domenica 22 marzo 2015

Don King disse a MJ che per il resto del mondo lui sarebbe sempre stato trattato solo come "un altro negro", 1984


tratto dal libro “You Are Not Alone,” di Jermaine Jackson.
Don [King] non ha vinto premi per tatto e diplomazia, ed il suo gigantesco ego era la ragione per cui era un promotore. Era insolente ma efficace. L' aveste visto - la bocca più grande - e Michael - l'anima più quieta - interagire, avreste potuto pensare, qui c'è un ragazzo con l'imbarazzante zio che non riesce ad evitare di trovarlo divertente. Non dimenticherò mai l'essere in un incontro dove stavamo discutendo qualcosa riguardo alla direzione dello spettacolo e Michael stava parlando di come voleva ripagare i fans e continuare a spingere più in alto.

" Michael! " Disse Don, interrompendo il monologo " Ricorda questo. Non importa se sei un negro ricco, un negro povero o semplicemente un negro.Indipendentemente da quanto grande diventi, questa industria continuerà a trattarti come un negro ". In altre parole, e secondo lui, sarai sempre uno schiavo per l'industria musicale, quindi non pensare mai di diventare più potente di quello.

Tutti in quella stanza si bloccarono. Se l'industria musicale soffiava fumo su per il culo di tutti, Don soffiò un vento gelido di parole dirette.

Fu Michael il primo a ridere, rompendo il silenzio sospeso. Lo trovò divertente, in un modo scioccante, e non era offeso. Nessuno di noi lo era. Un uomo nero si era rivolto all'uomo nero, e quel modo di parlare era a stento estraneo a qualcuno di Gary, Indiana.
------------------------------------------------------

Don King told him that to the rest of the world he would only ever be treated as "another nigger", 1984

From “You Are Not Alone,” by Jermaine Jackson
Don [King] didn’t win awards for tact and diplomacy, and his giant ego was the reason he was a promoter. He was brash but effective. Had you seen him – the loudest mouth – and Michael – the quietest soul – interacting, you might have thought, There’s the kid with the embarrassing uncle that he can’t help but find funny. I’ll never forget being in a meeting when we were discussing something about the show’s direction and Michael was talking about how he wanted to pay back the fans and keep pushing higher.

“Michael!” said Don, cutting dead the monologue. “Remember this. It don’t matter whether you’re a rich nigger, a poor nigger, or just a nigger. No matter how big you get, this industry’s still gonna treat you like a nigger.” In other words, and in his opinion, you’ll always be a servant to the music industry, so don’t ever think of becoming more powerful than that.

Everyone in the room froze. If the music industry blew smoke up everyone’s ass, Don blew in an icy blast of straight talk.

It was Michael who was the first to laugh, cracking the suspended silence. He found it funny, in a shocking way, and wasn’t offended. None of us was. A black man had been addressing black men, and that kind of talk was hardly foreign to someone from Gary, Indiana.

MICHAEL JACKSON: SPIRITUALITÀ, CONSAPEVOLEZZA, PREGIUDIZIO