sabato 18 luglio 2015

Vivere con 'Casper' - Suzanne De Passe e Tony Jones

ESTRATTI DAL LIBRO: THE OFFICIAL MICHAEL JACKSON OPUS
I dipendenti della Motown Suzanne de Passe e Tony Jones avevano la responsabilità di prendersi cura dei Jackson 5 fuori dal palco durante la loro ascesa alla fama e non hanno potuto fare a meno di rimanere affascinati dallo spirito vivace del giovane Michael …


TJ: Nell'estate del '69 Suzanne aveva affittato una casa al Sunset Boulebard. Il signor Gordy ha chiamato tutti e ha chiarito che quei ragazzi stavano per raggiungere la cima. Michael, Jermaine e Jackie sono arrivati a Los Angeles per registrare "I Want You Back" e altre due canzoni per l'album.
L'altra parte del disco sarebbe stata registrata a Detroit. I ragazzi sono rimasti a casa con noi, in modo che fin dall'inizio Suzanne ed io siamo diventati una sorta di genitori surrogati per loro, eravamo abbastanza adulti per poter dire loro cosa fare, ma anche abbastanza giovani per divertirci insieme. Ad esempio, Jackie è solo cinque anni più giovane di me.
Questo crea un rapporto unico e molto speciale.

SdP: Tony ed io abbiamo avuto un collegamento con i ragazzi di Motown, si potrebbe dire, per tutto oltre alle registrazioni. Il rapporto che si è sviluppato è stato intensamente personale perché improvvisamente siamo stati coinvolti in ogni aspetto della vita dei ragazzi.
Questo vale per Tony in particolare perché c'erano cose da ragazzi che erano di sua competenza e che io francamente, non avrei potuto fare. Penso che se conosci qualcuno prima di diventare famoso e finisce che lo accompagni lungo il percorso è completamente diverso quando incontri qualcuno che lo è già.
Tony ed io abbiamo avuto l'opportunità di partecipare alla costruzione e la crescita di queste giovani vite, era una nostra responsabilità e lo abbiamo fatto.

TJ: La dinamica del gruppo era interessante, soprattutto con Michael.

SdP: Fin dall'inizio, Michael era chiaramente in prima linea e il responsabile di tutto, anche se era il più giovane del clan . Era realmente un fenomeno e uno showman. Dal primo giorno ha capito cosa significava quel tipo lavoro e che cosa ci si aspettava da lui e quindi in ogni momento dava il 1000 per cento. Anche quando non era in forma trovava qualcosa dentro di lui che lo spronava e quando arrivava il momento, non l'ho mai visto fare un'esibizione a “metà.”

TJ: Mai. Era diverso dal resto dei suoi fratelli.
Combinava delle marachelle e si divertiva ma era sempre sul pezzo. Gli altri a volte si bloccavano, si sa, erano ragazzi. Ma Michael era unico. Si fermava di botto quando gli veniva in mente qualcosa e chiedeva che cosa esattamente doveva fare per avere tutto sotto controllo. Poteva prendere l'idea e renderla sua perché era sempre attento a pronto ad imparare. L'ho chiamavo la 'spugna umana' perché assorbiva tutto.

SdP: Michael era sicuramente al comando quando erano sul palcoscenico, ma fuori la bilancia si riequilibrava e all'improvviso era solo un bambino che aveva quattro fratelli maggiori.

TJ: Avevano lui come elemento di controllo, perché la verità è che era tutto per lo spettacolo e loro erano la sua ombra. Ma fuori dal palco le cose si invertivano e lui li lasciava fare in modo molto intelligente. Ma sapeva come farsi senti sentire, se necessario, in particolare con il signor Gordy.
Penso che Michael era davvero brillante mentre gli altri non ci sono riusciti. Lo potevi vedere. A lui piaceva il mondo degli affari e ci si divertiva molto.

SdP: Michael era anche molto birichino. Ho cominciato a chiamarlo "Casper" [come il simpatico fantasmino] perché amava nascondersi. Quando eravamo in tour usavamo lasciare le porte aperte e c'era molto movimento nei corridoi. Ogni volta che andavo in camera di Tony e magari ci tornavo dopo ,notavo sempre qualcosa di diverso.. 

Michael era dietro la tenda della doccia o nascosto nell'armadio. Si divertiva a nascondersi nelle stanze. Poi usciva come se avesse ascoltato tutta la conversazione - il che non era vero - e diceva "Vi ho sentito dire questo, vi sentito dire l'altro.. si che l'ho fatto!" 
Era molto divertente.

Successivamente, è stato sempre "Casper" per me e credo di non averlo più chiamato Michael dopo di allora, mai.

Mi ricordo in particolare un momento dietro le quinte di una cerimonia di premiazione, Michael aveva un sacco di premi tra le braccia, c'era l'intero gruppo della sicurezza tra di noi e tutti che lo chiamavano "Michael, Michael, Michael! “. Ho urlato "Casper!" lui si fermò, si avvicinò a me, mi salutò calorosamente e facemmo una piacevole chiacchierata dopo che era trascorso del tempo dall'ultima volta che ci eravamo visti.

TJ: Era assolutamente incantevole. Dovevi solo amarlo e lasciarti conquistare da lui. Aveva una luce interiore che ti permetteva davvero di vedere chi era. Non volevi mai lasciarlo. Era difficile salutarlo alla fine della giornata. Volevi solo portartelo a casa con te.

SdP: (..) si potrebbe dire che aveva una qualità magica in quanto a personalità ... Era così dolce, adorabile, aveva un tale magnetismo ... soprattutto quando rideva con qualcuno che lo faceva divertire, aveva una risata contagiosa. Era un'anima allegra e aperta.

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FONTE ORIGINALE - LINK MJGW FORUM