lunedì 12 giugno 2017

Analizzando MJ: il Genio dietro la musica


La Columbia College Chicago's Center for Black Music Research ha presentato una conferenza sull'arte della musica di Michael Jackson. Si è tenuta a Chicago il 23 e 25 settembre 2010

Genio senza frontiere: Michael Jackson
Ha presentato studiosi, critici e colleghi di Jackson che hanno discusso dell'arte, della vita e dei tempi del Re del Pop. Sembra sia stato un magnifico evento che onora e ricorda Michael nel modo in cui merita davvero di essere onorato e ricordato.

di Howard Reich
Michael Jackson era un genio?

Non c'è dubbio, secondo gli esperti che si sono riuniti nel fine settimana al Washington Library Center Harold a parlare di questo argomento.
Per più di tre ore consecutive, gli appassionati di Jackson hanno ascoltato tracce audio, mostrato video, si sono scambiati aneddoti e analizzato una delle carriere più prolifiche della musica americana, anche se stroncata dalla tragica morte del cantautore lo scorso anno, all'età di 50 anni.
Con uno stuolo di ammiratori di Jackson in fila con un'ora di anticipo quel venerdì sera, gli esperti hanno fatto esultare la folla, senza mai rinunciare a quella parola che inizia con la “G”.
"Lui E' un Genio", ha proclamato il produttore Harry Weinger rifiutando un riferimento al passato.
A titolo di prova, Weinger ha suonato brani delle prime registrazioni di Jackson - molti ancora inediti - che dovrebbero essere pubblicate nelle prossime riedizioni del catalogo Motown . Un estratto dopo l'altro, gli ascoltatori hanno sentito un Jackson bambino cantando con straordinaria prodigiosità.

Il pezzo più sconvolgente è stato una versione a cappella di "Never Can Say Goodbye" con un pre-adolescente Jackson che fraseggia come un maestro. Senza i vantaggi di un sostegno strumentale o ritmico, Jackson mantiene facilmente il tempo ma trova anche il modo di allungarlo. Tiene infallibilmente il giusto passo finché non decide di piegarlo, per scopi espressivi.

L' intensità del tono struggente di Jackson, i disarmanti "ooh" e "aah" improvvisati nei momenti chiave della canzone, la chiarezza argentea della sua voce acuta, semplicemente sfidano ogni razionale spiegazione.
Nessuno sotto i 12 anni può cantare con tale perfezione, ardore e saggezza musicale senza il beneficio di doni straordinari.

Il talento di Jackson, naturalmente, alla fine lo ha reso un oggetto di adorazione in tutto il mondo, l'attenzione schiacciante forse spiega alcune idiosincrasie della sua personalità.

"Il ragazzo era terribilmente timido", ha detto il tastierista Greg Phillinganes, che ha registrato e girato in modo prolifico con Jackson.

"Potreste chiedervi, 'Come poteva essere così timido?'", ha detto Phillinganes, indicando un artista che appariva senza paura sul palco.
"Se tu fossi inseguito (dai fans) devi correre per la tua vita, e se questo è ciò che sperimenti da quando avevi 11 anni, saresti stato un po' diverso, no?".

Il vero Michael Jackson, ha spiegato Phillinganes, era l'uomo che stava davanti al microfono, in particolare nello studio di registrazione, e lasciava che tutta quella musica gloriosa uscisse da lui senza scrupolo o inibizione.

Quando Jackson stava registrando "She's Out of My Life", con Phillinganes alle tastiere, hanno continuato a lavorare e raffinare le prestazioni, ricorda il pianista.
"E alla fine di ogni ripresa, piangeva", ha detto Phillinganes. "Ed era vero".

Tutti i partecipanti al simposio, organizzato dal Centro per la 'Black Music Research' presso il Columbia College di Chicago, concordano sul fatto che Jackson era "perfetto" nelle sessioni di registrazione.

Anche se non suonava nessuno strumento - ad eccezione di un raro turno di batteria - di solito "cantava le parti delle percussioni e delle linee di basso" e altri dettagli musicali, ha ricordato la cantante Siedah Garrett, che ha scritto "Man in the Mirror" con Jackson e duettato con lui nel singolo "I Just Can't Stop Loving You".

Eppure, nonostante il coinvolgimento di Jackson in tutti gli aspetti della produzione musicale e delle sue registrazioni, spesso aveva giocosamente causato il caos nel bel mezzo delle sessioni.
"Michael ci metteva di suo per creare confusione", ha ricordato la Garrett con una risata. "Lui cantava la sua parte e poi quando toccava a me, mi lanciava le noccioline o qualcos'altro. Q. (Quincy Jones) mi disse (alla Garrett), 'Stai perdendo tempo in studio!' "

L'effetto cumulativo di questi ricordi, le informazioni inedite e le recenti registrazioni riportate alla luce si è dimostrato molto commovente, in particolare per il pubblico che lo venerava già.

"Lui è la colonna sonora della mia vita", ha detto uno dei presenti..
Verso la fine della serata, il 79enne Oscar Walden Jr., produttore radiofonico e televisivo di Chicago, si è alzato dal suo posto in mezzo alla folla e appoggiato al suo bastone si apprestava a leggere una poesia che aveva scritto per Jackson..
"Amo Michael", ha detto alla folla su cui è calato il silenzio.
"Era un genio".

ORIGINAL TEXT
Analyzing Michael Jackson: The genius behind the music