domenica 7 settembre 2014

In difesa: Un articolo sull'HIStory Tour di Michael Jackson di Syl Mortilla



Appena prima di immergersi nella folla, comparendo davanti al palco a bordo di un razzo, Michael Jackson trasporta il pubblico a bordo della sua navicella, in un viaggio attraverso alcuni eventi globali storici. Musica e iconografie di Michael sono intervallati da immagini dello sbarco nella luna, immagini di Madre Teresa e discorsi di Martin Luther King: eventi e persone equiparabili alla maestà di Michael e dei suoi successi.
Attraverso delle montagne russe, si giunge poi alla Cappella Sistina,dove la navicella galleggia, in silenzio e con rispetto, prendendosi il tempo necessario ad ammirare la squisita bellezza dell'arte circostante e prima di immergersi in un incubo oscuro ma ardente,come un dipinto vuoto, ispirato da Dio sa cosa.
Poi, prima di dirigere verso lo stadio,dove intratterrà 100mila persone che sono li solo per vederlo,Michael fa un altra piccola deviazione,verso quella sorta di irritazione che è la guerra.

Il tour HIStory è stato fortemente diffamato.La sfrontatezza con cui Michael utilizzò il play back venne biasimata da molti critici al momento.Il danno polmonare di cui subiva, è stato descritto dettagliatamente dall'autopsia.Ed era un problema che Michael aveva da molto tempo, probabilmente un sintomo del suo essere una vittima del lupus.
Michael, essendo un uomo molto riservato, ha cercato di mantenere i suoi problemi di salute un segreto (a volte a discapito delle relazioni pubbliche-ad esempio era apparso molto più pallido di colore molto prima di rivelare di soffrire di vitiligine), ma i problemi polmonari erano evidenti dalla fatto che faceva sempre più uso del play back nei tour successivi . Con il senno di poi, è ovvio che questo era dovuto alla condizione degenerativa dei suoi polmoni, aggravata dal suo essere un cantante professionista.

E 'un peccato che l'HIStory tour abbia inaugurato l'inizio del play back (dopo tutto, se il Re del Pop può farlo, sicuramente chiunque può Ma allora -? Michael era sempre un precursore), così come ora esiste una stragrande varietà di burattini post Disney che palesemente utilizzano il playback e con l'unico cinico intento di guadagnare nel vendere immagini sessuali ai bambini. Almeno quando la malattia di Michael lo costrinse al play back, lui, stava vendendo un messaggio di pace e di buona volontà ( e nel mentre ballava in un modo talmente divino da valere di per se il biglietto d'ingresso ). E faceva tutto questo, mentre soffriva di svariati problemi fisici risultato dell'aver dedicato la sua vita all'intrattenimento e a educarci, attraverso la sua danza.

Il fatto che nonostante tutto questo Michael abbia comunque svolto il tour, dimostra, se non altro, la sua etica del lavoro e la profonda dedizione per il suo messaggio. La ragione per cui Michael si stancò dei tour, era a causa della spada di Damocle , l'inevitabile dipendenza dai farmaci a cui era costretto per sostenere un calendario globale biennale, faticosissimo. L'utilizzo di urletti intermittenti - potrebbe anche essere stato dettato dal subconscio, la spontanea espressione vocale di un essere umano frustrato, universalmente noto per la sua voce unica, che doveva fare i conti con il deterioramento vocale correlato anche all'età. Non dimentichiamo che Michael aveva girato il mondo esibendosi professionalmente già per 30 anni, all'epoca di HIStory. L'HIStory tour era il crepuscolo della sua carriera. E alla fine, cercando sempre di vivere al livello di aspettative irrealistiche ed egoistiche da parte di un pubblico ingrato,si è trasformato nella mezzanotte della sua carriera- conclusasi con la sua morte.

I rari momenti in cui Michael canta dal vivo (Smile, The Lost Children, I Just Can’t Stop Loving You, Don’t Stop Til You Get Enough, Speechless and Human Nature) sono solo frammenti - Michael non riusciva più a sostenere una performance vocale di lunga durata. E certamente non aveva la forza fisica per sostenere 50 concerti all'Arena O2. Il Brunei Royal Concert del 1996 (uno dei miei preferiti) - appena prima del HIStory Tour - è stata l'ultima volta che Michael ha cantato parte dello spettacolo dal vivo. Ma si trattava di un singolo concerto, non di un tour intero. Le immagini in 3D, e gli altri effetti pirotecnici sempre più presenti nei suoi spettacoli, non erano altro che distrazioni dal fatto che Michael Jackson come performer vocale dal vivo stava diventando ormai un uomo finito, nel mentre cercava comunque di dare ai suoi fans uno spettacolo meritevole. C'è una ragione per cui attraversai l'Europa per vedermi 7 concerti. Come descrive Katharine Hepburn in The Legend Continues, "Penso che lui è una stella, qualunque cosa faccia,non puoi fare a meno di guardarlo."

E, sono abbastanza certo che l'HIStory Tour fosse un incredibile spettacolo di danza e il veicolo per gli sforzi umanitari di Michael,davvero spettacolare. Essendo sempre più in difficoltà per la voce, in quel tour Michael ebbe modo di dare maggior spazio alla sua visione filantropica della vita - donandoci così un catalogo di coreografie uniche e iconiche. E tuttavia, le sue difficoltà polmonari( e le critiche che ne derivarono) lo portarono ad essere sempre più solo. Questo è l'unico rammarico legato all'HIStory tour. E in ogni caso, vi sfiderei a mostrarmi un qualunque artista che canta in playback, ed è in grado di fare uno spettacolo buono anche solo la metà di quanto Michael riusciva a dare. Non lo troverete.

Nel documentario Private Home Movies, c'è un segmento molto sarcastico e divertente dove Michael dichiara" Mi piace andare in tour!" , era Jermaine Jackson che affermava Michael fosse sempre preoccupato per i tour; l'ansia, era ovviamente suscitata dal dover ricorrere a farmaci per poter adempiere agli obblighi. Utilizzare degli stimolanti per portare gli artisti a soddisfare le esigenze dello spettacolo è una pratica antica, almeno quanto il settore: Judy Garland veniva riempita di anfetamine per velocizzare e portare a termine le riprese del Mago Di Oz.

Detto questo, è abbastanza evidente che Michael era felice, per una buona parte dell'HIStory tour- spesso lo si vede sorridere - senza dubbio godendo dell'ammirazione che riceveva da anche 100mila persone per sera, completamente immersi nell'appagamento di poter vedere una leggenda, una figura storicamente iconica e significativa, un genio della danza. Che era la danza. E tutto per 17,50 sterline.

Così, più o meno allo stesso modo, Michael dovrebbe essere al centro di quell'emozione necessaria e convincente di ciò che cercava di esprimere nelle sue canzoni - una caratteristica così evidente, sin da quando aveva 11 anni e cantava I'll be there -e un emozione che riusciva in qualche modo ad esprimere anche nel play back.
Ma quando cantava in play back con i Jackson 5 qualcuno, allora lo criticava? Sono sicuro che Michael sinceramente avrebbe voluto poter cantare dal vivo negli ultimi anni, ma era oltre la sua, e di chiunque, capacità fisica, polmoni danneggiati per aver cantato sin da piccolo in locali fumosi o no.

ENGLISH
In Defence: An Article on Michael Jackson’s HIStory Tour by Syl Mortilla


sabato 6 settembre 2014

'INTRODUZIONE' Tratta da 'Dancing the dream' di Michael Jackson - Dancing The Dream

“Dancing the dream” fu pubblicato per la prima volta dalla casa editrice 'Doubleday' negli Stati Uniti: l'opera è stata dedicata dall'artista alla madre Katherine, mentre l'introduzione è stata scritta dall'amica di Michael Jackson, Elizabeth Taylor.


Quando sento il nome MICHAEL JACKSON mi vengono in mente subito le stelle più brillanti,
i fuochi d' artificio e le più profonde emozioni.

Io adoro MICHAEL JACKSON.
Penso che sia uma delle stelle più grandi al mondo,e non a caso è anche uno dei più
grandi musicisti che l'umanità abbia mai conosciuto.

Ciò che rende MICHAEL ancora più unico è il fatto che tutti i suoi record, i premi, i riconoscimenti,
non hanno minimamente alterato la sua sensibilità e il suo amore verso il prossimo, l'affetto per
la sua famiglia e per i suoi amici, e soprattutto per i bambini del mondo.

MICHAEL è come una spugna. E' sempre pronto ad imparare.
E' così intelligente da risultare oltremodo brillante.
E' anche molto curioso e vuole sempre imparare il meglio dai grandi,
coloro che sono sopravvissuti al tempo.

Lui non è di questo pianeta.
E' un essere colmo di profonde emozioni che creano quel non-terreno,
speciale, innocente, fanciullesco, saggio uomo che è MICHAEL JACKSON. 



ARTICOLO COMPLETO

(1° Parte) MJ: ANEDDOTI,FATTI DIVERTENTI,CURIOSITÀ


Spiderman dal deputato Questo aneddoto è stato riportato da Steve Lavagnino, Vice direttore del comune di Elton Gallegly, repubblicano della camera dei Rappresentanti. Primi di maggio 2003, Michael Jackson si è recato nel comune di questo deputato di Solvang, il piccolo paese vicino a Neverland. Mascherato con una maschera di spiderman blu e rossa, è arrivato nell’ufficio di Lavagnino chiedendo perché la città non avesse un fast food. Davanti all’incredulità del politico, si è poi tolto la maschera e il deputato ha esclamato “Oh, ma vi ho già visto in televisione!”. 
Il cantante ha allora risposto “Non creda a tutto quello che vede in televisione”. Constatando che non c’era nient’altro che un piccolo bar che vendeva panini in città, ha firmato un autografo al deputato e se ne è andato nella sua Bentley nera per andare a mangiare in un Taco Bell/Pizza Hut di Buelton, un altro paese non lontano da li.
Il deputato ha dichiarato “E’ difficile fare meglio. E’ la mia prima settimana in questo ufficio e ho incontrato l’uomo più famoso del mondo”. 
Ana Torres, vice direttrice del Pizza Hut, a sua volta ha detto: “E’ stato particolarmente gentile. Aspettando che preparassimo il pranzo per lui e per suo figlio Prince Michael, ha firmato autografi per gli impiegati e ha chiacchierato un po’ con i clienti." 
Quanto a suo figlio: "aveva i capelli biondissimi, era veramente carino”. Il cantante era seduto sul sedile del passeggero in macchina. Ha ordinato due pizze al formaggio, delle baghette, dell’acqua e tre tacos al pollo.


L'incidente delle mutande Sam L. Parity, impiegato in uno studio americano nell'epoca in cui Michael Jackson registrava l'album Dangerous, ha raccontato che il cantante un giorno gli chiese di andargli a comperare delle mutande da J.C. Penney perchè era a corto di sotto abiti.. Spiega sul suo blog: "All'inizio mi ha solo detto che voleva dei sotto abiti. Quando gli ho chiesto di che tipo lui ha semplicemente ripetuto "Dei sotto abiti"! Gli ho detto che non ero sua madre, che non sapevo cosa prendere, si è messo a ridere e mi ha detto: "delle Hanes, taglia 30, per favore" (nota: taglia 30 = taglia 38 in Europa). Avevo praticamente varcato la porta quando improvvisamente, è accorso gridando " Prendi piuttosto la 32, non voglio starci troppo stretto dentro"!.


Celebre risata a crepapelle Negli anni 90, Michael Jackson accorda un’intervista alla televisione giapponese, il giornalista l’intervista in giapponese e una persona traduce. Apparentemente, il cantante trova qualche difficoltà a concentrarsi perché ci sono altre persone nella stanza dove si svolge l’intervista. Si agita un po’, scherza timidamente.. E di colpo, un cellulare si è mette a suonare. Esce dal suo letargo e canticchia “Diling diling diling diling! What is it?” (imitando il suono del telefono con una sorprendente serietà). 
Poi inizia a ridere, prima timidamente, poi senza riuscire a contenere il suo attacco di ridarola. Appena il giornalista cerca di rimanere calmo, lui ricomincia a ridere. I minuti passano ed è consapevole che deve calmarsi per riuscire a rispondere alla domanda posta. Quando sente che sta per rimettersi a ridere, cerca di impedirselo.. E questo dona alla sua risata una tonalità molto.. esilarante.


Gaffe di una fan Ogni fan sogna che il suo incontro con Michael Jackson sia memorabile.. Solo che, a volte, questo non accade sempre come abbiamo previsto.. Soprattutto quando il o la fan in questione non ha molta maestria con la lingua di Shakespeare. Questo aneddoto illustra quello che può succedere quando si parla male inglese..

Siamo negli anni 90. Michael Jackson soggiorna in Europa. Dei fan sono riusciti ad eludere il controllo della sicurezza e incontrano il cantante mentre si appresta a lasciare l’hotel. Una delle fan del gruppo voleva chiedergli “Posso scendere con te?” (voleva accompagnarlo solo fino alla macchina, il parcheggio era situato nel sottosuolo dell’hotel). Ma si è sbagliata nella sua traduzione e gli ha detto: “Can I go down on you..” che è quello che chiede una ragazza quando vuole fare delle coccole al suo ragazzo.. Immaginate la sorpresa di Michael e l’imbarazzo della sfortunata fan quando si è accorta del suo errore.


La musica, si, la musica Se i fan, loro, conoscono spesso tutte le parole delle canzoni a memoria, non è il caso di Michael Jackson. In effetti, compone tantissime canzoni e può dar luogo ad alcune dimenticanze: 
- Tra le più celebri, rientra la dimenticanza di 'Dirty Diana' durante il BAD Tour di Yokohama, parole sostituite con “Hey baby do Chat you want, I’ll be Word night lonini, I’ll be the finanana, I don’t care wanounai, nanyenanye tou fa, I’ll be you nanani, je na ne ni nou haaaa”..

- Quello di Beat It.. Per il quale Michael Jackson ha trovato una soluzione semplice: siccome aveva dimenticato le parole del 2° verso, ha cantato due volte il primo..

- Infine, il 21 Ottobre 2001, ha partecipato ad un concerto speciale in favore delle vittime degli attentati dell’11 settembre (United we stand: what more can I give). E’ nel pieno del pezzo Man in the Mirror quando di colpo, si interrompe e si scusa: “Scusate ma.. Qualcuno potrebbe portarmi le parole della canzone? E’ talmente tanto tempo che non la canto che non me la ricordo più”. 

Corsi di canto  Michael Jackson ha iniziato a seguire dei corsi di canto solo nel 1973, alla Dick Grove School of Music (a Van Nuys, nella periferia di Los Angeles). Dopo gli inizi della sua carriera da adulto, lavorò sulla sua voce con Seth Riggs, professore di canto. E’ risaputo che sia lui ad aver insegnato alla star a mantenere il suo falsetto (la sua voce acuta) mentre parla. Perché la “vera” voce di Michael Jackson è molto più grave (è quella che sentiamo nel suo cortometraggio “Ghosts” quando interpreta il ruolo del Sindaco). 


Per quanto riguarda il solfeggio, non sa né leggere né scrivere la musica. Ha imparato soltanto, imitando a orecchio, a suonare il piano, la chitarra, l’arpa e la batteria ma non ha mai seguito dei corsi. Allora, come fa per comporre le sue canzoni? Utilizza uno stereo multidisco. Su ogni disco registra uno strumento diverso (che spesso imita con la sua bocca: Human Beat Box) e poi mixa il tutto. In seguito può fare ascoltare le sue composizioni a dei musicisti professionisti che le risuonano. Ultimo dettaglio: nemmeno James Brown, l’idolo di Michael Jackson, o John Lennon non sapevano leggere e scrivere la musica. 



venerdì 5 settembre 2014

Darren Hayes: 'FALL AGAIN': UNA STORIA PREZIOSA

Darren Hayes ex cantante dei Savage Garden, racconta una storia interessante su come un tempo è stato ispirato dalla canzone "Fall Again", cantata poi da Michael Jackson. La canzone in versione demo è contenuta nel quarto disco del cofanetto "Michael Jackson - The Ultimate Collection" pubblicato nel novembre 2004. La voce di Michael in questa canzone è sensualmente acuta come non mai, un gentile sussurro romantico che ti accarezza dolcemente la pelle, ma dopo aver letto quest'aneddoto, di là dall'emozione che può suscitare, la definirei semplicemente talentuosa.

I fan della mia musica conoscono la canzone Insatiable. E' stata scritta e prodotta in collaborazione con Walter Afanasiev. Ma pochi sanno che ho creato un brano ispirato alla canzone Fall Again, che Walter e Alan Thicke scrissero per Michael nel 1999.

Per i fan di Michael Jackson - Questa è la storia non raccontata del mio quasi incontro con il Re del Pop e di come Michael Jackson mi ha ispirato.





Ecco la storia.
Quando nel 1999 stavo registrando 'Insatiable' contenuta nell'album 'Savage Garden' con Walter nel suo studio a San Francisco, mi fece ascoltare una versione demo della canzone Fall Again, a quel tempo registrata con la voce di Robin Thicke. Walter e Robin avevano deciso di offrire una canzone a Michael per il suo nuovo album Invincible.

Rimasi affascinato e chiaramente immaginavo la voce di Michael su questa traccia. Mentre Walter non era sicuro se Michael sarebbe stato interessato alla canzone, io come suo fan, ebbi la sensazione che Michael Jackson al primo ascolto, l'avrebbe amata proprio com'era successo a me. Mi richiamò subito alla mente le sue piacevoli canzoni classiche come Human Nature. Sapevo che Michael con la sua voce le avrebbe conferito quel tocco "micidiale".

Infatti, a Michael la canzone piacque, e accettò di registrare un suo demo. Accadde solo un piccolo inconveniente: l'unico momento in cui MJ era libero, Walter aveva già concordato con me di registrare le voci del brano Insatiable per l'album Savage Garden.


Tuttavia, Walter decise che avrebbe potuto registrare entrambe le sessioni, per cui volammo a New York. Il mattino registrai con lui nello studio di Sony, e poi nel pomeriggio, andò da Michael Jackson presso The Hit Factory, praticamente dall'altra parte della strada.
Oltre alla prima versione di Fall Again - questa demo è in assoluto l'unica esistente, poiché Michael registrò la canzone solo quella volta. Un semplice tentativo. Lui non ebbe nemmeno il tempo necessario per imparare la canzone correttamente, ma ascolta quanto è incredibile il suo lavoro!

Il giorno della registrazione con Michael, Walter ritornò a lavorare alla mia sessione, due ore più tardi, il suo aspetto era raggiante. Parlò in termini appassionati di Michael, circa la sua voce, la sua cortesia e il suo talento. Ma più di tutto mi toccò quando disse che i bambini di Michael (Prince e Paris) erano in studio, Michael aveva istituito nella sua cabina un monitor TV per vedere i suoi figli giocare con la tata nella stanza accanto, mentre lui cantava. La sessione fu interrotta prematuramente a causa dei bambini che si sentirono male, e Michael, da un buon padre premuroso, voleva dare loro tutta l'attenzione necessaria. Come mi fu raccontato, si scusò e andò via dalla sessione dopo aver completato la prima presa.

Non ho mai sentito la versione cantata di Michael, finché non è stata pubblicata molti anni dopo (anche se Walter sapeva che ero un suo grande fan, ha rispettato la privacy Michael Jackson e non mi ha mai fatto ascoltare la demo). Ma nella mia mente era rimasta impressa quella magica melodia e l'emozione che mi suscitò l'ascolto della canzone, quella prima volta cantata da Robin Thicke. Così quando arrivò anche il mio momento di registrare un album come solista, chiesi a Walter di scrivermi una canzone con quella stessa energia. E così nacque Insatiable.

E' stupefacente sentire la versione demo di Michael dopo tanti anni e ammirare la sua arte. Michael è la ragione per cui sono diventato un artista (da quando vidi il suo Bat tour nel 1987, in quell'istante mi resi conto che per il resto della mia vita, volevo esibirmi). Ascoltando i suoi album, ho imparato a cantare. Sono così orgoglioso del fatto che anni dopo, nella mia carriera e lavoro c'è una sua parte! E anche se non è più con noi, mi piace pensare che quella piccola scintilla d'artista, che accese in me - faccia parte della sua eredità.

Scusate se l'articolo è venuto lungo e sentimentale, ma so che i fan apprezzeranno la storia di MJ. Ho sempre desiderato raccontarla, e oggi finalmente l'ho fatto.

MJ DISCOGRAFIA: APPROFONDIMENTI


Michael Jackson - Instrumental Songs - Musica

For All Time Instrumental by Wilco Matla

Will You Be There (Instrumental) [Audio HQ] HD

Childhood (Instrumental) Audio HQ 

Hold My Hand- Instrumental