domenica 2 novembre 2014

Intervista a Armond White, autore di 'Moving On: The Chronicles of Michael Jackson'

2011
Circa un anno fa mi è capitato di trovare un piccolo libro dalla copertina morbida, auto-pubblicato dal critico musicale e cinematografico di New York, Armond White, Moving On: The Chronicles of Michael Jackson.

Allora, come adesso, era praticamente impossibile trovare materiale letterario che ha esaminato la vita ed il lavoro di Michael o la persona che era in modo equo e non sensazionalistico. Dopo la ricerca su chi fosse Mr. White e quale fosse il fine del suo libro, ho deciso di realizzare qualcosa che può essere speciale. Mr. White ha iniziato a fare la critica della musica di Michael e dei cortometraggi a metà degli anni Ottanta ed ha continuato a farlo durante la fine degli anni novanta. Trovo che la sua intuizione e l’analisi dell’arte di Michael sia avvincente e ricca di comprensione, come scava in profondità nei processi del pensiero e nei messaggi potenti che Michael ha incorporato nel suo lavoro. Mr. White ha esaminato “Black or White” e realizzato in profondità splendide interpretazioni della 'Panther Dance', ossia ciò che chiude il cortometraggio.
 Ha discusso anche di Scream, Jam, e molte altre uscite importanti per la musica, i testi e la rappresentazione visiva. Mi sono divertita a seguire il riconoscimento crescente di Mr. White verso Michael per il coraggio e la determinazione di esprimere la sua creatività a fronte di una opposizione potente e feroce.

Armond White ha gentilmente acconsentito a questa intervista, e voglio personalmente ringraziarlo per il suo tempo e la sua competenza, che come tutti noi, si impegna a comprendere la profonda influenza che il genio artistico di Michael ha e continuerà ad avere sulle generazioni future. Mentre egli in modo assai eloquente afferma: “Noi tutti viviamo, balliamo, e piangiamo all’ombra di Michael Jackson”.

Lauren: Mr. White, grazie per aver accettato questa intervista. Potrebbe raccontarci il tuo background?

Armond: Sono nato e cresciuto a Motown (Detroit, Michigan), ho conseguito la mia laurea in giornalismo ed un Master in Storia del cinema, Teoria e Critica alla Columbia University, sono stato critico e redattore delle Arti del The Sun City di New York (1984 - 1996), ho vinto il premio ASCAP-Deems Taylor per la critica musicale; Critico cinematografico al New York Press (1997 fino a oggi), tre volte presidente del New York Film Critics Circle. Libri: The Resistance: Ten Years of Pop Culture That Shook the World, Rebel for the Hell of It: The Art Life of Tupac Shakur, and Keep Moving: The Michael Jackson Chronicles.

Lauren: Cosa l’ha portato alla carriera di scrittore e come è arrivato ad essere un critico cinematografico?

Armond: Leggendo la raccolta di recensioni di Pauline Kael, il Kiss Kiss Bang Bang che mi ha dimostrato che la critica poteva essere una forma letteraria, e un modo di comprendere la cultura popolare e che cosa significhi per la società.

Lauren: Ha avuto mentori particolari, o quelli che ha ammirato l’hanno spinta a proseguire il suo lavoro?

Armond: La mia famiglia è sempre stato il mio mentore principale, e vari esempi del pensare bene e del buon scrivere.

Lauren: A quali uscite sta lavorando ora? Le trova divertenti?

Armond: Sto lavorando per la coscienza politica, la proprietà nera del The City Sun è stata una fonte d'ispirazione, come il suo motto, 'dire la verità al potere', suggerisce. Scrivere ora per il New York Press è una grande opportunità per dire la verità al potere. Mi sento fortunato di essere lì.

Lauren: Immagino che trascorra un sacco di tempo a vedere film e fare ricerca. Si può parlare delle ricerche. Può parlarci di questo un poco?

Armond: Tutto nella vita contribuisce al modo in cui si risponde all'arte. Vedo, leggo e ascolto un sacco di films, libri e musica; una forma influenza un’altra, aiuta tutti.

Lauren: Cosa trova più stimolante del suo lavoro?

Armond: Cercare di tenere il passo con le novità, e scoprire artisti nuovi e vecchi. Inoltre, il portare l'onestà a una cultura corrotta da avidità e disonestà, e il razzismo.

Lauren: Puoi parlarci un po' dei due libri che ha pubblicato prima di Keep Moving: The Michael Jackson Chronicles?

Armond: The Resistance raccoglie gli scritti dal 1984 al 1994 quando la cultura pop ha subito grandi cambiamenti, a causa dell'avvento dell’ Hip-Hop e l'impatto di artisti come MJ, Public Enemy, Morrissey, Steven Spielberg, Pedro Almodovar, e August Wilson. Rebel for the Hell of It was è stata la possibilità di valutare la rilevanza culturale di Tupac - un tema che proseguirò anche in una prossima monografia su MJ intitolato Souvenirs.. Cercatela presto.

Lauren: Cosa l’ha spinto a scrivere sull’arte di Michael Jackson? Lo ha ascoltato e apprezzato da giovane, come tante persone hanno fatto?

Armond: MJ è stato un artista fenomenale. L'ho capito dal momento in cui i Jackson 5 apparvero sull’Hollywood Palace nel 1969. Da allora la sua carriera è stata una sorpresa dopo l'altra. E'stato la sfida più importante all’arte e alla politica per più di un quarto di secolo. Da Thriller, è anche stato la più grande ispirazione musicale e del video musicale.

Lauren: Il suo commento sul cortometraggio di Michael, Black or White, scritto nel 1991, The Gloved One is Not a Chump, ha vinto il premio ASCAP- Deems Taylor Award per la critica cinematografica nel 1992. La sua discussione, in particolare per quanto riguarda la danza finale, è molto educativa, stimolante, e rivelatrice. Vuole parlare di quanto sia stato importante questo film e continua ad esserlo?

Armond: Spero che il saggio faccia giustizia a Black or White, e delinei la sua importanza come uno spartiacque artistico e una grande affermazione politica. E' pieno di storia, rabbia, bellezza, e fede nel potenziale dell'umanità.

Lauren: Vuole commentare il coraggio che ha avuto Michael ad esprimersi nel modo in cui fece, e come sia riuscito ad avere la visione del mondo e l'esperienza collettivamente?

Armond: Black or White è un grande esempio di ciò che un artista che ha principi può compiere. MJ aveva l'attenzione del mondo, e utilizzò il momento nella sua pienezza. Ma poi, lo ha fatto ancora e ancora - con 'Bad', 'Scream', e This Is It.

Lauren: Pensa che fosse consapevole della reazione potenziale, soprattutto per la parte finale, ma comunque la fece perché il suo messaggio raggiungesse il più grande pubblico possibile?

Armond: Un artista si muove per esprimere se stesso, e non può essere preoccupato della reazione. Black or White è stato il messaggio brillante e coraggioso di MJ al mondo. Si è ritratto dal gioco, ma poi ritorna più forte ogni volta. 'Scream' porta avanti il coraggio e la rabbia e la visione della parte finale di Black or White.

Lauren: Lei scrive in profondità su "Jam" e “They Don't Really Care About Us”. La tempesta di fuoco iniziata da parte di alcuni scrittori dopo che TDRCAU è stata rilasciata, è stata profonda. Con il passare del tempo, studi equi e non distorti sono stati pubblicati su questo lavoro, pensa che più persone capiranno il genio e le potenti dichiarazioni sociali presenti?

Armond: Certo! Ma, dal momento che MJ era anche interessato a Dire la verità al potere, la sua visione avrà sempre bisogno di essere protetta dai suoi ammiratori, dall'assalto e la negazione perpetrati dai potenti mezzi di comunicazione popolare che vogliono mantenere lo status quo.

Lauren: Lei scrive delle superficiali recensioni dei media riguardo il lavoro di Michael, visto attraverso il prisma del razzismo, il giudizio sulla sua persona, lo stile di vita, le scelte personali, ecc. Perché pensa che Michael è stato scelto per il trattamento che ha ricevuto?

Armond: Ancora una volta, MJ ha detto la verità al potere con una voce che non poteva, non sarebbe stata ignorata, ed i media hanno reagito - ferocemente.

Lauren: Ha una opinione sul perché i media continuano a marginalizzare il lavoro di Michael, anche dopo la morte? Perché gli sforzi per “.. fermare la musica, così come le celebrazioni di Jackson'?

Armond: La semplice e profonda risposta è razzismo. Ci sono poche persone oggi nel mainstream che lo ammetteranno mai, ma James Brown, James Baldwin, Martin Luther King, Malcolm X, Miles Davis, Sammy Davis Jr., Marlon Brando, Elizabeth Taylor e Ralph Ellison sapevano questo. MJ è in quel lignaggio. Abbiamo a che fare con un artista, ma stiamo anche parlando di politica. Un artista nero in America affronta sempre una dura battaglia da una struttura potente di pregiudizi che opera profondamente instillata. Questo non va detto, ed è spesso mascherato da "moralità" e "gusto", ma alla fine è semplicemente la supremazia bianca.

Lauren: Nella storia della musica moderna e del cinema, dove pone Michael Jackson nell’importanza e nell'influenza culturale?

Armond: Le conquiste musicali e cinematografiche lo pongono in compagnia di rari artisti che si sono impadroniti di vari media. Egli deve essere classificato con i più grandi: Charles Chaplin, Jean Cocteau, Laurence Olivier, Orson Welles, e Marlon Brando.

Lauren: Quali sono i suoi pensieri su Michael come attivista sociale?

Armond: Il contenuto politico - i messaggi - del lavoro di MJ rimane da scoprire e da apprezzare, ma è un aspetto cruciale del suo progetto artistico. Spero che Keep Moving contribuirà a illustrare lo sviluppo della sua voce politica e della sua visione.

Lauren: Quale pensa sarà il suo impatto duraturo, la sua eredità?

Armond: MJ ha creato la musica con la quale molte, molte persone hanno vissuto la loro vita. Ha fatto alcune delle canzoni più unificanti. Questo impatto non può essere fermato, non importa quanti cosiddetti esperti vogliano negarlo.

Lauren: Ha personalmente una canzone preferita o un cortometraggio preferito e perché?

Armond: Nessun singolo preferito. La musica di MJ e i video arricchiscono stati d'animo così diversi. "I Love You Save", "Ben", "Billie Jean", "Bad", "Jam", "You Are Not Alone", il Tony Moran mix di History ". Dipende da quello che si sente in ogni momento - anche se ritengo che il film Black or White sia un risultato imponente.

Lauren: Come l’ha colpita la sua revisione del lavoro di Michael?

Armond: E' stato stimolante tornare su quelle canzoni e video in un primo momento l’avevo dato per scontato, sentirsi rianimato da loro.

Lauren: E, infine, che cosa vede come messaggi principali che la gente comune può imparare e portare via dal suo corpo di lavoro?

Armond: Quello che Gesù Cristo ha comandato, “Love One Another". Inoltre, "You Are Not Alone".

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Interview with Armond White, Author of Keep Moving: The Michael Jackson Chronicle's