domenica 22 marzo 2015

Alex Handcock - Il giorno in cui ho cantato sul palco con Michael Jackson

L'11 luglio del 1992, il giovane tedesco Alex Handcock venne scelto fra i bambini che avrebbero cantato "Heal the World" sul palco con Michael Jackson a Colonia. In occasione della morte prematura di Jackson, Alex ricorda il giorno in cui è andato in scena con il Re del Pop.

L'attesa era cresciuta nell'arco di tutta la settimana. Il nostro insegnante ci aveva detto che saremo andati a Colonia per cantare in un concerto di Michael Jackson. La nostra classe non parlava d'altro - stavamo andando a cantare "Heal the World" con il Re del Pop.

La nostra scuola - la principale e unica scuola di lingua inglese nella zona di Bonn - era stata scelta perché era un crogiolo di nazionalità diverse. C'erano bambini che provenivano da ambasciate di tutti i paesi e figli di genitori che lavoravano in organizzazioni internazionali e multinazionali da tutto il Mondo. La nostra classe era come un annuncio della United Colors of Benetton , così eravamo assolutamente perfetti per il messaggio Cambia il Mondo in un posto migliore del brano "Heal the World" che avremmo dovuto cantare.

Mi sono seduto nel pullman diretto a Colonia , mentre la classe continuava a cantare a ripetizione "Heal the World" . Io non ricordavo le parole. Non avevo prestato molta attenzione alla musica fino a quel momento della mia vita. Avevo 11 anni e associavo la musica a lezioni scolastiche noiose . Michael Jackson era una persona vagamente familiare. Ma,da li a quando siamo arrivati, beh avevo imparato gran parte del brano.

"Heal The World, farne un posto migliore, per te e per me, e l'intera razza umana."

Arrivati ​​allo stadio
Ho notato lo Stadio Müngersdorfer in lontananza. L'autobus si muoveva lentamente, cercando di farsi spazio fra migliaia di fan che vagano per strada. Alcuni avevano dei grandi striscioni. Altri erano vestiti come il loro idolo. E ovunque venditori ambulanti con le memorabilia. Stavo a bocca aperta davanti al finestrino cercando di memorizzare tutto ciò che stava succedendo.
Quando siamo arrivati ​​nella zona backstage, un uomo dal fare febbrile, che stringeva in mano un walkie-talkie salutò il nostro insegnante e ci fece segno di seguirlo. Attraversammo vari corridoi e scale, prima di arrivare in una stanza.E ci hanno lasciati li ad aspettare.

Ma quando avremmo incontrato Michael?
Eravamo in una camera spaziosa del backstage. C'erano diversi tavoli, ognuno con pile e pile di barrette di cioccolato. Era il sogno di ogni bambino di 11 anni. E ci siamo subito dati da fare a mangiare. Non riesco a ricordare quanto cioccolato ho mangiato quel giorno, ma l'immagine di quelle pile di cioccolato era davvero incredibile per me, e lo è ancora oggi, tant'è che mi ricordo di aver pensato che era davvero un peccato averne lasciate li così tante quando abbiamo lasciato la stanza.

Dopo quella che sembrò un'eternità la porta si aprì. Ma rimanemmo tutti delusi. Non era Michael, era invece una donna vestita come un professionista che ci spiegò che potevamo andare tutti sul palco a cantare la canzone.Poi disse che avrebbe selezionato circa 12 bambini, mentre gli altri avrebbero semplicemente assistito al concerto.

"C'è qualcuno che preferisce guardare solo il concerto?"
Silenzio.
Così ci siamo messi in fila; e con un crudele metodo di scelta che conoscevamo bene perchè usato anche nei campi sportivi, la donna ha proceduto a individuare i bambini che voleva.
"Gli altri erano in lacrime," ricorda la mia compagna di classe Sarah Jewer .

Cambiarsi per il concerto
Fortunatamente per me, ero fra i prescelti e mi hanno portato in un camerino insieme agli altri. Non mi è stato detto che avrei dovuto rappresentare un bambino americano ,mi hanno semplicemente consegnato un vestito "da bambino americano". Mi sono infilato dei jeans,la t-shirt e cappellino da baseball nel mentre guardavo nervosamente i miei compagni di classe che stavano indossando altrettanti vestiti sportivi.

Quando siamo finalmente usciti dalla stanza e siamo corsi verso il retro del palco, sono rimasto colpito da quanto tutto mi sembrasse enorme. Il Dangerous Tour aveva attrezzature del peso di oltre 100 tonnellate. Due Boeing 747 jet e molti i camion che erano stati necessari per trasportare l'intera attrezzatura. A questo punto della serata ricordo di aver sentito che la musica - anche da dietro il palco - era assordante. Ho cominciato a capire il significato della frase, " sento le farfalle nello stomaco".

Michael Jackson in vista
Salii le scale con i miei compagni di classe dove aspettammo in una zona a destra del palco. Il rumore le urla di una folla di 65.000 persone era incredibile. Dovevamo essere sul punto di entrare, perché improvvisamente, a circa 20 metri di distanza, ho notato l'uomo che avevamo tutti sperato di incontrare. Michael Jackson era li in piedi dietro le quinte e parlava con quello che sembrava essere Macaulay Culkin, l'attore da Home Alone( n.d.r Mamma ho perso l'aereo). Ho cominciato a saltare dalla gioia insieme con i miei compagni di classe, puntavamo il dito urlando, tanto nessuno poteva sentirci considerando il volume della musica.

Quando Michael Jackson è tornato sul palco, mi sono concentrato nel ricordare le istruzioni che mi erano state date. Ripensandoci ora, nessuna scienza missilistica. Ma al momento richiedeva la massima concentrazione: "Tenere le mani unite al tuo partner a fianco. Spostarsi sul palco. Guardare avanti e non Michael, sorridere, e 'cantare'. "
Prima che potessi rendermi conto, il mio compagno mi tirò per la mano e ci spostammo verso il palco. Guardai fuori il mare di volti e mi dimenticai di essere li per cantare, o aprire la bocca per dire le parole. In piedi sul palco di fronte a 65.000 persone ero totalmente intimidito per non dire altro..

La mia compagna di classe Sarah, fra i bambini che guardava il concerto: "La folla era pazzesca. Migliaia di persone e di luci "
Ci spostammo in senso orario intorno a un enorme globo gonfiabile; Ho totalmente ignorato l'istruzione "non guardare Michael" e continuavo a girare il collo per guardare il Re del Pop. Ma ero dalla parte sbagliata del Globo gonfiabile per riuscire a vederlo bene. I miei ricordi sono di brevi apparizioni fugaci. Appena la canzone era finita, mi sono spostato sul palco e girato indietro per poter vedere la superstar.
Ma poi siamo stati portati fuori, ci hanno consegnato una T-shirt e siamo tornati a casa. Il mio compagno di classe, che era tenuto per mano da Jackson, era al centro dell'attenzione. E non faceva altro che raccontare e raccontare giurando che non si sarebbe più lavato la mano. Ero geloso ed esausto. Mi sono addormentato sul bus, con indosso una T-shirt , troppo grande per me, del Dangerous Tour.

ORIGINAL TEXT
Alex Handcock - The day I sang on stage with Michael Jackson