domenica 11 giugno 2017

"La Danza sulla Luna" - Intervista a Jeffrey Daniel



Intervista a Jeffrey Daniel
di Michel Danzer

Il 25 marzo 1983, Michael Jackson ha eseguito il famoso Moonwalk per la prima volta in occasione dello spettacolo televisivo Motown 25th anniversario. La genesi di questo passo di danza ha fatto il giro del mondo.

È nell'ambito dello spettacolo del Soul Train, dove le novità musicali e della danza, decidevano lo stile dei giovani neri americani, che Jeffrey Daniel ha fatto il suo debutto sul palco. Ballerino dal 1975 oltre a cantante del gruppo americano Shalamar, formatosi sotto l'etichetta discografica Soul Train Records, ha impreziosito ogni prestazione Shalamar con questi movimenti acrobatici derivati dalla Street Dance californiana e le sue due più famose formazioni, dei Lockers e gli Electric Boogaloos.

Lungi dal rivendicare la paternità dei passi di danza che Michael farà conoscere come il Moonwalk, Jeffrey Daniel è stato il primo, con i ballerini, Geron “Casper” Candidate e Derek “Cooley” Jackson, nel presentare il movimento al pubblico in uno spettacolo del Soul Train alla fine degli anni '70. I tre ballerini sono stati anche i primi a insegnare questo passo - originariamente definito backslide - a Michael.
Jeffrey Daniel ha continuato a collaborare con Michael nel corso degli anni, partecipando alle coreografie dei famosi video clip di Bad e Smooth Criminal. Interlocutore privilegiato, per parlare di Michael e la sua danza, Daniel svela i segreti della genesi del moonwalk e il robot jacksoniano. 

- Puoi condividere con noi la genesi di questo movimento, il backslide - o Moonwalk - e come è stato trasmesso a Michael.

Jeffrey D.: È negli anni '70 in California che il movimento è stato portato per la prima volta da Creepin Sid del Gruppo Street Dancers Electric Boogaloos. Ogni membro dei Boogaloos aveva il suo stile, ma Sid aveva già visto eseguire questo passo da me. Gli Electric Boogaloos sono accreditati per aver creato l'arte del body-popping e a loro sono associati altri famosi passi di danza: il boogaloo rolling, il popping, waving, il backslide....
Tuttavia per quanto riguarda quest'ultimo, i Boogaloos lo hanno appreso dal mio piccolo gruppo. Avevo visto fare quei passi, e poi Casper, Cooley ed io ci abbiamo lavorato tutti insieme. Nella comunità afro-americana, come apparivano nuovi stili di ballo al Soul Train, e prima ancora di esso, tutti dovevano impararli.
Ogni nuova tendenza di danza era opportuno saperla ballare e l’interesse di apprenderla imperversava anche nell’ambiente scolastico. E quindi se non le sapevi fare, ma vedevi qualcuno che si esibiva, era sufficiente guardare per imparare.

Questo è ciò che abbiamo fatto, e in un certo senso Michael ha agito nella stessa maniera. Avevo già eseguito il Moonwalk - in realtà il vero nome è backslide - nello spettacolo del Soul Train nel 1979. Come fan dei Jacksons, è stata una sorpresa sapere che Michael era interessato alla mia danza. Nel 1980, un giorno Michael è venuto a Disneyland, dove Shalamar teneva un concerto. Lui era con Janet, ed entrambi sono rimasti nel backstage sul lato del palco per guardarmi ballare.
Dopo qualche giorno, mi ha chiamato per dirmi che voleva imparare i passi di quella danza. In quel momento Shalamar aveva già in programma un concerto nelle Isole Vergini, e non potevo andare subito da lui. Allora, Casper e Cooley - che sono i miei fratelli di danza – si sono presentati al mio posto.
Appena rientrato dalle Isole Vergini, sono andato a lavorare con Michael, perché voleva eseguire il backslide in un modo simile al mio. Ho affinato il movimento, quando durante un’esibizione con gli Shalamar, volevo attraversare il palcoscenico, e per metterlo in atto l’ho accentuato con un effetto di scorrimento.

La versione del backslide su cui Michael ed io abbiamo lavorato, non è la stessa di quella che interpretavano i Boogaloos. Il movimento è stato perfezionato. E mentre i Boogaloos lo combinavano insieme ad un altro passo, Michael ed io, lo abbiamo fatto diventare il punto culminante dello spettacolo, come qualcosa per meravigliare davvero il pubblico.
Già a quel tempo, per Michael era impossibile andare nei club a vedere i giovani ballare e imparare i loro movimenti. La sua presenza avrebbe causato uno scompiglio, la gente sarebbe impazzita nel vederlo. Perciò non poteva frequentare la vita di strada liberamente come facevamo noi. Michael aveva bisogno di gente come noi per trasmettergli ciò che stava accadendo nella strada.

- Cosa ne pensi dei filmati di repertorio anni '50, che circolano su internet in cui si osservano i ballerini che fanno movimenti simili? 

Jeffrey D.:Come dice il proverbio: non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Personalmente non avevo idea che questa danza fosse stata eseguita già negli anni ’50. L'ho appreso circa un anno fa. Tuttavia non è la stessa danza, anche se c'è lo stesso movimento e lo stesso concetto. Vedere e pensare che tutto questo è stato fatto molto tempo prima, mi ha comunque colpito molto. Ho un grande rispetto per gli artisti del passato come Bill Bailey e i ballerini di tip tap, il mimo Marceau, tutte queste persone di cui non conoscevo il loro lavoro.

- Se andiamo indietro nel tempo, possiamo vedere Michael eseguire la danza “del robot” con i Jackson 5 a metà degli anni ‘70. Questo movimento è stato insegnato dai membri del gruppo di danza The Lockers, come alcuni sostengono? 

Jeffrey D.:Slim The Robot lo conosco molto bene, quindi posso risponderti. Slim è stato membro dei Lockers a cui mi sono ispirato per fare i miei movimenti robot. In principio l’ho studiato molto bene, e ho cercato di apprendere i suoi movimenti e poi li ho messi in pratica. All'epoca, non c'erano le video cassette, quindi bisognava essere presenti lì, a guardare direttamente e poi esercitarsi da soli. Ma il robot eseguito da Michael non è il Robot di Slim.
Michael ha sviluppato il suo robot osservando i ballerini che danzano nello spettacolo del Soul Train, come la ballerina Damita Jo Freeman e altri. Il suo stile di robot è molto più vicino a loro che a quello di Robot Slim. Il modo in cui rotea i fianchi e il modo in cui si muove ricorda molto le movenze di Damita, poi ha aggiunto il suo tocco personale.

- Hai creato con Michael le coreografie dei cortometraggi 'Bad' e 'Smooth Criminal'. Che ricordi hai di quei momenti?

Jeffrey D.:Michael ed io provavamo spesso da soli prima di raggiungere gli altri ballerini. Andavo al suo albergo e si provava fino alle 2 - 3 del mattino o anche più tardi.... Quando si lavora su progetti così estenuanti, è necessario ogni tanto fare delle pause per rilassarsi. Così noi due s'iniziava a scherzare facendo dei movimenti stravaganti, goffi o divertenti, e raccontando barzellette. Ma oltre a questo, Michael era un perfezionista, non diceva mai “Sono stanco, vado a dormire”. Finché era in grado di andare avanti, proseguiva. In realtà era determinato a essere il migliore.
E’ sempre stato un ballerino di talento, anche prima di eseguire il Moonwalk e del Popping, Michael aveva già il suo stile. Egli era anche sempre disponibile a sperimentare cose nuove. Lui non diceva mai: “Non mi piace” o “non voglio farlo” ... Lui chiedeva piuttosto “cosa ne pensi, credi che si potrebbe fare così?” Michael aveva una vera etica di lavoro.

Nel corso delle riprese del video di 'Bad 'siamo andati a girare in una parte della metropolitana ormai in disuso. Si vedeva bene che il posto non era più frequentato da qualche tempo. Il luogo era sporco, e c'era un forte odore di urina ovunque. Michael a tal proposito disse: “È odore di urina, almeno questa è vera!” Mi ha fatto tanto ridere. Nelle audizioni, i ballerini erano molto motivati, si spingevano fino al nostro tavolo per mostrarci il loro stile o fare un movimento di danza così ravvicinato a noi che quasi ci sfioravano. Riuscivo a malapena a trattenermi dal ridere. Un ballerino dopo aver eseguito una “rotazione” è semplicemente finito contro lo specchio!

Le coreografie di 'Smooth Criminal', le ricordo molto bene, sono una semplice combinazione di varie influenze. Michael era appassionato di Fred Astaire, così abbiamo guardato i suoi film per ispirarci. Se si osservano i gesti delle mani di Michael, la movenza delle gambe, il costume, il cappello abbassato sul viso ... Michael non sta dicendo in quel momento, “guardami, sono Michael Jackson”. No, perché sappiamo che è lui. Michael incarna davvero il personaggio.

- Qual'è stato secondo te il contributo di Michael all'arte della danza? 

Jeffrey D.:Prima di MTV, i ballerini jazz erano rigorosamente dei ballerini jazz, i ballerini di strada erano strettamente dei ballerini di strada, le persone delle commedie musicali erano solo a Broadway. L'avvento di MTV e i video clip di Michael ha combinato tutti questi stili.
Certo, era cresciuto con i Jackson 5 muovendosi in questi balli funky su passi di danza tratti dalla strada che aveva perfezionato, ma dopo ha aggiunto dei movimenti sullo stile di Bob Fosse. Ha inserito il popping, locking che nessun artista aveva fatto prima di lui.
James Brown era unicamente James Brown, e non interpretava queste danze vicine al jazz o questi movimenti legati ai musical di Broadway. Stava solo facendo il “il funky alla James Brown”. Michael invece ha interpretato una fusione di tutti questi stili.