il suo prendersi cura di noi erano atti quotidiani e sono comunque stati il motivo per cui un ragazzo dal nord dell'Inghilterra tappezzò la finestra della sua camera da letto con le parole: "MJ è innocente".

Come pure, essendo sempre stato in prima fila ai concerti a cui ho partecipato, sono convinto che più di una volta ci abbia guardato da dietro i tendoni: a Dublino, per esempio, dove lo spettacolo iniziò che era ancora giorno. In ogni caso, ho sempre fatto del mio meglio per farmi notare, e sufficientemente da far pensare a Michael cose tipo: "Beh, da un tipo così di sicuro è meglio stare lontani".
Una volta ho anche afferrato il cappello lanciato fuori dal palco alla fine di 'Billie Jean', prima almeno di perdere la presa nel putiferio che ne è conseguito.

E' facile giudicare quelli di noi che hanno fatto cose del genere. Ma la frenesia euforica era ispirata da lui - l'ansia dell'anticipazione - era come nient'altro. La presenza di Michael era come una struttura unica: osmoticamente trasformava l'atmosfera di una stanza - un cambiamento percepito da fan e non fan allo stesso modo (almeno - così si sono definiti alcuni.. non fan.) ed uno sfarfallio nello stomaco era avvertito contemporaneamente da migliaia di persone; e tutti sentivano quest'onda energetica di amore ricambiato. Era inimitabile.

Ma è così che si spiega il magnetismo di Michael? Come mai in tanti sono stati così affranti e tristi per la morte di qualcuno che non hanno mai incontrato - o con la stessa entità di tristezza che arriva con la perdita di un parente stretto?

Ci sono molte ragioni: Michael era un motore di prolificità puro che con qualità, unicità, ritmi e melodie intramontabili, portava al mondo la consapevolezza di poter cambiare il mondo stesso; lui era il supereroe in carne e ossa; era un genitore surrogato; ha riempito il vuoto avvertito da persone confuse per una tragedia e una perdita; lui era il Milite Ignoto, con milioni di identità volute su di lui dal privato.

Il mondo ha parlato e straparlato su Michael Jackson quasi fosse un enigma indistruttibile. Ma non lo era. Non per noi. Non per quelli di noi che ha camminato attraverso l'inferno con lui,per quelli di noi che hanno cavalcato le montagne russe della sua forza e vulnerabilità - per coloro che si sono presi il disturbo di vedere. Quello che ci ha dato in cambio è questo: ci ha dato dei punti cardine musicali da piantare come pietre miliari della vita - ci ha dato dei punti di riferimento sul come ribellarsi ad una tendenza culturale predominante; lui era il nostro sistema di supporto; era un indice per le nostre identità -per le nostre anime; lui era il nostro paradigma morale, un totem di quanto avremo provato e testato, una fede stoica e determinata con la forza della verità ,che avremo difeso infaticabilmente specie quando si confronta con cotanta, audace e inesorabile calunnia.

La favola della Bella e la Bestia racconta la storia di come la decenza è perennemente ostracizzata dal cinismo di una società ossessionata dalla superficialità. Come capro espiatorio,e promossa dalla paura di bulli timorosi della diversità, la Bestia è sempre più isolata. La storia d'amore della favola dimostra come due persone possano trovare conforto l'uno nell'altra dopo questo rifiuto da parte della società. E questo è ciò che passa fra Michael e i suoi fans. Michael non avrebbe mai rinunciato perchè aveva l'amore dai suoi fans. E noi non avremmo mai rinunciato perchè avevamo il suo amore..

Più cresceva la brutalità che Michael era costretto a sopportare, più eravamo attratti da lui. Il povero ragazzo nero nato come un incredibile dono del destino - per prendere in prestito una frase di Janet - "in un mondo malato di razzismo", che è andato a sfidare la sorte per sfuggire alla povertà e con il suo sacrificio ha contribuito a trasformare il mondo in un posto migliore.

Ed è in questo che si trova la risposta più significativa per il senso di vuoto e dolore provato con la sua morte: semplicemente, il mondo è stato in lutto, per la percezione collettiva e la tragedia di aver perduto un importante opportunità di pace.

Che tipo di uomo ispira tale profondità e una devozione tale che nonostante non ci sia una Mecca per il proprio eroe martire, i fans organizzano pellegrinaggi ai cancelli impenetrabili della sua casa? Che tipo di uomo genera una fidelizzazione del tutto impassibile, infinita e incrollabile, nonostante quotidiani attacchi ad hominem su di lui e sui suoi sostenitori? Che tipo di uomo invoca rapimento al solo accennare la sua presenza da dietro un tendone? Che razza di uomo è capace di infiammare così tante persone?

E' il tipo di uomo che ha trasformato la maledizione di una società malata in un totem di uguaglianza; che - da solo, con il suo impareggiabile livello di notorietà - ha tentato di annullare secoli di derisione e scherno verso la sua razza, le razze, ma non con un senso di vendetta, ma bensì motivando all'unione dell'umanità; è il tipo di uomo che ha fatto uno sforzo preciso e continuato per essere come Gesù, che ha donato le sue ricchezze ai poveri e ha cercato di somigliare ai bambini; è il tipo di uomo che ci ha insegnato che la percezione è semplicemente un riflesso di se stessi, che l'amore è la verità, e che il sacrificio è qualcosa a cui aspirare.

Michael era uno specchio per l'umanità. I suoi fan hanno avuto la possibilità di percepire il mondo attraverso il suo quadro del prisma: doloroso, ma privilegiato. Ognuno di noi fan, come individui, è in qualche modo un riflesso dell'uomo stesso, con il suo obiettivo: aiutare a guarire il mondo. Coloro che invece si riflettono su Michael e vedono un mostro non fanno altro che interpretare se stessi. L'unico mostro che vedono è in realtà dentro di loro. Non c'è alcuna prova o dimostrazione per poter vedere logicamente un mostro in Michael. L'invidia e gli estorsori hanno creato questa cortina di fumo. Come Michael cantava, "The heart reveals the proof / Like a mirror reveals the truth."

Scarno, così come il processo lo aveva ridotto, dieci anni fa, oggi, Michael camminava fiero per la sua strada e fuori dei tribunali; un paradigma di stoica innocenza.

Confermata..
I fan di Michael Jackson devono sentirsi onorati. Abbiamo trovato un asso fra le carte del destino. Il nostro eroe è stato un esempio unico di umanità.
Ti vogliamo bene, Michael. E non ti dimenticheremo mai.

LINK TRADUZIONE: MJGW FORUM
ORIGINAL TEXT: Triumph: Celebrating a Decade Since Michael Jackson’s Acquittal by Syl Mortilla

Il caso di Sneddon contro Michael Jackson erano affermazioni senza senso

Estratto di " The Nation in the Mirror ” (La Nazione nello specchio) pubblicato sul magazine Rolling Stone. Iss. 977/978

“Apparentemente la storia di un molestatore di bambini da giustiziare , il processo di Michael Jackson è invece una sorta di ritorno all’ovile di insipidi americani , ruffiani, truffatori, sanguisughe, intriganti e senza talento, impantanati in una disoccupazione a titolo definitivo … o dei senza carriera dell’era dell’informazione, alla ricerca di contante a qualsiasi costo. Il conduttore del procedimento è il procuratore distrettuale Tom Sneddon, il cui ruolo metaforico in questo reality show americano era quello di rappresentare il meschino cuore grigio della Nixoniana maggioranza silenziosa – l’avvelenata mediocrità , desiderosa di attaccare tutti coloro che hanno avuto la possibilita’ di fare una vacanza a Parigi.
Il primo mese o giù di lì il processo ha probabilmente presentato la collezione più compromessa di testimoni dell’accusa mai riunita in un caso criminale americano – da uno a quasi un gruppo di bugiardi condannati, venditori ambulanti di gossip o peggio. Nei primi testimoni contro Jackson, c’e’ inclusa una guardia del corpo che non ha potuto presenziare in tribunale perché era in prigione per una serie di rapine a mano armata, che includono il possesso..udite,udite..di un negozio di armi; un ex cameriera di Neverland che aveva rubato uno disegno di Elvis Presley fatto da Jackson e lo ha venduto ai tabloid per trenta dollari; un altro ex dipendente che aveva perso una causa contro Jackson e che come risultato fu condannato a pagare parte del 1.4 milione di dollari, delle spese giudiziarie.

E poi c’era la figura chiave del caso: la madre dell’accusatore, che ha dovuto invocare il quinto emendamento il primo giorno della sua testimonianza al fine di evitare l’interrogatorio incrociato per via di una denuncia contro di lei per frode ai danni dell’assistenza sociale- una testimone così completamente “immerdata” che ha imbarazzato apertamente gli stessi assistenti di Sneddon per la maggior parte dei suoi cinque giorni di testimonianza. Nelle successive sei settimane, praticamente ogni pezzo del suo caso si e’ imploso in udienza pubblica e il dramma principale del processo si trasformò rapidamente in una gara per vedere se il DA riusciva a mettere tutti i suoi testimoni sullo stand senza che nessuno di loro venisse rimosso dal tribunale in manette.

L’odio di Sneddon nei confronti di Jackson, era una vecchia vendetta altrettanto cieca e disperata, pari al “caso” di George Bush contro Saddam Hussein. Se Ahmad Chalabi fosse mai stato a Neverland, Sneddon avrebbe messo anche lui sul banco dei testimoni .

Il suo caso era una stronzata. Il caso “Stato della California contro Jackson” si è rivelato essere fondamentalmente una storia di una famiglia di bassa lega, che ha cercano di incastrare una ricca celebrità con un reato penale di molestie, come preludio ad una causa civile. “
Traduzione a cura di Simonetta Delfi e condivisa da Armonica Nunzia Essenza

ORIGINAL TEXT
Sneddon’s case against Michael Jackson was bullshit : Matt Taibbi – Rolling Stones

Michael Jackson assolto dalle accuse di abuso su minori: 10 anni fa la sentenza

Esattamente 10 anni, il 13 giugno 2005, fa Michael Jackson veniva assolto dalle accuse di pedofilia e abuso su minori che avevano macchiato la sua immagine: ecco il racconto della vicenda:

 Sono trascorsi già 6 anni dalla tragica scomparsa di Michael Jackson, che ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della musica eppure i suoi successi planetari, il suo stile di vita eccentrico ed estremo fatto di eccessi e controversie, continua a far discutere ancora anni dopo la sua morte. Esattamente il 13 giugno di 10 anni fa, il Re del Pop si lasciava alle spalle una delle più brutte pagine della sua vita, ovvero le accuse di pedofilia e abuso su minori: il procedimento penale aperto nei confronti di Jackson fu definito una delle parentesi più vergognose della storia del giornalismo. Dal gennaio 2005, mese in cui ebbe inizio il processo, i media divulgarono notizie manipolate e distorte riguardo a ciò che succedeva in aula, con l’unico scopo di favorire l’accusa e mettere in cattiva luce Michael Jackson.

 Le prime accuse del 1993 non ebbero seguito in aula, ma quel di 10 anni più tardi si: il Neverland Ranch, residenza privilegiata in cui The King usava accogliere i suoi ospiti e i bambini malati, venne sequestrata dalla polizia di Santa Barbara nel 2003 e l’anno successivo e giunse insieme ad un mandato d’arresto per abusi sessuali su minori. Le indagini dell’FBI, del dipartimento di assistenza all’infanzia e quello di polizia indagarono sul presunto abuso di Gavin Arvizo, che apparve proprio all’inizio di quell’anno nel documentario Living with Michael Jackson: nonostante tutto però le accuse caddero poco tempo dopo a causa dell’insussistenza dei fatti.

 Il procedimento in aula portò tuttavia a scoprire che gli accusatori di Michael Jackson erano in realtà dei truffatori, che avevano l’abitudine di “adescare” stelle dello spettacolo con lo scopo di guadagnare qualche soldo attraverso finte cause e testimonianze menzognere. Inoltre Janet Arvizo, madre di Gavin Arizo, fu accusata di truffa sia ai danni dell’assistenza sociale di cui percepiva il sussidio, sia dai proprietari dei magazzini della J.C. Penny Corporation. Il 13 giugno 2005 Michael Jackson fu definitivamente riconosciuto innocente e assolto da tutti i 10 capi d’accusa, più 4 minori.

FONTE ORIGINALE


13 giugno 2005: Michael Jackson non colpevole per le accuse di pedofilia
Michael Jackson viene riconosciuto non colpevole per tutti i capi di accusa legati al processo per pedofilia.
La vicenda, nata dalle accuse di Gavin Arvizo, tredicenne malato di cancro aiutato dal cantate per le cure, ebbe un grande impatto mediatico e nonostante durante il processo si dimostrò che le accuse erano solo frutto di un tentativo di estorsione, i media non fecero altro che riportare la versione degli accusatori senza mai fornire un contraddittorio alla difesa. 

Nonostante fosse stato assolto da tutti i 14 capi d’accusa, molti si chiesero il perché dello svolgimento del processo, visto che durante le indagini non erano emerse prove a favore dell’accusa. Lo stesso Michael Jackson si è detto sempre convinto che ci fosse un complotto nei suoi confronti. 

Michael Jackson: 10 anni da quando la Corte lo ha assolto.Un processo che alla fine lo ha ucciso.

Articolo di Roger Friedman.. detto più volte che il passato e anche abbastanza recente di quest'uomo, non lo annovera certamente fra i giornalisti " accreditati e seri" come l'Estate ha detto pochi mesi fa. Ma tutti gli altri media tacciono, nel mentre, e nelle molte occasioni che gli si prospettano davanti potrebbero fare la differenza,pentirsi di essere saliti sul carro dei detrattori, fare ammenda di essere stati la Causa principale per cui la verità su quanto accaduto in quell'aula di tribunale è ancora del tutto ignota e distorta per la massa e per quel grande pubblico che di certo non viene a leggere NOI che siamo i suoi fan.


Dieci anni fa,una giuria della Contea di Santa Maria, in California ha assolto la mega star del pop Michael Jackson dall'accusa di molestie su minori e associazione a delinquere. Il procuratore distrettuale di St.Barbara,Tom Sneddon, accusò Michael di aver molestato Garvin Arvizo e poi di averlo rapito insieme alla madre il fratello e la sorella. Attraverso la difesa brillante dell'avvocato Thomas Mesereau , Michael dopo 4 mesi venne assolto.

Ma il danno era fatto. Michael era stato seduto per settimane e settimane ad ascoltare testimonianze pazze e accuse infamanti. Tutta la sua vita , ciò che riceveva, le sue finanze, i suoi vizi personali, i rapporti con ogni singola persona che avesse mai conosciuto, le descrizioni di parti del suo corpo. Sua madre e, a volte, suo padre, o un fratello, seduti nella fila dietro di lui. Hanno sentito tutto. Tutto quanto riguardava suo figlio/fratello era in piazza alla mercè di tutti quanti.

Quando la giuria raggiunse un verdetto, Jackson era distrutto. Non c'era nessuna celebrazione giubilante. Era a pezzi. Prese i suoi figli e se ne andò dalla California. Mesereau gli consigliò: "Vattene da qui, ora" Perché?Perchè sapeva , come l'ho capito io, e ogni persona con un pò di raziocinio che avesse guardato questo circo iniziato con l'arresto di Jackson nel 2003, che Sneddon ce l'aveva con lui. Sneddon non aveva intenzione di fermarsi sino a quando e in qualche modo non fosse riuscito a mettere Michael Jackson dietro le sbarre. Se Michael fosse rimasto a Neverland, nella Contea di Santa Barbara, sarebbe stato per sempre un obbiettivo.

La vendetta di Sneddon contro Michael Jackson, proveniva da 10 anni prima, quando Michael accettò un accordo finanziario con la famiglia di un altro ragazzo, Jordan Chandler. La peggior decisione che Michael abbia mai preso. Che ha creato attorno a lui l'alone del sospetto e dalla quale non riusciva a liberarsi, e lo ha reso il bersaglio di molte altre estorsioni, che lo hanno reso un dipendente dai farmaci non sempre in grado di prendere decisioni in maniera lucida ,e farmaci che alla fine lo hanno ucciso.

Qual è stato il vantaggio dell'accordo con i Chandler? Per gli avvocati e i consulenti, ha evitato a Michael la prigione e un processo, nel 1994. Sneddon , senza i Chandler, non poteva perseguire Michael. Sconfitto prima ancora che potesse presentare un caso. Sneddon si sentiva preso in giro. Ma invece di lasciarlo andare Jackson lo ha deriso pubblicamente e schernito nelle canzoni. E Sneddon ha promesso vendetta.
(--- la sintesi di Friedman, non manca mai di essere in parte palesemente scorretta. Sneddon aveva presentato il caso Chandler al gran Giurì che gli aveva respinto il caso, e ben prima che ci fosse un qualunque accordo stragiudiziale, e ha continuato a cercare qualcuno disposto a montare accuse contro Michael,persino al di fuori della sua giurisdizione e con la collaborazione di quella cagna di Dimond. Se Michael lo ha deriso( e non lo ha fatto, ma ha semplicemente risposto alla sua persecuzione), è ciò che era giusto fare, e l'ha fatto a suo modo, con la musica, ha detto al mondo chi era Tom Sneddon. Aveva forse sbagliato? direi proprio di no.)

Ci sono solo un paio di cose che dovete sapere su questo processo. La madre di Gavin Arvizo, dimostrò in tribunale di essere una truffatrice completamente pazza. Sneddon trovò in lei una perfetta collaboratrice. Lei avrebbe fatto e detto tutto quello che lui voleva, e non era importante se i loro cosiddetti "rapitori" avessero le prove di dove era stata, compreso un istituto di bellezza, le date delle serate al cinema, dei pasti ordinati, e dei giri di shopping nei centri commerciali.
 Quando, Frank Cascio e Vinnie Amen- vennero da me nel 2004 con un enorme valigetta di metallo piena di registrazioni di quello che era successo, la prima cosa che ricordo di aver detto loro è stata: "Sei sicuro che non siano stati gli Arvizo a rapirvi ? "

Stavo scherzando, ma questo è davvero quello che era successo. Gavin Arvizo aveva il cancro. Sua madre, Janet, utilizzò la malattia del figlio per insinuarsi nella vita di Michael. Michael Jackson è stato piuttosto ingenuo nel progetto "We are the World" nel quale credeva, credeva di poter salvare il mondo, e di poter "salvare i bambini che sono destinati a morire", come Marvin Gaye, una volta cantava. Michael, dopo aver venduto più di 100 milioni di dischi, era soprannominato il "Re del Pop", si vedeva come un salvatore. Salvare Gavin era per lui parte dei suoi doveri.

Ed è questo che fece esplodere la bomba. Quando permise a Martin Bashir di venire a casa sua e fare un documentario che mostrava Michael abbracciato a Gavin, fu terribile. La maggior parte del documentario, volutamente reso insidioso da Bashir ' e chiamato "Living with Michael Jackson," mostrava scene in cui Gavin- che Michael aveva portato a Neverland per le riprese per dimostrare che era un salvatore- parlava di dormire nel letto di Michael. Quando il documentario fu trasmesso sulla ABC nel gennaio 2003, scattò immediatamente l'allarme. Scrissi a quel tempo che era possibile Michael finisse in carcere. Internet esplose di articoli e commenti.

Sneddon , inviò immediatamente i suoi collaboratori a Los Angeles, dagli Arvizo. Il suo biglietto da visita sotto la loro porta. Quando Michael capì cosa era successo, cacciò gli Arvizo da Neverland. Dovevano tornare alla loro vera vita senza trattamenti di bellezza e regali. E fu in quel momento che Sneddon trovò in Janet Arvizo una collaboratrice. Ma non si è preoccupato di conoscerla con attenzione, evidentemente. Era così entusiasta di avere qualcuno che l'avrebbe aiutato a realizzare il suo obiettivo di mettere Michael Jackson in carcere, da non indagare troppo a fondo su Janet Arvizo.
(--- di nuovo un lieve difettuccio di cronaca: La famiglia Arvizo non viveva più in pianta stabile a Neverland già dall'epoca del documentario. Dopo che Gavin era guarito e nel mentre tutta la servitù di Neverland relazionava spese pazze con i soldi di Michael, Gavin e il fratello che si ubriacavano nelle cantine, o navigavano su siti porno( mentre Michael era da tutt'altra parte del mondo.. Michael pensò fosse giusto che tornassero alla loro vita. La famiglia Arvizo, in seguito al documentario, si era rivolta ad un legale, per fare causa a Bashir, Sneddon venne a sapere questo e contattò la famiglia. Da questo incontro, unito al fatto che Michael li stava abbandonando( o così lo interpretavano quelle sanguisughe di Arviz), nacquero le accuse.. tutto organizzato.Ma nel momento in cui furono formulate le accuse, il raid a Neverland, l'arresto etc.. Michael ancora non sapeva nemmeno chi fossero gli accusatori.)

Il mio momento preferito mentre stavo seduto nell'aula all'interno del palazzo di Giustizia di Santa Maria? Quando Tom Mesereau chiamò Janet Arvizo a testimoniare e lei disse che Michael Jackson stava progettando di rapire i suoi figli scappando in mongolfiera. L'aula scoppiò in una risata. Il giudice Melville batteva con il suo martello chiedendo " ordine". Fu il culmine di una testimonianza allucinante e abilmente scoperta da Mesereau. Tutti capirono in quel momento che la giuria, non avrebbe comprato le accuse di Sneddon. Tutti, cioè, tranne Sneddon.

C'erano degli ottimi avvocati con Sneddon. Ron Zonen era uno di questi rispettabili. E anche Gordon Auchincloss era considerato un mastino. Ma per qualche ragione, non misero mai in discussione le motivazioni di Sneddon. E lo seguirono ciecamente giù dal ponte dentro l'oceano.

La procura era talmente certa della vittoria, che alla vigilia del verdetto, festeggiarono congratulandosi l'un l'altro. In un ristorante aperto al pubblico, una donna li vide e mi chiamò subito..

Questo è ciò che scrissi il 10 giugno 2005: la Procura che accusa Michael Jackson di molestie su minori e associazione a delinquere ritiene apparentemente di aver già vinto il caso.
Mercoledì sera [8 giugno], l'intero staff della procura - il procuratore distrettuale Tom Sneddon, Ron Zonen, Gordon Auchincloss, con le loro moglie e famiglie - hanno celebrato la vittoria nel ristorante The Hitching Post in Casmalia.

The Hitching Post, è considerato il miglior ristorante nella zona di Santa Maria.
Sneddon era così felice che ha persino abbracciato Aphrodite Jones, la cronista delle celebrità di colore. Lei mi ha detto che era in un felice stato d'animo, e stringeva la mano a tutte le persone che incontrava.
Un osservatore ha detto "Erano tutti molto allegri, stavano sicuramente celebrando qualcosa. "
Il team del procuratore è stato avvistato prima in un bar a festeggiare per poi ritirarsi in una sala privata del ristorante.
"Ma si poteva sentirli ridere e brindare e continuare la festa", ha detto una fonte.
Presenti anche alcuni degli investigatori della polizia coinvolti nel caso, tra cui Steve Robel e Jeff Klapakis.
Al contrario, Tom Mesereau, l'avvocato della difesa si è visto raramente in giro in città, ha mantenuto un comportamento molto riservato da quando la giuria si è riunita per deliberare, circa una settimana fa."
Lo scrissi due settimane dopo che il processo si era concluso e la giuria aveva iniziato le delibere e 5 giorni prima che poi tornasse con lo splendido verdetto che rigettava interamente le accuse di Sneddon. Eppure erano convinti che ce l'avrebbero fatta.

In un certo senso è vero, ce l'hanno fatta. Tom Sneddon ha ucciso Michael Jackson. Se Sneddon fosse stato veramente obbiettivo e avesse studiato davvero il caso Arvizo, non ci sarebbe mai stato alcun processo. Ma lui lo ha trasformato in un circo dal primo giorno, e cioè dalla messa in scena del raid a sorpresa su Neverland, in complotto con la giornalista di tabloid Diane Dimond (la cui intera carriera è costruita sulla sua ossessione e odio contro Jackson) - pronta a fare lo scoop . Niente è stato fatto per la verità. E' stato fatto tutto per rovinare Michael Jackson e ha funzionato.

Gli Arvizo- non abbiamo più saputo niente (tranne che per la relazione di Diane Dimond sul matrimonio di Gavin nel 2013 e nel quale - incredibile- delle canzoni di Michael sono state messe dal deejay). Jordan Chandler? Il padre, dopo aver trasformato il figlio in un recluso e dopo aver distrutto la reputazione di Jackson, si è suicidato 5 mesi dopo la morte di Michael per mano del dottor Conrad Murray. 
Nel 1996, un giornalista di nome Mary Fisher scrisse un articolo, dove dimostrava come Evan Chandler e il nuovo marito della sua ex-moglie avevano portato Jordy a pensare di essere stato molestato. Il loro operato, il lavaggio del cervello sul ragazzo gli aveva fatto guadagnare 20 milioni di dollari. Tredici anni dopo Michael Jackson è morto.

La giuria nel processo pensava che dopo aver assolto Michael, le porte d'oro massiccio di Neverland si sarebbero aperte e che Jackson avrebbero ringraziato ciascuno di loro singolarmente. Niente di più sbagliato. Le porte furono chiuse per sempre. 
E Jackson non ha più fatto ritorno a Los Olivos. Due settimane più tardi lui e i suoi figli erano scomparsi, dando il via a quattro anni da senza patria conclusosi con la sua morte. 
Neverland era nel silenzio più assoluto. E a differenza dei procuratori, nessuna festa per questa amara vittoria.

LINK TRADUZIONE - Michael Jackson: 10 anni da quando la Corte lo ha assolto.Un processo che alla fine lo ha ucciso.
ORIGINAL TEXT - Michael Jackson:10 years since the court acquittal that eventually killed him