lunedì 12 giugno 2017

'Vibe' intervista Teddy Riley - 2012

La rivista Vibe ha intervistato Teddy Riley sui vari album a cui ha lavorato, questa è la traduzione delle parti relative agli album di MJ

Dangerous (1991)

"Ero la persona più spaventata sulla terra quando ho incontrato Michael Jackson [ride]. Quando l'ho incontrato la prima volta me la sono fatta addosso... letteralmente. Ero nel suo edificio in una stanza che [ospitava] tutti i suoi riconoscimenti. Ho visto i suoi premi umanitari... tutta quella roba. E c'era anche una scacchiera in mezzo della stanza, perciò la stavo toccando perché era d'oro e platino. E quando ho messo la mano sul primo pezzo mi sono trovato la mano di Michael sulla mia spalla. E tutto quello che potevo fare era cadere a terra. Quello che ho visto è stato Michael che rideva, questo mi ha messo a mio agio, perché di solito quando si tocca la roba di qualcuno in casa sua ti guarda strano, ma Michael si è limitato a ridere. Il mio cuore si è calmato fino a quando non è stato il momento di andare in studio a lavorare su Dangerous. Ma prima di quella intera esperienza di lavorare con Michael stavo vivendo un passaggio importante nella mia vita.

Come ho detto, avevo perso mio fratello e il mio migliore amico. Così, subito dopo quello show dei Guy (la band di cui faceva parte, ndt) stavo guidando la mia Ferrari. Ne avevo passate tante e tutto quello che volevo fare era produrre. Così ricevo una chiamata sul mio cellulare da Michael Jackson! Mi sta dicendo che vuole lavorare con me! Michael mi fa 'Riesci a essere qui la prossima settimana?'. Questa è stata la transizione tra i Guy e la mia carriera che passava al livello successivo. Stavo lottando. Ero tornato di nuovo nel quartiere. Stavo andando da hotel a hotel. E sapete cosa mi ha salvato portandomi a lavorare con Michael? Si doveva fare il remix per 'Don't Wanna Fall In Love' di Jane Child. Ricordo che ero in un albergo e Benny Medina (un influente direttore di etichetta discografica) mi ha chiamato dicendo ' voglio davvero che tu faccia questo remix per Jane Child perché voglio che diventi più "urban"... è troppo "white". Ora, mi piaceva 'Don't Wanna Fall In Love', è un disco che avrei voluto produrre. E poi Benny mi chiama! Buffo come funziona l'universo. Sapevo che avrei fatto un grande remix.

Quella canzone mi ha salvato la vita. Stavo pensando a 20.000 dollari per quel remix. Ho pensato che mi avrebbe aiutato a saldare la mia carta di credito perché era tutto quello che avevo. Ero ai ferri corti con la Zomba (casa discografica), quindi non stavo riscuotendo soldi dai diritti di pubblicazione. Loro pensavano che stavo mettendo le canzoni da parte. Ma Benny mi ha dato 75.000 dollari! Quel denaro ha fatto in modo che avessi di nuovo la mia famiglia a New York. Ero pronto a trasferire tutti in New Jersey in un condominio di tre piani, ma mia madre mi disse che non aveva intenzione di venire a vivere con noi fino a quando non le avessi comprato una casa. E poi mio fratello Brandon è stato ucciso. Questo era tutto ciò che avevo in testa andando a lavorare su Dangerous.

Volevo riportare Michael alle sue radici R&B. Non volevo semplicemente seguire la strada del pop, perché non è quello per cui mi aveva chiamato. Mi aveva chiamato per questo New Jack Swing. Questo è quello che voleva e questo è quello che ha ottenuto. Quando stavo lavorando su 'Remember The Time' nello stesso momento stavo facendo un remix per ‘D-O-G Me Out’ in una stanza, 'Don't Wanna Fall In Love' in un'altra stanza, e tutte le altre tracce che presentavo a Michael. Ero al Sound Work di New York. Stavo usando il piccolo studio che Q-Tip (leader e produttore dei A Tribe Called Quest) stava affittando. Quando gli ho detto che avevo bisogno di uno studio per lavorare su canzoni di Michael Jackson ha detto 'Oh, diamine, certo!'

Lavorare con Michael era come andare al college. Praticamente mi ha dato la mappa. Mi ha guidato davvero su come comporre. Mi ha insegnato tutti i diversi modi di lavorare con Quincy Jones e Greg Phillinganes. Quando ho fatto sentire le mie demo a Michael mi ha fermato alla quinta canzone, che era 'Remember The Time'. Mi ha portato nella stanza sul retro e ho pensato che stavo per essere licenziato. Pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma era per un accordo di cui non riusciva a venire a capo. Non conosceva gli accordi da chiesa. Il primo accordo che si sente in 'Remember The Time' fa iniziare quella canzone in un modo molto stile chiesa. Non aveva mai iniziato le sue canzoni in quel modo, ed è per questo che mi ha portato sul retro, perché era così insolito per lui.

Michael mi stava mettendo alla prova per vedere cos'era davvero quell'accordo e cosa significasse per me e voleva che lo suonassi proprio di fronte a lui, su questo piano che aveva nella sua stanza. Era abituato al secco do maggiore, non agli accordi in do aumentato (spero di aver tradotto bene, ndt). Potrei dire che l'ho introdotto agli accordi New Jack Swing . E' stato grande lavorare su tutti questi brani: 'In The Closet', 'Jam', Can't Let Her Get Away' ... questa è storia per me. E' stata una grande sensazione essere parte di un album che ha venduto enormemente come quello... oltre 30 milioni di copie di Dangerous".


Invincible (2001)

"Mike e io abbiamo iniziato l'album Invincible a New York. E' stato quando Michael ha creato questo studio per me all'ultimo piano di un edificio. La Criteria Studios ha allestito uno studio in un attico in due settimane. Non sto scherzando. Sono andato a casa e Michael ha detto 'Vai a casa ... lo studio sarà pronto in due settimane'. Abbiamo finito tutto il resto a Miami. Quando ho iniziato a lavorare su Invincible una delle canzoni che si distingueva per me era 'Whatever Happens'. Veniva da un artista che era sotto contratto con la mia etichetta. Stavamo per farlo firmare con la Interscope, ma questo ragazzo ha iniziato a sclerare. Così ho finito per andare dagli autori di quella canzone e ho chiesto loro se avrei potuto produrre la canzone per Michael. Me lo hanno lasciato fare. Ho detto alla casa discografica che volevo un'orchestra di 40 elementi per fare gli archi in questo disco. E ho detto a Michael che sarebbe stato bello avere Carlos Santana nella canzone perché c'erano le chitarre. Michael ha detto, 'Okay, lo faremo accadere'.

Volevo che 'Whatever Happens' fosse speciale, ma avevamo un problema. Santana non voleva lasciare la sua casa in quel momento. Ci ha detto, 'Questo è il momento della famiglia'. Lui si prende del tempo, mesi, da trascorrere con la sua famiglia. Quindi tutto ciò che doveva essere fatto sarebbe stato fatto a casa sua. Così siamo andati nel suo studio a casa. Santana era un così brav'uomo... molto spirituale. E lui è un grande fan del mio idolo Miles Davis. Quest'uomo aveva una chitarra di Miles Davis e tutte queste performance in video. Durante la traccia di chitarra su 'Whatever Happens' Santana stava facendo il fischio che si sente. E a Michael è piaciuto molto. Ricordo il suo entusiasmo per il disco. Ha detto 'Teniamolo!'. Mentre stavamo lavorando sull'album Invincible ho invitato Michael in Virginia. E' stato il momento in cui mi sono guadagnato un grande rispetto dalla Virginia. Dicevano, 'Se riuscisse a portare Michael Jackson in Virginia, così come Whitney Houston e Bobby Brown, porterebbe grandi entrate allo Stato. Quindi dobbiamo rispettarlo'. E sto parlando di ottenere il rispetto dal lato politico.

Ero in mezzo a una gran confusione con questo album [ride]. Michael mi aveva reso responsabile di tante cose. Mi ricordo che Tommy Mottola (l'allora capo della Sony Music Entertainment) imprecava contro di me dicendomi: 'Questa sarà la fine della tua carriera se non riporti quei master!' Non avevo idea che Michael gli avesse detto che avevo i master [ride]. L'ho chiamato e gli ho detto: 'Mio Dio, Michael ... mi hai messo nei guai con Tommy Mottola. Sai chi è Tommy Mottola?' Ma ho finito per aiutare Michael. Ho preso i master e li ho tenuti per lui. Michael era arrabbiato con i piani di marketing per il disco Invincible. Ero pronto ad appoggiare Michael e questo è quello che ho fatto. Per me era un album che avrebbe fatto grandi numeri. Ma quando Michael ha visto i piani di marketing mi ha detto, 'Sarò sorpreso se questo album farà solo due milioni'. Hanno preso anche i soldi dal suo budget. Non mi importava di nient'altro. Credevo in Michael".


Michael (2010)

"Se Michael fosse ancora vivo sarei stato ancora più felice di questo album. Perché avrei avuto le parti vocali dal vivo. Ho dovuto gestire quello che avevo. Sono stato messo sotto esame per alcune delle cose che ho detto su questo album. Voglio che la gente sappia che non è che io non credevo che fosse la voce di Michael su quelle canzoni. So solo quello che stavo cercando di portare a quel progetto. 'Hollywood Tonight' significava davvero rendere Michael di nuovo upbeat e funky. Quando ho fatto quella canzone ho sentito davvero Michael di più. Ho sentito Michael di più su quella traccia perché era come se stessi trattenendo le lacrime e trattenendo tutto nel mio cuore al tempo stesso. Quando ho sentito Michael cantare in quella canzone mi ha emozionato tantissimo.

Mi sentivo allo stesso modo quando ho sentito cantare Michael su quelle due canzoni di Neff-U ('(I Like) The Way You Love Me' e 'Best of Joy'). ' Quelle canzoni mi hanno fatto sentire come se Michael fosse nella stanza con me. Parlare di Michael ora mi riporta tanti ricordi... cose che mi fanno desiderare era sia ancora qui. A un certo punto, quando stavo lavorando su questo ultimo album Michael, non riuscivo ad andare avanti. Non potevo fare quello che volevo fare perché lui non era lì con me. Ma ho dovuto portarlo a termine come se lui fosse lì. Era sempre per l'eredità di Michael. "
Traduzione a cura di 4everMJJ per MJFS

FONTE